Promozione dei Franciacorta: in giro per l’Italia, ma perché non anche in terra franciacortina?

Ricevo con piacere e registro con soddisfazione, essendo persuaso che il prodotto abbia tutte le potenzialità ed i pregi per essere apprezzato in ogni dove, le comunicazioni, diffuse dal Consorzio, sulle numerose iniziative di presentazione e promozione del Franciacorta organizzate in giro per l’Italia e talvolta anche all’estero.
L’idea che anche in Versilia, a Capri, a Roma e Bologna, a Zurigo e a Varsavia ed in tutte le altre località che i “Franciacorta Festival” di volta in volta toccano, incontrando un vasto numero di eno-appassionati, mi sembra perfettamente giusta e corrispondente ad un progetto di diffusione dei Docg bresciani presso un pubblico sempre più ampio che trovo giusto e intelligente.
Ma c’è un ma. Credo difatti che pur impegnati nel giusto e legittimo sforzo di farsi conoscere al di fuori della provincia e della regione di origine, i franciacortisti (o franciacortini se preferite chiamarli così) stiano un po’ trascurando alcune località e zone della loro provincia che possono contare su una presenza turistica assidua e su una buona fetta di consumatori attenti a scegliere e apprezzare i prodotti più tipici del posto dove si trovano.
A convincermi di questa evidenza è un amico operatore turistico di Iseo, regolare lettore di questo blog, che mi ha indirizzato la seguente riflessione. “Caro Ziliani, le volevo inoltre far prendere conoscenza di una situazione relativa alla zona dove opero, quella di Iseo, che fa parte del territorio della Franciacorta e può contare su un piccolo lago molto bello.

Iseo è frequentata ogni anno da migliaia e migliaia di persone italiane e straniere che purtroppo non sanno nemmeno che cresce l’uva in zona e che potrebbero scoprirlo se il Consorzio pensasse a realizzare un gazebino stupido sul lungolago il fine settimana.
Una cosa che porterebbe un sacco di gente nelle cantine. C’è difatti bisogno di informazione e di comunicazione in loco, poche notizie pratiche e precise, perché la gente che arriva a Iseo (italiani e stranieri) e vuole bere “bollicine” quando mangia o prende un aperitivo al bar chiede Prosecco o ancora peggio chiede il “Prosecco alla spina”, ignorando totalmente l’esistenza di un prodotto di ben superiore qualità.
Gli sforzi di noi operatori del settore turistico e della ristorazione a Iseo sono tanti, ma purtroppo se un ente appositamente delegato alla promozione del prodotto Franciacorta come il Consorzio non dà una mano, è molto dura a volte…
Basterebbe poco, ripeto, un gazebo informativo da collocare in posizione strategica sul lungolago il fine settimana, flyer multilingua, e vedrebbe che alla gente verrebbe la curiosità di conoscere, e dato che il 99% della gente in giro si ferma anche a mangiare, penso che una buona percentuale sarebbe poi curiosa di assaggiare il Franciacorta. Questo il mio punto di vista. Lei cosa ne pensa?”. Letta la sua riflessione, caro amico iseano, penso che lei abbia assolutamente ragione e che pur proseguendo il loro itinerario in giro per l’Italia per fare nuovi proseliti i produttori di Franciacorta ed il Consorzio che li rappresenta non farebbero male a prendere in considerazione suggerimenti come il suo, e l’ipotesi di studiare iniziative promozionali non solo lontano da casa, ma in zona, aggiungendo alla zona del Lago di Iseo (poco distante da dove hanno sede molte cantine) quella, altrettanto interessante e viva da un punto di vista turistico e della qualità dei turisti e dei consumi del Lago di Garda sponda bresciana, da Desenzano sino a Gargnano.
Anche i colleghi/concorrenti del Trento Doc, che da qualche tempo hanno preso ad organizzare presentazioni delle loro bollicine metodo classico in giro per l’Italia, del resto non snobbano o quantomeno dimenticano il bacino di consumatori che frequenta Trento e le più note località turistiche della provincia trentina.
Perché non pensare dunque a proporre e presentare i Franciacorta al meglio anche in terra bresciana?

