Extra Brut Rosé Nostra Signora della Neve: esordio con il botto per le “bollicine” in rosa di casa Vajra

VajraExtraBrut

No, non mettetevi in testa la bizzarra idea che così facendo, stia trascurando questo blog cui tengo (posso dirlo?) “particolarissimamente” per tanti motivi e cui non intendo certo sottrarre la primazia, che ha e continuerà ad avere, delle mie “scoperte” in materia di vini con le “bollicine” italiani ed esteri, metodo classico in primi.
Però, poiché altrove, su questo splendido portale della cui squadra sono orgoglioso come poche volte mi era capitato di fare parte, la “mission” che ho ricevuto dal “comandante” Caffarri è quella di dare libero sfogo alla mia passione per il vino “en rosé”, fermo o “busciante”, ho pensato – non me ne vogliano gli amici, che sono sempre più – di Lemillebolleblog, che fosse il Cucchiaio d’argento la sede giusta per ospitare il mio pezzo, scritto con il cuore, dedicato all’emozionante Extra Brut Rosé Nostra Signora della Neve.
Prodotto da quella splendida famiglia, fatta di persone stupende, prima che grandi produttori di vino, che sono i Vajra di Vergne di Barolo. Leggete qui e ditemi cosa ne pensate, anche se per il momento dovete accontentarvi delle mie parole e non di questo vino che, credetemi, non potete assolutamente perdervi e che ha il sapore delle cose vere e belle e il profumo unico e inconfondibile di quella Langa del Barolo che nel cor, più di qualsiasi altra terra del vino al mondo, mi sta…
La terra dove, quando sarà il mio momento, vorrò tornare per riposare in pace…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fermare il declino!

2 commenti

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2 commenti

  1. Nic Marsél

    gennaio 17, 2013 alle 10:56 pm

    Bella l’idea della rubrica sui rosati. Sicuramente troverò ottimi suggerimenti per i prossimi assaggi. Se per assurdo dovessi scegliere “per sempre” tra un bianco, un rosso o un rosato, oggi propenderei per quest’ultima tipologia. Ovviamente ogni rosato è diverso ma un comune denominatore c’è : la versatilità. Lo puoi bere, degustare, è gastronomico e accompagna qualsiasi tipo di cucina, disseta se servito fresco in estate, e può essere complesso e importante per una calda bevuta invernale. Ho appena aperto un Rosato Bonavita 2009 così buono che quasi svengo. Di Vajra conosco solo la storica freisa ferma e il suo grande Riesling, vedremo di provare anche il metodo classico.

  2. Alberto Bertella

    gennaio 18, 2013 alle 3:14 pm

    Questa famiglia non smette mai di stupire; ho visitato l’azienda lo scorso autunno, facendomi guidare da Francesca e da un’altra ragazza ( più giovane di me, ho 23 anni ) molto gentili e simpatiche. Ho avuto una bellissima impressione da loro e ( nella mia ignoranza ) rimasi subito stupito dalla presenza di un Riesling tra le loro bottiglie, mi piacque subito! E’ interessante vedere come questa azienda riesca a sperimentare con successo e mettersi sempre in gioco. E che dire dei recenti acquisti in Serralunga d’Alba? Il Barolo Baudana 2006 mi ha conquistato! Bravi bravi bravi!

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