Il marchio Talento sparito dal sito Internet di Rotari: Chi l’ha visto indaga

State tranquilli, Federica Sciarelli è già stata avvertita e lei e la sua équipe di collaboratori di Chi l’ha visto? sono già attivamente all’opera per tentare di risolvere il mistero.
Che fine ha fatto il Rotari Talento? Per quale motivo dalle etichette delle bottiglie dell’azienda trentina che più tenacemente ha tentato, peraltro con scarsa lucidità, di riesumare il cadavere di questa operazione nata già morta, è improvvisamente sparita, mentre sino a poco tempo la si poteva trovare dichiarata in bella mostra, la dicitura Talento?
Una recente visita al sito Internet della cantina spumantistica facente parte della potente cooperativa che fa capo al Gruppo Mezzacorona, mi ha fatto scoprire che, così come avevo annunciato un mese orsono, il management (Rizzoli senior e junior e loro collaboratori) di Rotari con la stessa disinvoltura con la quale ci si cambia un paio di calzini (o altri capi di biancheria) ha deciso di cambiare radicalmente strada.
Di rinunciare (abiurare?) all’ipotesi di dare un nome collettivo a tutto il metodo classico italiano, (nel Trentino aveva convinto a seguirli la sola azienda Letrari, più Arunda Vivaldi in Alto Adige e nel resto d’Italia avevano registrato adesioni solo da parte di aziende di secondaria importanza) e di “riscoprire” (ma guarda te!… ) la denominazione ed il marchio Trento Doc.
Il tutto con la consueta “trasparenza” che caratterizza i comportamenti della grande cantina cooperativa trentina, senza ovviamente comunicare alcunché, né spiegare, ai consumatori, ai soci, il cambio di rotta, non dico il mutamento di strategia, perché questo comporterebbe aver avuto una strategia, cosa che mi sembra impossibile.
Qualche segnale di questa talentuosa rinuncia c’era già stato, ad esempio constatando che la rivista fiancheggiatrice ufficiale dell’operazione Talento, Il mio vino, da qualche tempo aveva smesso di pubblicare l’inserto mensile di una decina di pagine, (e sul numero di novembre presenta il nuovo prodotto di Rotari, Alpe Regis, esclusivamente come Trento Doc e non più come Talento) e che qualche cosa bollisse in pentola, o meglio, avesse cessato definitivamente di sobbollire, si era capito anche visitando le pagine Web ufficiali dell’Istituto Talento.
Dove nella versione in lingua italiana, nella pagina relativa all’Istituto e alle aziende associate, era misteriosamente sparito l’elenco della ventina di aziende aderenti, Rotari in primis, al suo posto invece nella versione in lingua inglese. E un elenco, non completo, delle aziende aderenti all’Istituto, resisteva in una news relativa ad un’iniziativa svoltasi allo scorso Vinitaly.

Completamente sparito dunque sul sito Internet di Rotari, nella presentazione, nelle schede tecniche dei singoli Trento Doc, nelle diverse sezioni, ogni accenno al recente status di Talento per i metodo classico aziendali?
Niente affatto, perché a dimostrazione dell’incapacità di fare bene le cose fino in fondo, fingendo un entusiasmo e un’adesione alla causa del Trento Doc che da parte di Rotari fautore della fallimentare operazione Talento non c’è mai stata (e dubito esista tuttora… perché queste aziende badano essenzialmente ai loro interessi, al loro marchio e basta) basta spostarsi sul sito Internet di Mezzacorona, o restare sul sito di Rotari, nello spazio dello shop online contrassegnato dalla dicitura “acquista i nostri vini”. E ritrovare in home page e nelle pagine relative a singoli prodotti, tipo Cuvée 28, Riserva, Cuvée 28 Rosé, le vecchie etichette (vecchie tanto per dire, roba di poco più di un mese orsono…) con la dicitura Talento ben chiara e riconoscibile, in caratteri leggermente più grandi di Trento Doc.
Al che, in attesa di un comunicato stampa ufficiale, che sarà difficile avere, perché alla Rotari Mezzacorona evidentemente pensano di non dover giustificare il proprio operato, nemmeno con il potere politico della Provincia, che li ha sempre spalleggiati e sostenuti (anche economicamente) nelle loro avventure imprenditoriali, torno a porre gli interrogativi che avevo già espresso nell’articolo di un mese orsono.
E mi chiedo, e lo chiedo anche a tutte le persone di buona volontà che non mancano in provincia di Trento e che sono stanche di questo stato di cose, queste semplici cose:
Quanto è costata, all’azienda, e alle varie aziende associate, la fallimentare operazione Talento?
Per realizzarla si sono utilizzati eventuali contributi pubblici arrivati dalla Provincia di Trento, dal Consorzio vini Trentini o Trentino Marketing o dalla Camera di Commercio o il costo dell’operazione è stata unicamente sostenuto dalla grossa cantina cooperativa?
E, infine, si può sapere perché invece di disperdere tempo ed energie perseguendo la “chimera” Talento, Rotari non abbia già deciso da tempo di “puntare forte sul Trentodoc”, visto che dell’Istituto Trento Doc faceva parte e che i suoi metodo classico erano già, a tutti gli effetti, dei Trento Doc, come si poteva leggere in etichetta?
Ci faccia capire il management di Rotari, a cosa è dovuta questa tardiva folgorazione sulla via del Trento Doc della mega cantina cooperativa trentina?