45 commenti

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45 commenti

  1. Sebino

    settembre 12, 2012 alle 11:57 am

    Grazie della pubblicazione del mio sfogo caro Franco. Qualche piccolo produttore alla mia domanda mi ha risposto che il consorzio non ritiene che sia idoneo all’immagine del Franciacorta fare cose di questo tipo, si dice anche (ma mi sembra esagerata questa affermazione) che qualcuno che ha messo un piccolo stand della propria piccola azienda nelle classiche feste di paese (poco fuori la Franciacorta)sia stato richiamato all’ordine…

    • Franco Ziliani

      settembre 12, 2012 alle 11:59 am

      Personalmente trovo che promuovere maggiormente il Franciacorta anche sul territorio della Franciacorta, ad esempio in località turistiche come Iseo, non sarebbe affatto deteriore o non conforme all’immagine che si vuole dare. Io ad esempio punterei anche a far conoscere di più i vini anche nella zona del Garda

  2. Sebino

    settembre 12, 2012 alle 12:49 pm

    il progetto “Franciacorta AppassioNati” era nato appunto perchè nemmeno i giovani in Franciacorta sanno cosa sia il Franciacorta… un evento a capri, in versilia o da qualsiasi altro posto fighettino, non avrà nessuno scopo educativo, servirà solo ad attirare le persone che conoscono già il prodotto, e questo lo dico con piena certezza. Qua perlomeno ci sono anche le cantine a pochi passi, per qualche turista che rimane folgorato…

    • Franco Ziliani

      settembre 12, 2012 alle 12:55 pm

      a mio modesto avviso qualche iniziativa in più sul territorio, oltre al Festival Franciacorta nelle cantine, sarebbe benvenuta. Va anche detto che il Consorzio ha promosso una serie di iniziative di formazione destinate ai produttori, soprattutto ai più giovani: ma non hanno sempre avuto il successo desiderato purtroppo…

      • max

        settembre 12, 2012 alle 4:26 pm

        Franco, visto l’imminente avvicinarsi del festival del Franciacorta in cantina … porto nuovamente a galla l’imminente scempio che è stato fatto del vecchio festival del Franciacorta a villa lecchi rispetto al più scadente/costoso/pericoloso festival in cantina.
        Porta la nostra voce ai produttori che vogliamo un unica location dove poter paragonare i vari prodotti delle varie aziende uno vicino all’altro senza doverci sobbarcare lo spostamento in macchina da una cantina all’altra.
        Grazie ciao

        • Franco Ziliani

          settembre 12, 2012 alle 5:00 pm

          Registro il suo punto di vista e non mancherò di rilanciare in un prossimo post il tema proposto: in effetti sarebbe ottima cosa pensare ad un momento in cui gli appassionati del Franciacorta possano degustare, in un’unica sede, senza doversi spostare da cantina a cantina, i vini dei molti produttori.

          • max

            settembre 12, 2012 alle 5:38 pm

            La ringrazio in anticipo che si fa portavoce di noi.

        • Giovanni Palazzi

          settembre 13, 2012 alle 10:10 pm

          Personalmente anch’io ho un po’ di nostalgia per il festival di Franciacorta in un’unica location, ma a conti fatti devo ammettere che anche quello in cantina ha i suoi indubbi vantaggi : possibilita’ di gestire le spese sia da parte del produttore, sia da parte del cliente, possibilita’ di acquisto e di assaggio di piu’ prodotti dell’azienda visitata, assaggi piu’ tranquilli e ponderati, visita delle realta’ produttive, liberta’ da parte del produttore di organizzarsi come meglio crede, anche organizzando eventi collaterali. Ripetizione di Cantine aperte ? In parte si’, ma con 50 aderenti al posto di 7 o 8 , non vanno comunque trascurate le iniziative messe in campo dal consorzio e dagli operatori commerciali per promuovere il territorio, sempre piu’ mirate ed efficaci. Per quanto riguarda la promozione a livello locale, al di la’ dell’ ammirevole iniziativa dei FAN, penso che piu’ che gazebo sul lungo lago vada fatta promozione a livello formativo e commerciale in modo da creare una coscienza condivisa nei diversi attori del panorama turistico locale siano essi baristi, ristoratori, commercianti, pro loco, amministratori : si deve creare in questi attori un sentimento di orgoglio di essere in Franciacorta e di proporre Franciacorta.

