Franciacorta Brut Corte Fusia: un esordio molto convincente

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


BrutCorteFusia

Per la serie giovani aziende franciacortine nascono, crescono e vengono alla ribalta ho il piacere di parlarvi oggi di una piccola cantina fondata nel 2010 da due giovani trentenni, posta in quella microarea, pardon, specifico terroir che nel cor mi sta che è il Monte Orfano.

Lo dico subito, devo questa “scoperta”, che scoperta non è a quel bravo appassionato e cronista di cose vinicole e non bresciane che è Carlos Mac Adden, che sulle pagine di Brescia del Corriere della Sera firma la bella rubrica Sapori bresciani. Uno spazio che non ha nulla di provinciale o campanilistico ma che cerca di portare alla ribalta con legittimo orgoglio quanto di buono viene fatto in campo enogastronomico in una terra dove la vocazione agricola va pari passo con quella industriale.

Lo scorso 4 gennaio Carlos ha pubblicato questo articolo che mi ha subito fatto venire voglia di andare a trovare i ragazzi di cui parlava. La storia, in pillole, di Daniele Gentile e Gigi Nembrini “che hanno fondato nel 2010 la Corte Fusia ai piedi del Montorfano prendendo in affitto le vigne e la cantina di uno zio”. Allora ho trovato subito il modo di contattarli e una decina di giorni fa ho fatto loro visita nella loro cantina di Coccaglio, paese di cui sono nativi, ricavata in una ampia corte (Corte Fusia) che hanno ristrutturato con le loro mani come bravi “magutt” nel tempo libero lasciato dalle loro attività professionali che consentono loro di dedicarsi, con meno patema d’animo, a questa loro avventura.

Trentenni, beati loro, entrambi,  enologo Gentile, impegnato in una cantina di Capriano sul Colle, laureando in agronomia Nembrini, studi fatti all’Università di Milano e un attaccamento tenace, che condivido, al terroir di origine, a quel Monte Orfano che per qualche bontempone non dovrebbe nemmeno far parte dell’area di produzione del Franciacorta Docg, ma che per quelli come me costituisce invece una delle aree più caratterizzate della denominazione. Un’area che, come ho scritto, dovrebbe dare un segno forte della propria diversità. Lo dice bene Mac Adden, è “la parte più antica. Elevata presenza di calcare, elementi ciottolosi grossolani e temperature mediamente più elevate sono le caratteristiche che la differenziano dalle altre aree”. Elementi che si ripercuotono nei vini che quando sono fatti bene – ed in genere lo sono – hanno un carattere distintivo, una mineralità, una presenza di sale – che ammiro soprattutto nei vini di Faccoli, lo storico portabandiera della zona, un nerbo acido che mi conquistano.

Cos’hanno fatto Daniele & Gigi? Hanno recuperato vigneti in disuso da dieci anni, alcuni li hanno ripiantati, tutti collocati sul Monte Orfano e hanno provato a fare un loro Franciacorta. Anzi più d’uno, anche se per ora sono fuori con uno solo, un Brut, con uve dell’annata 2010, di cui ho provato un campione con data di sboccatura 22 ottobre 2012, quindi piuttosto recente, mix paritario di Chardonnay e Pinot nero.

Dosaggio ridotto al minimo, un grammo di zucchero per litro, cosa che rende questo Brut più vicino ad un Extra Brut, niente legno per affinamento (i vini del Monte Orfano se affinati in legno rischiano un po’ di perdere il loro timbro distintivo), e la mission di far emergere nel vino non le loro giovani “filosofie” enoiche, questa o quella tendenza scelta per compiacere un certo tipo di mercato o, peggio ancora, come fanno alcuni anche in Franciacorta (nel 2013? Oh yes, purtroppo) le guide (magari scegliendo vie un po’ strane e poco commendevoli per ottenere determinati riconoscimenti il cui valore oggi è decisamente decaduto…), ma semplicemente dar voce fedele a quella che se fossimo in Sicilia chiamerebbero “a muntagna” e che in bresà l’è “el mut”.

CorteFusiaBrut

In attesa di provare pertanto gli altri Franciacorta, il Satèn (4500 bottiglie), il millesimato (3500), il Rosé (1500: due delle quali già prenotate ragazzi) e un Blanc de Noir, (purtroppo causa l’andamento della vendemmia 2012 la produzione complessiva passerà dalle 28.000 bottiglie del 2011, erano 24 mila alla prima annata, a sole 18.000… qui non si comprano bottiglie “sur latte”…) mi sono compiaciuto assai degustando, mangiando anche qualche fettina di buon salame, che non guasta mai, il Brut, colore paglierino di bella intensità brillante e luminoso, un perlage sottile e continuo. Ed un naso chiaramente e inconfondibilmente da Monte Orfano, netto, affilato, vivo e salato, fresco, intensamente minerale e petroso, molto aperto, estremamente pulito e accattivante.

Bene anche la bocca, all’insegna di una piacevolezza non piaciona ma franca e sincera, di un grande equilibrio, di una acidità che si fa sentire ma non morde e se morde, appena, si tratta di un morsettino simpatico, tipo quello che ti fa una gatta quando si fida di te e ti vuole dimostrare il proprio affetto, senza volerti fare male.

