Franciacorta Extra Brut 2008 Monzio Compagnoni

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


Singolare storia quella di Marcello Monzio Compagnoni. La storia di una persona nata in provincia di Bergamo, in quella particolare località, più milanese che bergamasca, che è Treviglio, che invece di diventare, come aveva previsto, architetto, si è trovato, per i casi strani e insondabili della vita, a produrre vino.
E non solo vino proveniente dalla tenuta di famiglia nell’area del Valcalepio, in quel di Cenate Sotto, bensì, cosa ancora più impegnativa per un bergamasco, visti i secolari rapporti di rivalità tra Bergamo e Brescia, anche nella più importante tra le zone vinicole bresciane, la Franciacorta.
Questo quando nel 1995 decise, passando idealmente l’Oglio, di rilevare un’azienda storica franciacortina, la Barone Monti della Corte a Nigoline di Adro.
Non essendo la struttura, seppure ristrutturata a dovere, particolarmente funzionale e accogliente, alcuni anni dopo, in fondo mancavano solo pochi anni alla laurea in architettura, ecco Monzio Compagnoni, che già nel 1987 aveva progettato la cantina di Cenate, riprendere in mano progetti e disegni, per dare vita alla nuova cantina, ospitata in una vecchia cascina, denominata Loneto, vicina al santuario della Madonna della neve ad Adro.
Oggi, pur continuando a produrre vini in Valcalepio (gli ormai classici Colle della Luna, il Rosso di Luna e un Moscato di Scanzo) Marcello Monzio Compagnoni, che da qualche tempo può contare sulla consulenza del celebre enologo piemontese Donato Lanati, ha concentrato i propri sforzi sulla produzione franciacortina.
Che oltre a quattro Franciacorta Docg e un Brut Vsq (e bisognerà scrivere, prima o poi, della stranezza di aziende franciacortine che producono anche “spumanti” generici…), comprende i Curtefranca Bianco Ronco della Seta e Bianco della Seta, il Curtefranca Rosso Ronco della Seta e un Sebino Igt a base di Pinot nero. Trenta ettari vitati per una produzione intorno alle 250 mila bottiglie.
Lascio ad una prossima occasione, magari una visita nella nuova cantina, dove non sono mai stato, il discorso sul Brut, sul Satèn e sul Rosé, lodevolmente prodotto con una base di Pinot nero intorno all’ottanta per cento, per concentrarmi, avendolo provato di recente e trovato decisamente ben fatto, sull’Extra Brut millesimato, di cui ho degustato l’annata 2008, con sboccatura di inizio 2012, vino prodotto solitamente intorno ai 20 mila esemplari, da una cuvée paritaria di Chardonnay e Pinot nero, con dosaggio degli zuccheri intorno ai 5 grammi litro e una permanenza sui lieviti intorno ai 30 mesi.
Colore paglierino verdognolo, brillante, perlage abbastanza fine e continuo, si propone con un naso molto sottile, affilato, con prevalenza del carattere floreale e minerale su quello fruttato (mela in particolare), con una leggera vena agrumata e che richiama i fiori d’arancio, note di cioccolato bianco e leggera speziatura.
Bocca ricca, piena, cremosa di buona ampiezza e impegno, gusto largo e pieno, piuttosto persistente, con una bella acidità che spinge e dà nerbo e lunghezza viva e salata al vino, con un’acidità viva e ben calibrata.
Il produttore consiglia, a ragione, l’abbinamento “su piatti delicati di pesce, perfetto con la vena dolce dei crostacei, ma anche sui risotti ai frutti di mare o con del sushi”.

Azienda agricola Monzio Compagnoni
Via Nigoline, 98
25030 Adro (BS)
e-mail info@monziocompagnoni.com
sito Internet www.monziocompagnoni.com

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Sebino

    ottobre 5, 2012 alle 6:37 pm

    vsq che sul sito menziona sotto la categoria “Franciacorta”

Lascia un commento

Connect with Facebook