Nasce la Vintage Collection di Ca’ del Bosco: i millesimati cambiano veste

I grappoli sottoposti ad uno speciale “idromassaggio”

Siete anche voi, come confesso apertamente di essere io, dei dichiarati fan del Franciacorta Dosage Zero di Cà del Bosco? Anche voi, come me, lo considerate un Franciacorta paradigmatico, uno di quei vini che quando li si stappa vanno via meravigliosamente e si fanno bere copiosamente in maniera straordinaria?
Bene, se avete anche voi questo “debole” per quella bottiglia elegante e dal packaging inconfondibile, dovrete imparare ad “innamorarvi” della sua nuova veste, perché i tre storici millesimati di Cà del Bosco, Brut, Satèn e appunto Dosage Zéro, hanno cambiato look, sono stati fatti oggetto di un deciso restyling e sono entrati a far parte della cosiddetta “Vintage Collection”, nome che designa la linea di questi vini.
Franciacorta ormai entrati nella piccola grande storia di questa zona vinicola, considerato che quella 2008 è la 32 esima annata di storia di questi millesimati nati a metà di quegli ormai lontanissimi anni Settanta.
Bisognerà abituarsi a questa nuova bottiglia, dalla forma tradizionale, ma come dicono alla Cà del Bosco “più allungata, per dare ai lieviti una maggiore superficie su cui adagiarsi e meglio esprimersi”.
Una bottiglia più pesante del solito, con la capsula nera molto importante, che fa pensare alla forma della capsula del Franciacorta millesimato “etichetta oro” che nei primissimi anni Ottanta precedette la nascita ufficiale della Cuvée Annamaria Clementi.
E ricordando i fasti trascorsi entrare nel mondo, molto raffinato, rappresentata dalla nuova etichetta, di un bel colore grigio argento con la dicitura Vintage Collection al centro, con l’annata, ed il nome Cà del Bosco ben più in grande e più leggibile di Franciacorta, mentre la dizione Dosage Zéro è posta a fondo etichetta.
Ci sarà tempo e occasione, quando assaggeremo i vini, di accennare alle novità tecniche, che vanno a sostanziare quello che in azienda chiamano il “Metodo Ca’ del Bosco”.
Ad esempio al lavaggio con “idromassaggio”, che da qualche tempo applica in terra trentina l’azienda agricola Pojer & Sandri. Un’innovazione introdotta a partire dalla vendemmia 2008, che l’azienda spiega con queste parole molto chiare: “Ci siamo resi conto che buona parte dei problemi delle prime fasi della vinificazione derivano banalmente dalle impurità presenti sull’uva raccolta. Come su tutta la frutta, sull’acino, quindi nel vino, sono presenti moltissime sostanze più o meno nocive, anche di origine naturale.
Prima di tutto le micotossine, prodotte da funghi parassiti che possono costituire la microflora delle uve in raccolta. Paradossalmente, le uve coltivate secondo il metodo biologico sono le più esposte a questo rischio. Sulle bucce dell’uva si possono inoltre trovare, anche se in dosi infinitesimali, gli agenti inquinanti presenti nell’ambiente. Ovviamente, sull’uva, rimangono anche residui dei prodotti antiparassitari. Nell’acino, nel mosto, nelle fecce, nelle vinacce. E nel vino.
Questa concentrazione, più o meno elevata, di sostanze indesiderate è riducibile con il lavaggio delle uve. Dopo la raccolta a mano e il raffreddamento in cella, le nostre cassette d’uva vengono rovesciate delicatamente. Ha poi luogo una cernita manuale di tutti i grappoli, per togliere tutto quello che non merita di diventare mosto. A questo punto inizia il lavaggio delle uve. Un percorso di tre vasche di ammollo, che prevede il movimento e il galleggiamento dei grappoli per borbottaggio d’aria e, infine, l’asciugatura, affinché il mosto non risulti diluito”.
Come alla Maison di Erbusco dicono in maniera suggestiva “lo possiamo definire un vero e proprio idromassaggio dell’uva, in tre fasi. Una specie di Spa del grappolo: le nostre terme degli acini. Sembra una sciocchezza. Non lo è. Ca’ del Bosco ha investito decisamente su questo complesso sistema, perché ha a cuore un vino sano e di qualità.
I vantaggi qualitativi del nostro “Idromassaggio dei grappoli” sono molteplici e particolarmente evidenti se solo si pensa alla facilitazione del metabolismo fermentativo dei lieviti: quindi niente profumi “ridotti”, niente sfumature inespresse. Da oggi i nostri vini sono più belli. Più buoni. Più digeribili. E, grazie proprio alla tecnologia, più naturali”.
E allora avremo un motivo in più, come definirlo?, etico, ambientale, salutista, per essere ancora, magari per i prossimi vent’anni, affezionati a queste… “bollicine”…

5 commenti

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5 commenti

  1. Antonella

    novembre 12, 2012 alle 12:31 pm

    Si, sono una fan del Dosage Zero di Ca’ del Bosco.
    Ho avuto modo di bere il nuovo millesimo 2008 nel nuovo “vestito”. Straordinario! eleganza, piacevolezza, bevibilita’ … Prosit!

  2. gianluigi serina

    novembre 15, 2012 alle 7:26 pm

    chiedo scusa della mia ignoranza ma questo idromassaggio non “lava” i lieviti e quindi non obbliga i produttori a comperare lieviti non indigeni?

    • carlotta

      novembre 30, 2012 alle 2:26 pm

      in franciacorta non si producono vini biodinamici, ma io biologici,come nel caso di Ca del Bosco,la fermentazione è indotta dunque dall’aggiunta di lieviti selezionati venduti come LSA (lievito secco attivo), ceppi di Saccaromyces Cervisiae

  3. Pingback: Franciacorta Vintage Collection Brut 2008 Cà del Bosco | Il Prosecco

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