Metodo classico dell’Alto Adige: un’idea di comunità e di comunione che prende anima e forma nelle bottiglie

Uno splendido articolo di Trentino wine blog
Siete pronti a leggere un articolo strepitoso, a decretare una meritatissima standing ovation non solo ad una cronaca limpida di una degustazione, ma ad un testo che fotografa benissimo, avendone colto l’animus, la filosofia e l’ispirazione, di quella piccola, ma eccellente cosa, che è la produzione di metodo classico in provincia di Bolzano?
Bene, allora andate su quell’indispensabile, battagliero e intelligente blog che è Trentino wine blog, e leggetevi quello che ha scritto Cosimo Piovasco di Rondò a proposito della bellissima wein probe di una ventina di bottiglie di “bollicine” prodotte con la tecnica champagnotta della rifermentazione in bottiglia in Alto Adige – Süd Tirol che abbiamo fatto insieme la scorsa settimana a Cornaiano nella cantina di Lorenz Martini.
Un testo esemplare – potete leggerlo e gustarlo qui parola dopo parola – scritto con estrema sensibilità e acume da un trentino che dimostra non solo di capire di vino ma confessa una certa nostalgia verso un modo di vedere il vino, di fare gruppo, che vede a nord di Salorno ma non trova, ahimé, a sud.
Come scrive benissimo, “la percezione netta e pulita di uno stile comune; magari con tante sfumature e con tante interpretazioni, ma comune. Un modo condiviso di fare e di interpretare il metodo classico; un modo che accomuna e che rende complici.
Questa idea di comunità e di comunione la ho sentita prendere anima e forma nelle bottiglie. E la ho percepita ascoltando e osservando questi produttori che stanno insieme nel magico cerchio di Sepp (Reiterer), primus inter pares”.
Sono proprio felice di aver invitato l’amico Cosimo a cogliere questa splendida occasione di assaggio e averlo ispirato a scrivere un testo così straordinariamente acuto. Bravo, bravissimo!

4 commenti

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4 commenti

  1. Carla

    novembre 30, 2012 alle 9:45 am

    trovo onesto da parte sua segnalare con grande evidenza questo bell’articolo e implicitamente ammettere che sulle bollicine si possano scrivere articoli molto più profondi ed interessanti dei banali compitini scolastici che lei pubblica su questo blog.
    Non ho una grande considerazione di lei e del suo valore come giornalista ma devo riconoscere che umanamente si é comportato bene in questa circostanza

  2. Giorgio

    novembre 30, 2012 alle 9:46 am

    eccellente articolo e grazie a Franco per averlo segnalato e sostenere, cosa che in Trentino non accade da parte di altri siti Internet e blog che lo ignorano, la causa di Trentino wine blog

    • cosimo piovasco

      dicembre 1, 2012 alle 1:07 am

      Grazie Giorgio e ancora grazie a Franco, che come dici tu sostiene la piccola causa di trentino wine blog. Mentre tutti quelli che contanto, sopprattutto in Trentino, fingono felicemente di ignorarne l’esistenza.
      Cosimo Piovasco

  3. cosimo piovasco

    dicembre 1, 2012 alle 1:04 am

    Devo dire che trovo imbarazzante questo suo commento, signora Carla. Vede, Cosimo ha studiato e riflettuto a lungo, nel corso di questi anni, sui lavori, articoli, post, di Franco Ziliani. Che considero un maestro, la cui lezione giornalistica ha ispirato anche la nascita del piccolo blog, Trentino Wine, su cui scrivo. Ziliani è stato vicino a questa esperienza fin dall’inizio, pur non conoscendo l’identità degli autori. E’ stato uno dei pochi blogger italiani, forse l’unico, a sostenerne l’attività mentre tutti gli altri blogger e giornalisti di settore o lo ignoravano o ne sminuivano minuziosamente il lavoro. Per questo, leggere le sue parole mi imbarazza. Non le capisco. E quelli che lei chiama banali compitini scolastici, sono invece stati per me motivo di ispirazione e di insegnamento. E così ne approfitto per ringraziare ancora, con stima, Franco Ziliani per la sua lezione professionale.
    Cosimo Piovasco di Rondò

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