Talento Rosé Brut 2005 Bisol

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
7


Rappresenta sicuramente un fenomeno a sé nel panorama, molto ramificato e differenziato della “spumantistica” italiana, il caso di un’azienda produttrice che protagonista di primo piano nel settore del Prosecco, o meglio, di quella punta di diamante e denominazione veramente identitaria per la tipologia che è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, riesce a cavarsela bene e ad esprimere vini di livello qualitativo interessante anche quando si dedica, con numeri decisamente più piccoli, alla produzione di metodo classico.
L’azienda di cui sto parlando è, a Santo Stefano di Valdobbiadene, quella della famiglia Bisol, che accanto ai cru prosecchisti da uva Glera, il Crede, il Vigneti dal Fol, il Garnei ed il Salis, nonché il Cartizze, da quattro ettari (sui 125 totali controllati, dislocati su 35 poderi) coltivati a Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, danno vita ormai da svariati anni ad una piccola e sceltissima produzione di vini ottenuti con una seconda fermentazione in bottiglia, che si protrae per almeno 36 mesi.
Millesimati che vanno dalla Cuvée del Fondatore Eliseo Bisol al Pas Dosé Extra Brut al Riserva Brut sino al Rosé Brut millesimato. La filosofia aziendale, sintetizzata dalle parole del direttore generale dell’azienda, il vulcanico ed immaginifico Gianluca Bisol, consiste nel fare “della qualità del territorio il suo maggior vanto e il suo valore aggiunto” e lavorando anche sul metodo classico, oltre a dimostrare la vocazione alla produzione non solo di Prosecco superiore della zona, si punta decisamente in alto, perché, parole sempre di Gianluca, “Lavoriamo con grande passione affinché Conegliano abbia lo stesso prestigio di Reims, Valdobbiadene lo stesso fascino di Epernay e il Prosecco la stessa notorietà della Champagne.
Peccato che a differenza di quanto accade con il Prosecco, con il quale possono contare su una denominazione prestigiosa e di immediata sicura riconoscibilità nel mondo, i Bisol per i loro metodo classico non possano contare su una denominazione “cappello” che li raccolga e li valorizzi e siano costretti a commercializzarli come Vsq.
Definizione piuttosto riduttiva e anonima alla quale sin dai primordi di questo tentativo di “marchio collettivo” hanno abbinato il marchio Talento. Ma i Bisol, sebbene dichiarino di voler continuare a chiamare Talento i loro metodo classico anche ora che l’avventura del Talento sembra volgere al termine con il definitivo disimpegno e la chiara opzione per la causa del Trento Doc del principale “talentista”, sono i primi a sapere che se i loro metodo classico sono rispettati e hanno una certa visibilità è innanzitutto (loro qualità a parte) per merito della forza e della credibilità del loro marchio aziendale.
Perché sono prodotti Bisol, trainati anche dai Prosecco Docg, e non perché portano in etichetta una dizione, Talento, che per tantissimi è ancora qualcosa di misterioso e sconosciuto e per gli addetti ai lavori è sinonimo di un “vorrei ma non posso” e di un tentativo fallito.
Tornando ai talentuosi millesimati di Bisol, che ho potuto degustare dopo qualche tempo grazie alla disponibilità di Gianluca, che sa bene come i vini prodotti con la tecnica della seconda fermentazione in bottiglia si attaglino al mio gusto più dei suoi adorati Conegliano Valdobbiadene, ho deciso di iniziare a parlarvene partendo dal più coraggioso ed estremo, visto che nasce esclusivamente da quell’uva croce e delizia che è il Pinot nero.
Riflettori accesi dunque sul Talento Rosé Brut 2005, tiraggio luglio 2006, sboccatura 11 luglio 2011, rivendicato come Vsq in etichetta e prodotto in 12.000 esemplari, un vino a proposito del quale i Bisol annotano nella scheda tecnica che “la spumantizzazione del Pinot Nero con il Metodo Classico è una delle più difficili ed imprevedibili per la particolare caratteristica dei grandi Pinot Neri: vini difficili ed aggressivi, ma che una volta domati sanno dare una fragranza di gusto ed una complessità di profumo difficile da ottenere con altri vitigni”.
Questo Rosé che si è lungamente affinato sui lieviti nasce da uve Pinot Nero fatte macerare a bassa temperatura fino a prendere una tenue colorazione rosa. I vigneti, allevati a cordone speronato, si trovano in colline di 300 metri di altitudine, con produzione ettaro molto bassa. La percentuale di zuccheri aggiunti per litro è di sei grammi.
Sono rimasto ben impressionato, pur senza eccessivi entusiasmi, da questo Rosé 2005, che mi ha colpito per il suo colore buccia di cipolla, corallo-rosa scarico, il perlage abbastanza fine e sottile e la sua lucentezza nel bicchiere. L’impatto al naso è decisamente secco, incisivo, di nitida espressione, con sfumature di piccoli frutti rossi di bosco (lampone e ribes soprattutto) in evidenza, accenni agrumati di pompelmo rosa, ricordi di crosta di pane e lieviti, crème brûlé, erbe aromatiche a comporre un insieme ricco e di salda espressione e di una certa freschezza.
L’attacco in bocca è ampio, abbastanza largo e succoso, ed il vino si allarga progressivamente, con una notevole vinosità in evidenza, sul palato, con spalla ben sostenuta e una certa carnosità, ma pur essendo decisamente ben fatto, tecnicamente impeccabile, e decisamente piacevole, soprattutto per coloro che amano un gusto più morbido e rotondo (anche se nel finale si percepisce una vena leggermente amara di mandorla e di ananas tipica del vitigno), non riesce a raggiungere la soglia dell’eccellenza. Perché fa difetto quel quid che conferisce carattere e personalità ad un vino, quell’elemento che fa scattare quella magia che qui non scatta.
Anche se il vino si fa bere tranquillamente e mostra quella caratura e struttura che lo rendono adatto, come suggeriscono i Bisol, ad “accompagnare pranzi impegnativi adattandosi sia con il pesce che con la selvaggina”.
Vedremo prossimamente se con gli altri tre metodo millesimati scatterà quella scintilla sinora rimasta spenta…

___________________________________________________________

Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Michela De Bona

    gennaio 2, 2013 alle 9:43 am

    Caro Franco, grazie per le tue belle parole… auguri e un brindisi tutto per te!
    Michela De Bona

Lascia un commento

Connect with Facebook