Bollicine a tavola e non si sbaglia mai!

Lo so che qualcuno di voi si sta lambiccando il cervello alla ricerca degli abbinamenti perfetti per il pranzo di Natale, della bottiglia capace di stupire i compagni di merende, pardon coloro che faranno allegra e rumorosa compagnia in questa festosa occasione.
Da un wine writer texano dotato di un formidabile sense of humour, Gus Clemens, wine columnist del San Angelo Standard-Times e wine blogger, autore di una serie di libri e proprietario della Clemens & Associates, un’agenzia di pubblicità e marketing, arrivano due consigli.
Uno, molto semplice, che potete leggere qui, invita a non sprecare le grandi bottiglie a Natale, perché le persone non dedicherebbero loro le giuste attenzioni e si trovano a loro agio con cose più semplici.
Inutile, soprattutto se passate per essere “il cosiddetto esperto di vino della famiglia”, e quindi venite guardati con una certa perplessità (“ma ne capirà davvero?” sembrano dire gli sguardi interrogativi dei parenti…) rischiare di andare sotto stress per cercare di accontentare tutti e fare bella figura.
Il secondo consiglio, espresso sempre nella sua column sul quotidiano texano, propone una variante ulteriore a questa giusta considerazione, ovvero che c’è una soluzione perfetta che mette d’accordo tutti. E porta allegria a tavola. Come scrive Clemens, “relax. What seems a difficult pairing puzzle has an easy solution. Bubbly goes with everything. Depending upon your bank account, ego and sibling-rivalry parameters, you have several options”. Il che significa che l’apparentemente insolubile puzzle ha una soluzione perfetta quale che sia il vostro conto il banca o gli scetticismi che vi circondano, perchè “le bollicine”, perfette “per celebrare la vita” come dice il mio amico Angelo Peretti, vanno con tutto.

Ecco pertanto Clemens suggerisce soluzioni diverse che vanno dal Cava spagnolo, che anche se rischia di apparire una scelta un po’ cheap costa generalmente poco ed è in linea con comportamenti di spesa improntati all’austerità, alla scelta patriottarda di puntare su uno sparkling wine “from New Mexico, New York or California. It’s American. It’s good”. Bollicine stars and stripes, americane, buone (dice Clemens…).
Ed il giornalista suggerisce di intonare “God Bless America” mentre lo si stappa e lo si versa…
Oppure si può dare un’immagine molto sicura di sé, rassicurante (“ehi ragazzi, non preoccupatevi, le cose vanno bene, la crisi sta finendo e presto saremo fuori dal tunnel!”…) stappando una bella bottiglia di Champagne dal marchio roboante, tipo un Bollinger, servendola su un piatto di crostacei. E vedrete che la mamma gradirà di certo la cosa…
Come non dare ascolto al simpatico wine writer e portare anche voi a tavola domani una o più, meglio ancora un bel magnum (o due dipende dal numero dei commensali) bottiglie di italiche (o franciose, up to you…) “bollicine”? Buon appetito e tanti auguri e prosit!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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