E’ arrivato lo sparkling wine corretto vodka… Un’Absolut(a) stranezza

Quante stranezze si compiono nel nome della controversa cosa che é lo “spumante” e di quella sua declinazione in inglese che corrisponde al termine di “sparkling wine”.
L’ultima della serie arriva dalla Svezia e da quel gigante nel settore della produzione di alcolici che è l’azienda Absolut di Åhus, creata nel 1879 dall’imprenditore Lars Olsson Smith. La terza più grande marca di alcolici al mondo, con 126 mercati all’attivo, il più importante del quale sono gli Stati Uniti.
Cosa c’entra la Vodka, direte voi, con gli “spumanti”? Apparentemente un bel niente, eppure qualche creativo ed esperto di marketing della società svedese, sicuramente puntando sul potere magico del termine “sparkling” ha pensato bene che una vodka “spumante” potesse funzionare bene. E che si potessero intercettare sia gli aficionados degli alcolici e della “cult” vodka Absolut in particolare sia i consumatori di “bollicine” con quella che nella sezione dedicata al nuovo prodotto del sito Internet della Absolut viene definita testualmente “a sparkling fusion of Absolut vodka and crisp white wine”, che potremmo tradurre liberamente come uno spumeggiante mix di Absolut vodka e di un fresco e croccante vino bianco.
O ancora “the perfect sparkling cocktail”, da servire nella flûte come se si trattasse di un vero sparkling. Un qualcosa, l’Absolut Tune, che è stato definito come un Sauvignon Blanc addizionato di vodka o ancora un uno sparkling fortificato alla vodka.
Si tratta di un Sauvignon blanc neozelandese spumantizzato (sospetto con il più economico metodo Charmat) cui è stata aggiunta una quota di vodka ovviamente Absolut, ma non eccessiva, perché la gradazione alcolica è contenuta in 14 gradi, che è di poco superiore ai 12 – 12,5 gradi o qualcosa di meno di uno “spumante”.
La cosa sorprendente, oltre al retail price negli Stati Uniti, qualcosa come 32 dollari, prezzo già giudicato da diversi osservatori come troppo elevato per uno “sparkling wine drink”, e con una quantità di normali sparkling wines già disponibili che costano la metà, è il packaging, la presentazione, il modo di proporsi dell’Absolut Tune.
Con forma della bottiglia, tappo in sughero con gabbietta, bollicine nella flûte che farebbero pensare alla pubblicità di uno Champagne. O di uno sparkling wine americano.
Difficile per ora prevedere se questo strano “sparkling vodkato” avrà successo e se la sua commercializzazione verrà estesa, dagli Stati Uniti, anche ad altri mercati tradizionali consumatori di Absolut vodka.
Sull’edizione italiana del sito Internet dell’azienda per ora nessuna traccia del prodotto, ma vista la passione tutta italica per gli “spumanti” generici (e anche per la vodka) non escluderei che questo strano ibrido faccia la sua comparsa sugli scaffali. Di locali ovviamente cult e à la page, ça va sans dire…

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