Un Franciacorta al profumo di Cava? Lo dice Francesco Falcone su Enogea 46

Falcone

Provo simpatia, anche solo per il fatto che è interista come me e difende le ragioni del vero calcio in un contesto dove il “boss” tifa per l’altra squadra di Milano (come si chiama?) per Francesco Falcone (volto angelico da tombeur de femmes), braccio destro di Alessandro Masnaghetti nella realizzazione di quella bella news letter bimestrale indipendente, tutta degustazioni (più altro) che è Enogea.
Voglio bene a Francesco (in passato ospitai su Vino al vino tre suoi pezzi calcistici, che potete leggere qui, qui e poi ancora qui) però ogni tanto, come fratello maggiore, mi viene voglia di tirargli le orecchie. Con simpatia beninteso.
Questo uzzolo mi è venuto in questi giorni quando ricevuto il numero 46 di Enogea mi sono imbattuto in un “Aggiornamento Franciacorta” firmato da lui.
Allora, fattogli un plauso laddove scrive che “tanti produttori di ultima generazione (il più delle volte facoltosi dopolavoristi di modestre competenze specifiche) non hanno fatto altro che adottare il solito, prevedibile protocollo “passepartout”, immettendo sul mercato (a prezzi talvolta troppo bassi e scorrettamente concorrenziali) cuvée “fotocopia” di modesta distinzione”, pazienza leggere che ha degustato vini di “32 cantine selezionate, ovvero poco meno di un terzo del totale”.
enogea46E pazienza leggere che a lui è molto piaciuto, gli ha dato 90/100 un Rosé riserva 2005, il Cabochon 2005 di Monte Rossa, al quale se dovessi dare un punteggio darei almeno dieci punti di meno. Visto che a differenza da quanto Francesco dice il legno non è affatto “assorbito perfettamente” ma fastidioso protagonista, come avevo scritto qui.
Pazienza, il giudizio ed il gusto sono soggettivi, vedergli dare 85/100 all’ottimo Rosé di Vezzoli, e 83/100 all’Extra Brut Rosé di Camossi che a me invece piace tanto eccome, ed esaltare i vini di Gatta.
Ma quando lo vedo scrivere che il “boisé sottolineato” del Monte Rossa Brut P.R. “non toglie respiro al frutto” e che l’ottimo Franciacorta Brut di Faccoli presenta “profumi a metà strada tra un buon Cava e una Malvasia Istriana” allora faccio proprio fatica a capirlo… E a condividere.
Mi assale un dubbio atroce: vuoi vedere che il Masna ha convinto Falcone a fare, calcisticamente parlando, il salto della quaglia e l’ha portato (cose già accadute con Pazzini, Pirlo, Seedorf, Ganz…) a tifare per i “casciavit”?
Sarebbe il più imperdonabile e orribile dei delitti…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

una cosa mi pare certa da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

2 commenti

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2 commenti

  1. Pingback: Un Franciacorta al profumo di Cava? Lo dice Francesco Falcone su Enogea 46 | Il Prosecco

  2. Francesco Falcone

    gennaio 24, 2013 alle 9:30 pm

    Caro Franco, come ho scritto sulla pagina di enogea social, incasso e medito, e anzi la prendo assai sportivamente (per quanto la critica su Faccoli proprio non l’ho capita). A proposito di sport, io sono zenghista, non interista, ci tengo a ribadirlo. E milanista mai, per amore del cielo. Un caro saluto, grande Franco e spero a presto rivederti. Falco.

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