Trento Doc Dosaggio Zero: perché non scegliere un unico nome per tutti?

Ho già detto e annotato con piacere che anche in Trentino, come pure in Franciacorta, sta prendendo progressivamente piede, pur rimanendo una tipologia ancora di nicchia, da intenditori, da gente abituata a bere “bollicine”, ovviamente metodo classico, ça va sans dire, di un certo tipo, e che magari ha formato e affinato il palato sui migliori Champagne, la tipologia dei Trento Doc che per comodità chiamerò Dosaggio Zero.
Ne siamo, ne sono in particolare io che sono un convinto estimatore di questo tipo di “champenoise”, felicissimi tutti e formuliamo voti che un numero sempre maggiore di produttori si affianchino a quelli che già li producono. Resta però un problema, non secondario o di lana caprina, da risolvere per tempo: come li deve chiamare il consumatore?
O meglio, con quale nome i produttori di D.Z. intendono presentare questi vini diversi da altri, più secchi, diretti, incisivi, realizzati senza ricorrere all’ammorbidimento apportato da un dosaggio più elevato di zucchero, al consumatore?
Ho scritto sopra che “per comodità” ho scelto di chiamarli Dosaggio Zero. In verità, sia che ci troviamo in Trentino che in Franciacorta o altrove, questi metodo classico si presentano in ordine sparso con nomi diversi che vanno da Dosaggio Zero a Nature, Dosage Zero, Non Dosato, Pas Dosé, o semplicemente D.Z.
Senza alcuna intenzione di rincorrere l’utopia, o la semplice ambizione che tra l’altro è clamorosamente fallita, con un finale triste e del tutto privo di…Talento, di trovare un nome comune per il metodo classico, o quanto meno per una singola tipologia, mi viene spontanea una proposta.
Visto che almeno in Trentino, nel campo del Trento Doc, sono ancora pochi i produttori di Dosaggio Zero, non costituirebbe forse una dimostrazione di buon senso, il segno di una volontà di fare squadra e comunicare in modo chiaro ed efficace al consumatore, decidere di chiamarli tutti allo stesso modo e adottare una definizione condivisa da tutti, invece di chiamarli, come attualmente accade, con nomi diversi?
Lo so bene che ci sono le etichette già stampate da smaltire e che evitare sprechi necesse est, ma perché non darsi un anno di tempo, dopo aver sottoscritto un protocollo d’intesa e averne data opportuna comunicazione, per adottare tutti il nome scelto – io consiglio senza alcuna esitazione Dosaggio Zero piuttosto che Nature – e presentarsi in quel solo modo al consumatore finale?

L’appello rivolto per ora, perché intravedo maggiori possibilità che possa venire accolto, ai produttori di Trento Doc, vale ovviamente anche per i produttori della stessa tipologia di Franciacorta Docg, che essendo più numerosi, ed esistendo qualche azienda che può contare su una certa popolarità e successo per un D.Z. dal nome personalizzato, probabilmente incontreranno qualche problema in più a trovare l’accordo su un nome comune.
Forza produttori (e Istituto) del Trento Doc, una volta tanto dimostrate di saper giocare di anticipo sui colleghi franciacortini!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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3 commenti

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3 commenti

  1. Flaviano

    dicembre 12, 2012 alle 10:31 pm

    Mentre all’istituto ci pensano qual’é il suo Trento DOC dosaggio zero preferito? Un consiglio per Natale..

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