Un Brut di nerbo preciso, molto fresco. Proprio come questi ragazzi trentenni che sognano e si danno da fare per una Franciacorta ancora migliore, senza furbetti e senza scorciatoie e salite opportunistiche sul cosiddetto carro dei vincitori, salite incongrue che rischiano di frenare la corsa e fare sbandare questa Franciacorta che nei prossimi 10-20 anni riserverà tante sorprese a tutti.

Fan1
E mi fa piacere pensare che Daniele Gentile e Gigi Nembrini siano, con altri loro coetanei, tra i fondatori dei Fan, Franciacorta AppassioNati, associazione di giovani franciacortini che si riunirà proprio stasera per festeggiare il primo compleanno ed esporre il proprio programma 2013.
Una riunione alla quale sono stato invitato e, alla quale io, che potrei essere di molti di loro babbo o fratello maggiore, parteciperò con gioia, con la volontà di ascoltare e imparare, perché il futuro, lo dice non solo l’anagrafe, ma il buon senso, appartiene a loro. Anche se come padri o nonni noi vecchietti “venderemo cara la pelle”, e cercheremo di far valere, mettendola al servizio di forze giovani, di nuove idee ed energie, la nostra esperienza.
Prosit!

Corte Fusia
Via degli Orti 2
Coccaglio BS
tel. 328 847 1276
e-mail cortefusia@hotmail.it

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

una cosa mi pare certa da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

11 commenti

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11 commenti

  1. Michela Muratori

    gennaio 24, 2013 alle 10:02 am

    Mitici Dani e Gigi, evviva Corte Fusia!! 😉

  2. Elisabeth

    gennaio 24, 2013 alle 11:17 am

    Non vedo l’ora di conoscere questa nuova
    realta’ sul Monte Orfano che ho frequentato per tanti anni!

  3. alberto

    gennaio 26, 2013 alle 4:48 pm

    mai sentita una cosa simile!!!
    “Bene anche la bocca, all’insegna di una piacevolezza non piaciona ma franca e sincera, di un grande equilibrio, di una acidità che si fa sentire ma non morde e se morde, appena, si tratta di un morsettino simpatico, tipo quello che ti fa una gatta quando si fida di te e ti vuole dimostrare il proprio affetto, senza volerti fare male.”
    cioè???

    • Franco Ziliani

      gennaio 26, 2013 alle 7:26 pm

      ma semplicissimo Alberto, possibile che non capisca?
      Questo Franciacorta non presenta un’acidità che fa male, perché tagliente ed eccessiva, ma una giusta acidità che ha mordente ma é perfettamente bilanciata con il vino. E da qui la metafora, che mi sembrava simpatica, del morso pieno d’affetto di una gatta che ti vuole bene..
      p.s. non capisco perché per questo suo innocente commento sia ricorso ad un indirizzo e-mail falso, che non funziona se gli si scrive… Ha qualche problema “Alberto” o presunto tale?

      • alberto

        gennaio 28, 2013 alle 1:57 pm

        è un paragone assai strano dal canto suo che è un master del mestiere…sembra quasi “non sò che c***o scrivere del vino e allora scrivo questo perchè devo”…
        io questo vino, come prima uscita ottimo, ma decantarlo come fanno già in tanti come uno dei migliori franciacorta…alt!
        attendiamo il seguito di altre vendemmie e vedremo.
        se poi bisogna parlarne bene a tutti i costi e non si sà perchè, beh allora…

        • Franco Ziliani

          gennaio 28, 2013 alle 4:01 pm

          caro amico, non ho nessun obbligo di scrivere di questo piccolissimo ed esordiente produttore. Lo faccio, sapendo perfettamente cosa scrivere, per il semplice fatto che quel loro Franciacorta d’esordio mi é piaciuto.
          Capisco che magari di un suo vino, perché si capisce perfettamente che lei é un produttore, non ho mai scritto, perché magari non mi é piaciuto. Porti pazienza, non si può piacere a tutti…

          • alberto

            gennaio 28, 2013 alle 8:01 pm

            ziliani, è fuori strada, sono un semplice impiegato! 🙂

          • Franco Ziliani

            gennaio 28, 2013 alle 8:04 pm

            vada a raccontarle altrove queste frottole. Lei ad ogni commento cambia indirizzo di posta elettronica e ogni volta sono fasulli. Inoltre cambia indirizzo I.P. : perché?

  4. Carlos Mac Adden

    marzo 5, 2013 alle 5:38 pm

    Credimi Franco che per una serie di casualità leggo solo oggi questo tuo post su Corte Fusia. Ne avevo visto i commenti entusiastici sulla pagina fb di Daniele, ma non direttamente il pezzo: che dire? Che ti ringrazio delle parole che spendi sul mio operato, mosso, come ben sai, dalla passione, visto che il mio lavoro si svolge in ambiti ben diversi. Sappi, senza fare confronto alcuno, che stima ed apprezzamento sono del tutto reciproci. Un piccolo appunto su quanto letto sopra, personalmente non ho mai decantato Corte Fusia «come fanno già in tanti come uno dei migliori franciacorta», cosa che del resto non colgo neppure nel tuo pezzo, semplicemente sono convinto che sia un’ottima opera prima per una cantina al suo esordio e ben rappresenti quel senso e voglia di nuovo, nel rispetto del territorio e delle sue uve, che caratterizza altre giovani realtà franciacortine.

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