Un Trento Doc spezza le reni alla concorrenza franciacortina. Un comunicato stampa della Provincia di Trento informa…

Domanda semplice semplice: cosa pensereste se visitando il sito Internet della Regione Lombardia vi trovaste di fronte ad un comunicato dell’ufficio stampa presente in bella mostra in home page, dove si riferisce che l’Assessore all’Agricoltura e il Presidente/Governatore hanno brindato (e desiderano farlo sapere urbi et orbi) per festeggiare il fatto che il vino di un’azienda franciacortina ha ricevuto il titolo di “Bollicine dell’anno” da parte di una guida dei vini, spezzando le reni alla concorrenza oltrepadan-trentina?
Pensereste che forse addetti stampa e soprattutto Assessore e Presidente dovrebbero impiegare meglio il loro tempo, con una visione meno provinciale e più istituzionale del loro ruolo, e ricordarsi che non sta bene festeggiare il successo dell’azienda X dimenticandosi delle molte altre che operano nella stessa zona, con un atteggiamento che super partes non è affatto…
Questo accadrebbe, in un mondo normale, da parte di osservatori normali, guardando al vino lombardo e alle sue vicende. Basta però fare poco più di due ore di autostrada per arrivare in quel mondo a sé, da ogni punto di vista, politico, economico, vinicolo, che è la Provincia autonoma di Trento, per scoprire che quanto appare inadeguato e sconveniente a chiunque in questo mondo dove politica, economia, cooperative formano un tutt’uno vischioso, diventa invece reale.
E leggere, in bella mostra sulla home page del sito Internet istituzionale della Provincia, nei comunicati diramati dall’Agenzia Stefani, pardon, dall’Ufficio stampa, che “C’è un’Aquila Reale che vola alto nel cielo della spumantistica italiana, quella che dà il nome al Trento Brut Aquila Reale Riserva 2005 della cantina Cesarini Sforza, spumante che dopo due anni riporta in Trentino (soffiandolo a Franciacorta) il titolo di “Bollicine dell’anno” nella guida Vini d’Italia 2013 di Gambero Rosso”.
Il comunicato, che potete godervi nella sua comica interezza qui, parla testualmente di “un successo che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai e l’assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione Tiziano Mellarini hanno voluto sottolineare oggi, a margine della conferenza del venerdì, con un brindisi assieme ai vertici della Cantina La Vis, di cui la Cesarini Sforza fa parte, ed i responsabili di Trentino Marketing”.
Una soddisfazione per il riconoscimento espressa anche dall’assessore Mellarini secondo il quale “Il Trento Doc sta ottenendo una sempre maggiore attenzione in Italia e all’estero come prodotto espressione del valore della viticoltura trentina.
I riconoscimenti di Gambero Rosso sono un ulteriore stimolo per i 38 produttori (numero in crescita) del Trentodoc e confermano che siamo sulla strada giusta”.
Di un “bellissimo futuro” relativamente alla Cantina La Vis ha parlato il neo presidente Stefano Paolazzi, affiancato nell’occasione dall’ex commissario Marco Zanoni, al quale Dellai ha voluto rivolgere parole di ringraziamento per il lavoro svolto in una difficile fase di passaggio della cantina lavisana”.
Di fronte ad un comportamento del genere, che vede protagonista anche il Presidente della Provincia Dellai, quello che secondo il Sindaco di Firenze e aspirante premier Matteo Renzi sarebbe “un innovatore” (poveri noi….) cascano veramente le braccia per la manifesta non terzietà, richiesta dal loro ruolo istituzionale, manifestata da Presidente e Assessore.
E molto bene ha fatto Cosimo Piovasco di Rondò, in un articolo tra il divertito e l’indignato che sottoscrivo in toto e giudico esemplare, a stigmatizzare, sul battagliero Trentino Wine blog, questi comportamenti davvero da “repubblica delle banane”.

