Alta Langa Brut 2006 Valter Bera

Denominazione: Alta Langa Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


E’ stata una bella e positiva esperienza salire fino a Canelli, la scorsa settimana, per una degustazione conoscitiva e onnicomprensiva (19 i campioni) di quello che i consumatori, ma anche i ristoratori della sua regione di origine devono abituarsi a considerare, come recita una campagna pubblicitaria che prenderà avvio nei prossimi giorni su La Stampa e Repubblica, come “orgoglio piemontese”. Sto parlando, siamo nell’ambito del metodo classico, del Brut metodo classico millesimato piemontese che si avvale della Docg Alta Langa.
Valeva la pena non solo per ritrovare l’aria del “mio” amatissimo Piemonte e sentire la vicinanza di quella terra sacra del vino che è la Langa albese, ma per capire come questo progetto (un po’ tardivo ahimé) di rilancio delle “bollicine” nobili in quella che storicamente è stata la terra dove (a fine Ottocento) hanno visto la luce i primi “champenoise” italiani, si stia sviluppando.
Intendiamoci, i numeri, con circa 300 mila bottiglie proposte da una decina di soggetti produttivi, sono quelli che sono, ma avendo scelto la strada della chiarezza, della qualificazione, esclusivamente millesimati con almeno 30 mesi di affinamento sui lieviti da uve, a predominanza Pinot nero, coltivate in collina e alta collina, l’Alta Langa Docg, perché di questa denominazione bollicinara piemontese sto parlando ha sicuramente un futuro radioso davanti a sé e notevoli margini di crescita ed evoluzione.
In attesa di parlare complessivamente delle mie impressioni d’assaggio, più che positive, voglio subito segnalare all’attenzione uno dei campioni che mi ha maggiormente colpito, non solo per la sua qualità intrinseca e perché a differenza di larga parte degli altri vini degustati, nella elegante cornice della Locanda Gancia di Canelli che ha ospitato il mio assaggio, vede una preponderante presenza dello Chardonnay sul Pinot nero (mentre in vari altri vini l’uva rossa aveva percentuali intorno all’80-85%), ma perché l’autore di questo bel Brut, Valter Bera, è un’azienda agricola che siamo abituati a conoscere, e apprezzare, per i suoi Asti, per un Moscato d’Asti speciale come il “Su Reimond”.
Oltre che per la sua produzione di vini fermi, rossi quali Barbaresco, Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba e bianchi come Langhe Arneis e Langhe Chardonnay. Quella dei Bera è una vera e propria azienda familiare che soprattutto dai primi anni Ottanta, grazie a Valter, diplomato alla scuola Enologica di Alba, ha fatto il salto di qualità iniziando a vinificare per l’imbottigliamento e la vendita diretta con la propria etichetta.
Oggi a Valter si sono affiancati i figli Umberto e Riccardo. L’azienda conta oggi su 23 ettari a vigneto di cui ben 12 a Moscato.
Bera ha aderito con entusiasmo al progetto Alta Langa, con una piccola ma ben calibrata produzione di Brut a base di Chardonnay e Pinot nero, con permanenza sui lieviti di ben quattro anni. Il mosto viene fatto fermentare parte in acciaio e in percentuale minore, 10%, in barriques.
Il risultato è un Alta Langa millesimato 2006 che mi ha convinto con il suo colore paglierino verdognolo brillante e luminoso, il perlage abbastanza fine e continuo, un bel naso fragrante, elegante, sapido, diretto, ben definito, con note di fiori bianchi e fieno secco, di frutta secca non tostata e agrumi in evidenza.
E poi al palato una bella ricchezza, una certa cremosità e croccantezza della bolla, gusto ben secco, vivo, ben incisivo, lungo e persistente, che chiude con notevole nerbo e sapidità e si fa bere decisamente bene, molto piacevole ed equilibrato com’é.

Azienda agricola Bera
Via Castellero, 12
Neviglie CN
tel. 0173630194
fax. 0173 630928
e-mail info@bera.it
sito Internet www.bera.it

3 commenti

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3 commenti

  1. Alberto Cantarello

    ottobre 3, 2012 alle 1:24 pm

    Grazie per l’attenzione che riserva agli alta langa, e in anticipo grazie perchè sono certo che non lesinerà critiche ai prodotti attuali, certamente ancora da migliorare molto prima di poter competere con francesi o franciacorta…
    E’ un mio piccolo sogno bere un eccellente metodo classico della mia regione, e credo che l’unico modo sia convincere i produttori ad investire ed a produrre con ancora più qualità rispetto ad ora, e penso che solo “standogli un po’ sul collo” possano avere lo stimolo a farlo!
    Sperando in un po’ di coraggio ad utilizzare altri vitigni che a mio avviso possono dare un quid di tipicità ed unicità niente male (erbaluce e barbera su tutti).

  2. Rocca Filippo

    ottobre 21, 2012 alle 11:44 pm

    Aspettavo queste note di degustazione 🙂 Ho avuto modo di assaggiare durante la douja un tot di Alta Langa. Devo dire che Bera si colloca sicuramente in ottima posizione, anche se io ho preferito quello di Serafino. Interessante, anche se non di mio gusto, il riserva montelera…

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