Franciacorta Pas Dosé QdE riserva 2006 Il Mosnel

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
9


Il mondo del vino e quello dell’arte hanno spesso dato dimostrazione di poter dialogare, anche attraverso quell’elemento apparentemente semplice e di servizio (atto a contenere informazioni obbligatorie previste dalla legislazione vitivinicola) che è l’etichetta.
Sono innumerevoli ormai i casi di “etichette d’autore” commissionate ad artisti più o meno noti e importanti, che vestono ed impreziosiscono i vini. Il caso più emblematico è quello di Château Mouton Rothschild che ha commissionato ad alcuni dei più grandi artisti del secolo scorso, ricordiamo Georges Braque, Francis Bacon, Antoni Tàpies, Joan Mirò, le etichette per il proprio Bordeaux grand cru.
In Italia sono ormai numerosi i casi di etichetta d’autore, basta citare il Brunello di Montalcino di Castello Romitorio, proprietà di uno dei leader della “transavanguardia”, Sandro Chia, o i Barolo e gli altri vini di Langa proposti dal 1971 da Vietti, con etichette che riproducono litografie, acqueforti e serigrafie di artisti italiani e internazionali, casi che danno l’idea di una certa tendenza ad impreziosire e dare una valenza artistica alle etichette dei vini.
Come ha ben scritto in questo interessante articolo Federico De Cesare Viola, “Le etichette del vino, esaurita la mera ma obbligatoria funzione informativa, possono rappresentare un testo semiotico di grande interesse. Non è solo marketing e brand identity, perché l’etichetta può rafforzare enormemente l’identità di una cantina. Si tratta anche di una precisa, più o meno consapevole, sinestesia tra i segni visuali e grafici e le componenti più sensuali della degustazione del vino”.
Non stupisce pertanto che in una delle zone vinicole più dinamiche e attente al nuovo, più moderne per certi versi nel loro modo di agire e di porsi, la Franciacorta, si sia pensato di esplorare il possibile rapporto tra vino e arte con un’estensione a quella moderna branca di espressione artistica che è il design, mediante una bella iniziativa giunta alla sua quarta edizione, organizzata non casualmente in collaborazione con ADI, Associazione Design Industriale,  partner del concorso fin dalla sua prima edizione.
Sto parlando del Premio il Mosnel “Questione di Etichetta”, promosso dall’azienda agricola Il Mosnel di Camignone di Passirano, 40 ettari vitati circa e uno spazio indiscutibile nella storia della Franciacorta e del Franciacorta, dalla fondazione da parte di Emanuela Barboglio, sino ad oggi quando la sua eredità è stata raccolta dai figli Giulio e Lucia Barzanò.
Era difatti il 1968 quando Il Mosnel delineò la sua piena vocazione vitivinicola e vennero piantati i primi vigneti con la neonata DOC Franciacorta e in oltre quarant’anni l’azienda ha continuato a crescere e svilupparsi e qualificarsi anche grazie ad iniziative di sicuro impegno culturale come il Premio QdE. Recentemente è stato reso noto il vincitore dell’edizione 2012, scelto dalla giuria in un lotto di partecipanti selezionati dalla ADI.
Si tratta della designer milanese Laura Ferrario, creativa dello Studio Ferrariodesign, la cui etichetta vestirà il Franciacorta Docg Pas Dosé “QdE” Riserva 2006, proposto in edizione numerata e limitata: 4.000 bottiglie da 0,75 litri, 400 magnum e 100 Jeroboam.

Come si legge nella motivazione del premio, nell’etichetta, il Franciacorta entra con potenza nel calice, disegnando i profili del lago d’Iseo, tra cromatismi in oro e un fondo trasparente. Secondo la giuria, quella disegnata dalla Ferrario è un’etichetta “ben riconoscibile, raffinata” che trasmette “in modo creativo le caratteristiche del prodotto. Tutti gli aspetti del packaging e delle varianti di colore proposte sono state risolte in modo coerente in una presentazione grafica di altissimo livello”. In sintesi: “un lavoro eccellente, che ha saputo coniugare le valenze del territorio alla comunicazione del marchio dell’azienda e all’unicità del prodotto”.
Va ricordato inoltre che la giuria ha attribuito una Menzione Speciale al progetto di Sandra Laube dello Studio Cisotti + Laube per l’originalità dello studio grafico e in particolar modo per il packaging.
Rimandando alla visione, in questa sezione del sito Internet del Mosnel, delle varie proposte presentate, e plaudito, anche da parte mia, alla scelta dell’etichetta vincente, davvero bella ed elegante e in grado di impreziosire a dovere il vino contenuto, vale la pena spendere qualche parola, prima delle note di degustazione, sul vino, sulla sua genesi e storia.
Come fa notare Giulio Barzanò, “il 2006 è stata un’annata contraddistinta da un ottimo decorso vegetativo, grande regolarità nelle precipitazioni atmosferiche e ottimali escursioni termiche, con una vendemmia concentrata nell’ultima settimana di agosto.

Condizioni ideali per vini dalla naturale predisposizione all’invecchiamento, di grande complessità aromatica e con una ricchezza varietale che ha suggerito una maggior valorizzazione del Pinot Bianco. Le migliori uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero provenienti dai vigneti Larga Nord, Roccolino e Dosso Sud furono vinificate in bianco in piccole botti di rovere, il Pinot Bianco proveniente dal vigneto Limbo fu vinificato in vasche d’acciaio. L’assemblaggio della cuvée avvenne a marzo, seguì il “tiraggio”, ovvero l’imbottigliamento con aggiunta di lieviti e zuccheri.
Poi le bottiglie furono coricate in cataste nelle secentesche cantine dell’azienda e qui restarono per cinque anni, prima di procedere con la tradizionale lavorazione sui cavalletti”.
Questa Riserva, tipologia prevista a partire dal 2009, a designare vini che compiano un affinamento sui lieviti di almeno 60 mesi, è una cuvée composta per il 40% da Chardonnay, per il 40% da Pinot bianco e per il 20% da Pinot nero, quindi con una presenza del Pinot bianco (vitigno delicato, che richiede una gestione agronomica più complessa ed infinita pazienza, pienamente ripagata in grandi annate come il 2006) decisamente importante ed in controtendenza rispetto alle normali prassi franciacortine.
Etichetta importante e vino che si dimostra pienamente all’altezza delle aspettative. Colore oro brillante vivacissimo e molto luminoso, perlage fine, sottile e continuo, si propone con un naso elegante, ricco, continuo, molto secco, preciso, affilato e nitido nella sua definizione aromatica, con note di frutta secca e agrumi, di lieviti e crosta di pane, accenni di fiori bianchi, alloro e sfumature di cioccolato bianco, a costituire un insieme che spicca per fragranza e freschezza.
Bocca molto cremosa, morbida, rotonda, con una bella componente succosa, con uno sviluppo ben secco e diretto sul palato, con nerbo preciso e persistenza lunga, e una ricchezza e complessità che non penalizzano mai la piacevolezza di beva e rendono il vino sempre nuovo, vivo e ricco di interesse ad ogni sorso.
Davvero un Franciacorta d’eccellenza.

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