Trento Doc Dosaggio Zero Oro Rosso Cantina di Cembra

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


E’ stato molto simpatico e per certi versi anche divertente salire a Trento e condurre sabato mattina nell’ambito di Bollicine su Trento una istruttiva degustazione di sei Trento Doc Dosaggio Zero, la tipologia di più recente diffusione nell’ambito della denominazione del metodo classico trentino. Simpatico per la presenza al mio fianco, come co-conduttore, di un amico e bravissimo sommelier come Roberto Anesi (segnalo per inciso il suo blog e un interessante sondaggio da lui promosso sulla disponibilità dei consumatori ad accogliere uno “spumante” con tappo a vite) e per lo svolgimento dell’incontro e istruttivo perché ha consentito (come ha ben osservato Giorgio Cestari sul suo blog Osservatorio del vino) di evidenziare una qualità diffusa, uno stile che sta prendendo piede.
Una personalità spiccata e una capacità di trasmettere in maniera fedele le caratteristiche di un territorio che comprende svariati vigneti di collina e alta collina.
Parlerò nei prossimi giorni di quello che è emerso dalla degustazione e di alcune problematiche che la “scoperta” di questa tipologia tanto diretta e senza mediazioni, dove la rinuncia al dosaggio e la scelta di un basso tenore zuccherino consente ai vini di essere in un certo modo “nudi” affilati ed essenziali, oltre che piuttosto secchi, pone.
Segnalando, en passant, che Bollicine su Trento è stata l’occasione che ha consentito ad un paio di vini, come ad esempio il piacevolissimo Trento Doc Zell della Cantina Sociale di Trento, di esordire o di presentarsi per la prima volta ad un pubblico di appassionati e qualche addetto ai lavori (segnalo il sommelier romano Alessandro Scorsone) voglio accendere subito i riflettori, perché il vino lo merita, sul sesto vino proposto nella nostra degustazione.
Un Trento Doc che segna l’esordio nella tipologia dosaggio zero per una cantina di montagna che fa parte del Gruppo La-Vis, che ha sessant’anni di vita e conta su oltre 400 soci conferitori, la Cantina di Cembra che conosciamo e apprezziamo per i suoi Müller Thurgau, il Riesling, il Sauvignon, il Pinot nero ottenuti da vigneti di alta collina, coltivati in condizioni davvero di viticoltura eroica.
Come si legge sul sito Internet della Cantina, “l’elemento che accomuna le due sponde della Val di Cembra, rimaste per secoli giuridicamente separate, e legate solo da qualche sporadico ponte a corda sul torrente Avisio, è il porfido.
Questa pietra vulcanica forte e tenace, oggetto di una fiorente attività estrattiva, che ha inciso positivamente sullo sviluppo economico dell’intera valle è il principale fattore di caratterizzazione dei prodotti agricoli di questo territorio”.
Una sorta di oro, di oro in forma di pietra, una pietra particolare che conferisce un timbro particolare, una finezza, una ricchezza di sale, un nerbo ai vini (come dimostra anche il caso di un’altra celeberrima zona con le stesse caratteristiche geologiche, Terlano in Alto Adige, sede di una straordinaria Cantina produttori).
Ecco quindi pienamente azzeccato il nome Oro Rosso per questo Dosaggio zero stranamente non millesimato, da uve dell’annata 2006, (5000 bottiglie, 14,50 euro il prezzo al pubblico) che si propone come una riserva di sole uve Chardonnay, maturate in vigneti vocati, allevati a guyot, ma anche con la tradizionale forma della pergola semplice trentina, posti oltre i 550 di altezza.
Un vino interamente affinato in acciaio, con affinamento sulle lisi per 6/7 mesi circa in serbatoi d’acciaio inox, rifermentazione in bottiglia e ben 60 mesi di permanenza sui lieviti. Un vino che ha veramente colpito sia me, che ho avuto modo di degustarlo la sera prima della degustazione, sia tutti coloro che hanno partecipato sabato mattina all’assaggio.

Colore non particolarmente appariscente, un paglierino oro di media intensità di grande lucentezza e trasparenza, con sfumature leggermente verdognole, perlage abbastanza fine e sottile ed un naso inconfondibilmente trentino e cembrano, da bianco di montagna che ha nella freschezza, nel sale, nella nitidezza e fragranza dei profumi, amplificati da una precisa vena minerale, la propria arma vincente, un naso dove si colgono nitide note agrumate, di fiori bianchi.
Scattante al naso, e ancora più scattante e dinamico in bocca, con un gusto perentorio, deciso il giusto senza essere aggressivo, ben secco, con una bellissima verticalità, una calibrata acidità che spinge e dà ritmo al vino che rinnova anche al gusto lo spiccato carattere minerale e salato, che conferisce grande piacevolezza e invoglia al bere.
Un modo esemplare, questo del Trento Doc Dosaggio Zero Oro Rosso (che nelle prossime uscite sarà millesimato) di concepire il lungo affinamento, cinque anni, sui lieviti, acquisendo complessità e spalla, ma senza mai sacrificare l’equilibrio, con una freschezza e un’energia davvero da applausi.

Cembra cantina di montagna
Viale 4 Novembre, 72
38034 Cembra (TN)
tel.0461 680010
fax 0461 682177
e-mail info@cembracantinadimontagna.com
sito Internet www.cembracantinadimontagna.com

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Attenzione!
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3 commenti

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3 commenti

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  2. Primo Oratore

    novembre 27, 2012 alle 9:56 pm

    Buonasera: Le rinnovo il mio piacere di averla conosciuta personalmente.

    Buono effettivamente l’Ororosso, forse ancora più buono dato che si tratta di una novità assoluta e una sorpresa positiva non era scontata.
    Strana la scelta dell’etichetta che giudico bella ma abbastanza impropria: diciamo che il territorio lo ricorda il nome ma non l’aspetto.
    Però -direi- è l’unico neo su un corpo ragguardevole (come direbbe Catullo).

  3. Design Wine

    dicembre 2, 2012 alle 12:50 pm

    E chi l’avrebbe mai detto, buono a sapersi. La prossima settimana sono proprio da quelle parti me ne procurerò qualche bottiglia.

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