Champagne Grand Cru Millésimé 2002 Corbon

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
10


Corbon2002Champagne

Mon Dieu, quanto hanno ragione i francesi a dire, per sottolineare l’unicità e la non replicabilità di uno dei loro gioielli enologici, che il n’y a de Champagne que dans la Champagne”, che non può esistere Champagne (vino) che nella zona della Champagne! Basta imbattersi nel produttore e nel savoir faire giusto, nell’annata giusta, nel cru giusto per capire che è proprio tutta un’altra musica rispetto ai pur buoni, in alcuni casi buonissimi ed eccellenti metodo classico top di casa nostra.

Non è solo la storia secolare di quella meravigliosa terra da vino e una consapevolezza e padronanza dello stile, che non ha più bisogno, a differenza di quello che accade da noi, di prove e sperimentazioni e va tranquillo a segno e coglie il bersaglio senza forzature, a fare la differenza, il vero discrimine non è tecnico, ma attiene a quell’elemento di fondamentale che è la terra, la composizione geologica dei terreni. Tutto quanto corrisponde a quel concetto ed entità che non casualmente definiamo con la parola francese di terroir.

Gh’è poc de fà, mi verrebbe da dire nell’amato dialetto meneghino, in Champagne, zona decisamente più a nord della nostra Franciacorta, dell’Oltrepò e del Trentino, ci sono suoli (e microclimi) che noi ce li possiamo sognare e si ripercuotono in un carattere dei vini che i nostri, non perché siano “sfigati” o poverini, o perché i nostri produttori non siano capaci, è assai difficile che abbiano.

DettaglioChampagneCorbon

La riprova di questa solare evidenza l’ho avuta, abbagliante, stappando recentemente in una bella occasione una bottiglia di uno dei piccoli produttori di Champagne che più nel cor mi stan, e di cui ho scritto più volte su questo blog. Parlo della Maison, familiale, Corbon, come ho già scritto circa sei ettari di vigneto situati in un villaggio, Avize, posto nella Côte de Blancs e classificato al 100% nella classifica dei Crus e un dei soli 17 Grand Crus champenois. Exploitation familiale, azienda familiare, definiscono i Corbon la loro Maison che elabora i vini esclusivamente dalle uve provenienti dai propri vigneti. Azienda fondata alla fine della Prima guerra mondiale da Charles Corbon, proseguita dal figlio Albert e dalla moglie Germaine, e poi, siamo già negli anni Sessanta del Novecento, ripresa da Claude, dapprima come semplice viticoltore e poi dal 1970 come récoltant-manipulant.

Dal 1981 Claude, al quale dal 2006 si è affiancata la figlia Agnès, non ha mancato una sola annata, regalando agli appassionati quelli che orgogliosamente definiscono uno “Champagne artisanal, issu du raisin de notre terroir : un vrai Champagne de vignerons. Reflet de leurs terroirs, de notre savoir-faire. Ils sont aussi le fruit d’un long processus de creation depuis les raisins jusqu’à la flute”. Uno Champagne artigianale, espressione delle uve del nostro terroir, uno Champagne da vignaioli, frutto di un lungo processo di creazione che va dall’uva sino al bicchiere.

Qual’è il loro Champagne che mi ha colpito e convinto per l’ennesima volta dell’ineluttabilità del fattore terroir? Uno Champagne di dieci anni, un millesimato di un’annata, il 2002, che da noi evoca, Valtellina a parte, risultati mediocri, ed in Champagne è invece all’insegna dell’excellence. Un Blanc de blanc 100 % Chardonnay d’Avize, Grand Cru, lungamente affinato, ben 8 anni, sui lieviti, uno Champagne, come direbbe il mio grande amico Hervé Lalau, “de plenitude”, di struttura e pienezza.

PerlageCorbon

Un tesoro di vino, un vino da grandi occasioni o da compagnie giuste, che quando lo stappi non ti tradisce, ma ti fa salire nell’empireo delle grandi emozioni vinose. Oro squillante luminoso nel bicchiere ampio, ma non troppo, perlage, guardate la foto, di spettacolare finezza, vivacità, dalla grana sottile, e poi subito l’eleganza fatta naso, un bouquet tutto miele d’acacia, fiori bianchi, soprattutto zagara in fiore, fiori d’arancio o biancospino, torroncino, mandorla e nocciola non tostate, e una lieve scorzetta d’agrumi, un vago ricordo di zucchero filato, a costituire un insieme, sempre giocato sul contrato dolce/salato, intrigante, suadente, tutto un rilievo, come un merletto.

E poi quelle bouche!, suadente, carezzevole, perfettamente equilibrata, una carezza bollicinosa sul palato, croccante ma setosa, con la giusta acidità, il nerbo perfetto, l’acidità calcolata al millimetro, presenta ma mai fastidiosa, una leggerezza soffice e viva fatta vino.

ChampagneCorbonBrut2002

Come non “tomber amoureux” di questo capolavoro, come non innamorarsene e come non chiedersi se mai in Italia, con un metodo classico di dieci anni, ci troveremo di fronte a tanta piacevolezza, ad una simile meraviglia di devastante, scoraggiante naturalezza? Temo proprio non accadrà mai perché “c’est le terroir qui fait la différence”…

VERSIONE INGLESE QUI

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

una cosa mi pare certa da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Francesco

    gennaio 29, 2013 alle 9:06 pm

    Claude Corbon ha sempre lasciato sui lieviti i suoi champagne x molti anni,condivido le tue impressioni sul 2002 ed attendo l’uscita del 1996 millesime che come dice Claude “annata difficilissima dovra’ diventare maggiorenne x uscire” quindi 2017 Sperem di esserci !

  2. Ettore

    gennaio 29, 2013 alle 9:53 pm

    http://www.champagne-corbon.fr/blog.aspx
    un blog bellissimo! tra i migliori e più simpatici…merito del terroir?! 🙂

  3. Pingback: Lemillebolleblog diventa A thousand bubbles su Webflakes | Il Prosecco

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