Come annota in maniera molto precisa, “che i vertici, vecchi o nuovi che siano, di un’azienda privata discussa e chiacchierata – e appena uscita da un altrettanto discusso commissariamento durato due anni -, partecipino, seppure a margine, alle conferenze stampa della Giunta Provinciale, lascia quantomeno perplessi.
E suggerisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l’idea di intrecci e di contiguità fra politica ed economia cooperativa, che lascia altrettanto perplessi”.
Giusto poi sottolineare lo strano spirito da “embrassons nous” e da “do ut des”, di questo premio al Metodo Classico trentino (“soffiato a Franciacorta”), assegnato, scrive il Trentino wine blog, “da un gruppo editoriale che, come è ormai noto a tutti, intrattiene relazioni di ottima collaborazione e perfino di partnership con le agenzie promozionistiche trentine.
Così buone da consentirci di parlare, come recita testualmente una circolare riservata uscita in questi giorni dalle stanze di Trentino Marketing, di “Nuovo progetto con Gambero Rosso – Nuova partnership fra Trentodoc e la Guida Ristoranti d’Italia 2013 del Gambero Rosso.
Il progetto – nato per valorizzare e incentivare i locali che, attraverso le proprie carte dei vini, esprimono la passione, la dedizione e la pazienza necessarie nel proporre adeguatamente questa tipologia di prodotto – prevede l’istituzione del nuovo Premio Trentodoc “La migliore Carta Vini dello spumante classico italiano” e la sua assegnazione al ristorante che meglio di tutti ha saputo esaltare le bollicine italiane.
Il premio verrà consegnato a Roma l’8 ottobre in occasione della presentazione della nuova edizione della Guida sulla quale troveranno spazio tutti i ristoranti coinvolti dall’iniziativa.
Se così stanno le cose, e così le descrive l’agenzia promozionistica di via Romagnosi, riesce difficile capire a cosa si sia brindato ieri mattina. Alla partnership o all’Aquila Reale?”.
Da parte mia, chiedendomi per inciso come avranno accolto gli altri produttori di Trento Doc il comunicato della Provincia, prendendo atto del primo risultato portato a casa da Luciano Rappo dopo il suo arrivo, dalla Cavit dove lavorava, alla Cesarini Sforza come direttore generale, non posso che plaudire al premio assegnato dal Gambero Rosso al Trento Doc Aquila Reale Riserva 2005, sul cui effettivo valore non mi posso pronunciare.
Difatti, pur avendo molto recentemente (non più tardi di giovedì 6 settembre, a Trento) fatto una degustazione di 69 Trento Doc in quel di Trento, organizzata dall’Istituto, non ho avuto la fortuna di poter avere nel lotto dei campioni da assaggiare il vino in oggetto, visto che Cesarini Sforza, a differenza di Ferrari, Letrari, Cavit, Pisoni, Abate nero e altre aziende, che hanno presentato da due a cinque vini ognuna, i responsabili di Cesarini Sforza hanno pensato bene di proporre al mio assaggio unicamente l’Extra Brut Tridentum, che ho trovato corretto/buono e niente di più.
Sarà ora mio compito procurarmi una bottiglia dell’Aquila Reale Riserva 2005, tanto per verificare se il Trento Doc che fa esultare Dellai e Mellarini spingendoli a promulgare comunicati festosi, sia davvero un grande vino. Meritevole del titolo, assegnato dagli “amici” del Gambero Rosso, di “Bollicine dell’anno”…

3 commenti

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3 commenti

  1. Cosimo Piovasco di Rondò

    settembre 15, 2012 alle 3:56 pm

    Agenzia Stefani a pieno servizio…faraoni, cravatte…e consenso elettorale da raccogliere a piene mani dai contadini, tornati, dopo l’emancipazione, a recitare il ruolo di mezzadri dei faraoni e del management in giacca e cravatta. Grazie Franco per tenere sempre aperta una finestra critica sul Trentino!
    CpR

  2. paolotorchio

    settembre 15, 2012 alle 11:09 pm

    sottoscrivo, flanella e .. tweed!! ricordo ancora quella volta che cercavo il museo Caproni a Trento e sono finito a Merano, e chi legge sa bene cosa intendo.

  3. Vittorio Vezzola

    settembre 16, 2012 alle 11:16 pm

    Certo un comunicato un po’ pacchiano anche per un politico della seconda repubblica. Adesso però mi devo procurare anch’io questa Aquila Reale, speriamo che sia davvero buono…

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