Franciacorta, niente trionfalismi per favore!

A proposito di celebrazioni un po’ passatiste dei vaticini delle guide…

Se c’è una cosa che da lombardo orgogliosamente fiero di esserlo apprezzo nella Franciacorta e nei produttori franciacortini, oltre alla qualità di tanti vini, e alla capacità dimostrata di costruire, anno dopo anno, una credibilità e un’immagine forte per la loro zona, è il realismo, il pragmatico essere concreti e fare sul serio.
Il guardare avanti, lanciare delle sfide, darsi degli obiettivi, e cercare di raggiungerli. Ma senza voli pindarici, sempre mantenendo, da lombardi e bresciani, i piedi ben saldi per terra.
Per questo motivo, questione di sensibilità e di pelle, mi suona assurdo che in Franciacorta, alla fine di questo difficile 2012 (che per Lemillebolleblog è stato un anno importante e di continua crescita, in quanto a visitatori e pagine visitate), continuino, con un atteggiamento a metà tra l’ingenuo ed il candido, a credere che… i bambini li porti la cicogna o che nascano sotto i cavoli.
Non sto scherzando. Perché mi sembra corrispondere ad un atteggiamento un po’ surreale e non sufficientemente lucido, come quello di chi creda ancora alle cicogne, l’aver scelto di inserire, in un comunicato stampa (diffuso giovedì 20 dicembre) che annuncia “il conto alla rovescia per i brindisi di Natale e Capodanno” e celebra alcuni innegabili successi raggiunti, ovverouna crescita di circa il 10% nelle vendite con oltre un milione di bottiglie in più rispetto agli 11 milioni dello scorso anno”, con in particolare spolvero le tipologie Rosè e Pas Dosè, e annuncia fieri propositi di promozione all’estero, un breve passo che a mio avviso i pragmatici franciacortini avrebbero potuto risparmiarsi.
Il passo recita testualmente: “il 2012 è stato per il Franciacorta l’anno del record secondo le pagelle delle sei principali guide italiane Duemilavini, Gambero Rosso, L’Espresso, Slow Wine, Sparkle-Bere Spumante, Veronelli. Dei quasi 500 metodo classico valutati, tra i primi 50 classificati il 74% è Franciacorta. A questo traguardo si aggiunge la soddisfazione di aver conquistato in blocco i vertici della classifica”.
Con 37 piazzati vini su 50, come si evince dalla tabella riassuntiva allegata. Bene, nessuno può negare che, guide alla mano, la Franciacorta, con oltre 100 soggetti produttivi contro i 35 del principale competitor, il Trento Doc, (le altre realtà sono, in termini numerici, di trascurabilissimo peso) abbia, e lo dico utilizzando un linguaggio volutamente trionfalistico, “spezzato le reni” agli avversari.
Mi chiedo però se una zona e una denominazione come la Franciacorta che continuano a dimostrare segni di maturità e di buon senso, abbiano ancora necessità, all’alba del 2013, di appuntarsi all’occhiello e sfoggiare la coccarda, un filo inelegante e un po’ pacchiana (adatta a consorzi e realtà produttive di ben minore lignaggio) rappresentata dalla rivendicazione e ostentazione del giudizio delle guide.
Io credo che i consumatori italiani oggi, nella stragrande maggioranza, se mi è consentito parlare con franchezza lombarda, di quello che dicono e scrivono le varie guide, dei loro responsi e vaticini se ne freghino altamente.
E che siano ormai più che maturi per tenere conto, con atteggiamento laico e disincantato, di quello che le guide, questo blog, tanti altri siti e blog del vino, varie riviste scrivono, in Italia e nel mondo, della Franciacorta e dei Franciacorta Docg.
Ma senza affidarsi ciecamente e prendere per oro colato quello che le guide (o chiunque altro) scrivono. E soprattutto senza delegare loro il compito di decidere e proclamare, visto che i consumatori fanno quotidianamente le loro prove, i loro assaggi, con il loro palato, cosa sia valido e cosa meno. Cosa valga la pena acquistare e bere e cosa invece lasciar perdere.
Ragion per cui, pur con tutto il rispetto che i produttori ed il Consorzio che li rappresenta devono alle guide (come pure a tutta la stampa, specializzata e non, che dimostra attenzione per il loro lavoro), riservate, cari amici franciacortini, squilli di trombi e proclami per altre cose più importanti e non amplificate più di tanto, considerandoli solo come un elemento cui accennare lievemente, en passant, i risultati conseguiti da un gruppo di aziende, più che dall’intero comparto produttivo, sulle varie guide.
Farne oggetto di un comunicato stampa, con tanto di tabella frutto di un paziente lavoro di traduzione in numeri delle valutazioni espresse mediante simboli dalle italiche guide, mi sembra una perdita di tempo. E dimostrazione di un’idea del rapporto tra consumatori e comunicazione e degli orientamenti del consumatore un po’ superata…
Questo detto senza alcun intento, polemico, da amico della Franciacorta agli amici franciacortini…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

5 commenti

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5 commenti

  1. Cristian

    dicembre 21, 2012 alle 7:08 pm

    Ieri sera a cena.
    …. Dopo aver assaggiato un prosecco Millesimato Col Vetoraz uno dei commensali esordisce con un ” io non capisco la differenza fra un prosecco ed un Franciacorta”.
    Ziliani gli annunci servono, sempre.
    Prosit x un fulgido 2013.
    C.

  2. JJ LEHTO

    dicembre 22, 2012 alle 12:43 am

    e lei la capisce la differenza tra un Valdobbiadene Prosecco e un Prosecco?

    • Zakk

      dicembre 22, 2012 alle 1:01 pm

      Meglio restare ignoranti, fidati.

  3. Cristian

    dicembre 22, 2012 alle 2:33 pm

    Sinceramente no.
    Curiosamente le chiedo quale sia.
    Grazie
    C.

  4. lorenzo gatti

    dicembre 23, 2012 alle 5:41 pm

    Ti appoggio Franco!il tuo commento non fa una piega.Dai su! Colleghi produttori Franciacortini fatevi sentire! Un augurio x un ottimo 2013 a tutti . E speriamo in una grande annata!

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