P.S.Che si presenti come Talento o come Trento Doc la politica commerciale dei metodo classico di Rotari non cambia. Dal 18 ottobre sino al 3 novembre il Trento Doc “base” di Rotari è stato in vendita presso l’importante catena della GDO Auchan a 6,49 euro, prezzo di poco superiore a buona parte dei Prosecco Docg proposti in promozione, e inferiore di 40 centesimi al Prosecco Superiore di un marchio noto come Mionetto, proposto a 6,89 euro. E di cinquanta centesimi inferiore al Trento Doc di Cesarini Sforza, che veniva via a 6,99 euro.
Ed il periodo natalizio non è ancora arrivato…

5 commenti

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5 commenti

  1. Gianluca Bisol

    novembre 9, 2012 alle 5:55 pm

    Caro Franco,
    ti seguo sempre con attenzione…e ancora una volta dimostri di essere sempre “sul pezzo” – e, è il caso di dirlo, …anche “sul prezzo”.
    Personalmente, ho sempre sostenuto il progetto dell’Istituto Talento Metodo Classico, che potrebbe rappresentare la via italiana (in Francia i Cremant la applicano anche con maggiore libertà nella scelta dei vitigni) verso una reale chiarezza di identità nel mondo variegato dei metodi classici….Si tratta, infatti, di un mondo ricchissimo di grandi eccellenze, dalla Franciacorta al Trento Doc solo per fare alcuni esempi,ma al tempo stesso è una realtà connotata dalla difficoltà a superare i confini nazionali.
    Questo mondo non riesce ad avere il successo globale che merita, proprio anche perché manca una identità chiara, unificatrice. Manca una categoria unitaria, un concetto forte che possa semplificare al consumatore l’approccio al comparto. Vorrei comunque, con l’occasione, dedicare un grazie a Mezzacorona, una realtà che con grande generosità ha sostenuto il nostro Istituto, dedicando grandi energie e attenzioni a questo importante progetto e, quindi, all’intero comparto.
    Ritengo che sia più che rispettabile il loro management e credo che sia legittimo cambiare strategia nella vita e nel lavoro. Detto questo, sottolineo che, dal mio punto di vista,è fondamentale rispettare le singole eccellenze e le particolari identità, creando una regia, una struttura che ci coordini e che ci renda più forti ed appetibili all’estero. E’ questo l’obiettivo da seguire, è questo l’obiettivo che si pone l’Istituto e, più in generale, cui mi auguro miri il nostro Sistema Italia.
    Caro Franco, nel nostro piccolo, pur essendo una realtà di nicchia, continuiamo a sperare che in Italia si riesca ad andare oltre il proprio orticello (anzi, …direi forse “vigneto”..). Può essere utile a mio avviso un “marchio cappello”, un concetto che, pur rispettando ogni distinzione, presenti in modo organico ed efficace le molteplici realtà. L’unione fa la forza… aiuta la promozione e non appiattisce affatto.
    Per questo Bisol ha supportato il progetto Talento Metodo Classico e, inoltre, siamo fautori di una originale iniziativa culturale, legata alla fiera Affordable Art Fair. Il 26 Ottobre si è aperta la seconda edizione di Talento cerca Talento: l’Etichetta Bisol. Il bando, indetto da Bisol, in collaborazione con AAF, è aperto a tutti gli artisti di nazionalità italiana o stranieri che operano sul territorio italiano, con età compresa tra i 18 e i 40 anni. L’obiettivo del concorso è la ricerca dell’immagine per la nuova etichetta del nostro Riserva Bisol Metodo Classico. L’artista dovrà presentare un’opera che accompagni i motivi istituzionali Bisol. Il vincitore del concorso “Talento cerca Talento” riceverà un premio in denaro, un week-end per due persone a Venissa e 12 bottiglie di Riserva Bisol Metodo Classico. Nel nostro sito http://www.bisol.it trovate informazioni su questo progetto, in cui credo molto, perché è una concreta occasione di valorizzazione di giovani Talenti (in tutti i sensi) e di promozione della cultura del vino e del territorio.
    A presto

  2. Pingback: Trentino Wine Blog » Talento, un funerale silenzioso

  3. Sebastiano

    novembre 12, 2012 alle 11:39 am

    Condivido il pensiero di Gianluca Bisol: manca una identita’ alla nostra produzione di metodo classico. Capita di provare dei prodotti dell’OltrePo’ che fanno invidia a grossi nomi del settore, piuttosto che essere in viaggio turistico in Sicilia e degustare con sommo entusiasmo spumanti che non avevi idea avresti ritrovato in quelle zone.
    Potrei continuare con la Franciacorta, il Trentino, la Valle D’Aosta, ma effettivamente rimane aperto un vuoto: come fare a riunire tutti sotto uno stesso segno. Non bisogna scordarsi esperienze passate in cui l’unione tra piccoli produttori ha permesso a prodotti di nicchia di emergere facendo leva sulla qualita’ garantita del marchio cappello…
    Le scelte commerciali dei singoli non mi permetto di sindacarle,ma fondamentale e’ lo sviluppo di un marchio unico, che forte dei singoli riesca a far sempre meglio conoscere il metodo Talento.

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