L’Extra Brut Ruggeri 2011

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: Charmat
Uvaggio: Glera
Fascia di prezzo: meno di 10 €

Giudizio:
8


So bene, come mi viene spesso rimproverato, amabilmente o meno, che il mio rapporto con il Prosecco, il popolarissimo vino veneto apprezzato in ogni sua forma, storica e nobile, oppure furbesca e meno nobile, nel mondo, non è di quei rapporti che si possono definire ideali. Di Prosecco, mi viene detto, scrivo quasi unicamente per raccontarne (e criticarne spesso) le vicende legislative, commerciali, legate alle sue multiformi denominazioni Doc e Docg, per accusare come ho fatto di recente, riferendo di un post che sin dal titolo, The rape of Veneto, ovvero lo stupro del Veneto, ha la forza di uno schiaffo, anche morale, i suoi protagonisti di averne svenduto la storia e l’identità inseguendo, senza alcuna progettualità, facili guadagni.
E di Prosecco, intendo dire di vini, rarissimamente scrivo, non facendone oggetto di articoli come quelli che dedico su questo blog ai vari metodo classico italiani e stranieri.

I miei critici hanno totalmente ragione, ma cosa ci volete fare, non sono prevenuto, ma è pura questione di gusto, ed il mio gusto, così come non riesce assolutamente a digerire i vini barricati o le marmellate in forma di vino, diciamo che non si trova a suo agio con larghissima parte dei Prosecco. Siano quelli della storica e autentica denominazione Docg, Conegliano Valdobbiadene, o Asolo, o, cosa ancora più difficile con quelli della Doc super allargata, ormai non più solo veneta ma del Friuli Venezia Giulia, Prosecco.

Pertanto, come è chiaro a chiunque lo visiti, questo blog non è di grande utilità a coloro che si attendano consigli e indicazioni su quale Prosecco piuttosto che un altro scegliere. Ripromettendomi di provare a cambiare (un po’) le cose in questo 2013, voglio ora proporvi un Prosecco di cui avevo già scritto, su Vino al vino, qui, nel 2008.

Ma poiché sono “bastardo”, dentro e fuori, non ho puntato su un vero Prosecco, bensì sul vino di una tipologia, l’Extra Brut, non consentita dal disciplinare di produzione del Prosecco Doc, e che costringe il produttore, che pur lavora su uve poste nell’area di collinare della storica frazione di San Pietro di Barbozza,  a non poter usare in etichetta il nome Prosecco, bensi la semplice dizione di “Vino spumante ottenuto dalle uve delle nostre colline”.

Il vino in oggetto è una bizzarra, e riuscitissima, creatura di Paolo Bisol, patron di quell’azienda, Ruggeri a Valdobbiadene, che fa parte della crème de la crème prosecchistica. Un personaggio che sicuramente non ama la routine ma preferisce mettersi continuamente alla prova e tentare nuove sfide. Glera in purezza la base, uve raccolte nella seconda metà di settembre, vinificazione con sosta sui lieviti di tre mesi e lo status, un po’ apolide per certi versi, di Extra Brut, con soltanto 4,5 grammi per litro di zucchero residuo. Tale da renderlo al mio palato che non ama le morbidi dolcezze aromatiche anche dei migliori Prosecco, decisamente più appetibile e stuzzicante.

Quattro anni fa avevo descritto così la bottiglia, annata 2007, che avevo degustato: “si propone con un bel perlage sottile e continuo, un colore paglierino brillante luminoso vivacissimo, un naso sottile, preciso, incisivo, nervoso, con una bella interazione tra gli aspetti floreali (netti il mughetto ed il fior d’arancio e più sfumato il gelsomino) e le note sapido-minerali e la leggermente dolce (ma appena accennata!) nota aromatica. In bocca il vino conferma la propria dimensione salata, incisiva, asciutta, ben secca, diretta, la sua verticalità esaltata e scandita da un’acidità vibrante, la sua elegante piacevolezza, il nerbo preciso quasi da metodo classico, la grande pulizia e l’assoluta piacevolezza, il suo carattere “croccante” e alieno da ogni ruffianeria, un “Prosecco” non Prosecco, anti-ruffiano, essenziale, secco, perfetto per tutti coloro che, come me, da una bottiglia di bollicine si attendono più “schiaffi” che carezze e coccole”.

Il mio assaggio di oggi, del vino di annata 2011, redatte senza rileggere quanto scritto illo tempore, conferma la piena soddisfazione per il vino, con questa descrizione: paglierino brillante luminoso, direi squillante, perlage molto sottile e continuo, naso molto elegante, vivo e fresco, salato, di notevole eleganza e incisività, con note di fiori bianchi in evidenza, una leggera vena agrumata, una bella finezza soffice con leggera dolcezza aromatica che non stanca.

Attacco in bocca deciso e ben secco, incisivo, con una bella progressione e una nitida vena verticale, non ha grande ampiezza ma è molto bilanciato, pulito, piacevole con una bella croccantezza e una vena leggermente amara di mandorla sul finale che lo fa molto apprezzare.

Un Extra Brut di nerbo essenziale, con una grande pulizia e una tecnica impeccabile, con precisa vena minerale, acidità importante, ma bilanciata. Se siete come me degli amanti, un po’ tiepidi, del Prosecco, e tendete a bere più frequentemente metodo classico, e magari volete sorprendere i vostri amici proponendo loro un “Prosecco” inconsueto, sicuramente un vino con cui non sbaglierete di certo.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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