  3. Hande

    settembre 12, 2012 alle 3:21 pm

    Caro Franco,

    appena questa ultima weekend ero in zona, per visitare qualche produttore e anche per fare turista.
    Gia Domenica ho twittato qualche mio sorpresa.
    * Questo foto scatto in un ristorante del Paratico (nel zona Franciacorta) dal menu:
    http://twitter.yfrog.com/ntggyvwj
    * 200m fuori della zona, a Sarnico, una piccola citta che mi sembrava molto ricca / visitata da tanti ricchi, c’è un negozio specialiazzato solo su Champagne, ma niente per Franciacorta. Nel altri negozi non impossibile ma difficile trovare Franciacorta.
    * a un bar del centro, a ora di aperitivo, una decina di tavoli tutti con bicchieri di Spritz e niente altro, abbiamo chiesto: sarebbe possibile avere l’aperitivo con Franciacorta? risposta: bollicine? noi: no, Franciacorta! risposta: mosso? …..!

    no comment!

  4. il chiaro

    settembre 12, 2012 alle 10:13 pm

    da Iseano dico: risparmiatemi il gazebo nel week end sul lungo lago! Il consorzio piuttosto cerchi un piccolo locale in zona passeggio, lo affitti e lo usi come sportello/info/prenotazioni visite in cantine e altre amenità, però aperto tutti i giorni, non solo nel week end.
    Certo un consorzio che decide di chiudere il festival di franciacorta per organizzare una seconda edizione di cantine aperte (perchè il nome giusto è quello li) favorendo di conseguenza le aziende più grosse, quelle quindi attrezzate con spazi per ricevere più gente, rispetto alle piccole non mi da tanta fiducia a livello organizzativo. Ziliani, ma lei non era favorevole a questa nuova modalità? o mi sbaglio?

    E che dire di un consorzio che richiama chi partecipa a sagre e fiere e che per anni ha tollerato la presenza di una particolare azienda nelle proprie fila?

    A Sarnico il negozio specializzato in solo champagne è soltanto una vetrina che viene utilizzata a scopo pubblicitario da degli idraulici che importano alcuni champagne per passione. Se si vuole bere bollicine franciacortine basta recarsi, tra gli altri, nella bella enoiteca Lantieri, a pochi metri dalla piazza principale.

    Tornando al Festival, io pur non amando la tipologia auspico che si torni alla vecchia formula del confronto diretto a villa Lechi e se si vuol colpire il turista lo si faccia a luglio, quando Iseo è davvero piena di turisti, anche stranieri, che una giornata diversa dalla piscina a sassabanek o in campeggio la fanno volentieri.

    • Franco Ziliani

      settembre 13, 2012 alle 1:13 pm

      Devo una risposta a il Chiaro. Io resto favorevole alla nuova formula del Festival Franciacorta, ma reputo la richiesta fatta, educatamente, da Max legittima e non posso far altro che registrarla.

      • il chiaro

        settembre 13, 2012 alle 11:30 pm

        Suo intervento in risposta a Max in data 12 settembre 2012 5:00 pm: “in effetti sarebbe ottima cosa pensare ad un momento in cui gli appassionati del Franciacorta possano degustare, in un’unica sede, senza doversi spostare da cantina a cantina, i vini dei molti produttori.”

        Mi sembra contraddittorio con quanto scritto qui sopra.
        Posso chiedere se ha gentilmente ha voglia di spiegare quali motivi la portano a preferire l’attuale nuova formula? Non le sembra che ci sia gia cantine aperte per chi vuole andare a visitare una cantina? Non solo, anche durante l’anno basta prendere appuntamento e le cantine aprono le porte a tutti senza bisogno di affrontare anche la ressa del festival e di cantine aperte.

  5. Sebino

    settembre 13, 2012 alle 12:43 pm

    ok chiaro… il fatto del gazebino era una idea… per far dire che c’è bisogno di promozione a livello locale…
    a iseo come ben saprai ci sono locali “vecchie glorie” nella piazza principale che non hanno NIENTE della Franciacorta in mescita! (è anche vero che ci sono altri bar in piazza con in mescita piu di 20 etichette locali tra fermi e bollicine).
    ci sono bar sul porto che si permettono di avere in carta calici e farteli pagare 8/9/10 (il prezzo è giusto e non lo discuto) ma non accetto che me lo portino OSSIDATO aperto da oltre una settimana.

    e mi ci metto anche io che fino a qualche anno fa prima che mi appassionassi e acculturassi di vino spingevamo quello che ci conveniva e non necesasariamente qualcosa con un minimo di qualità.

    il consorzio sa bene cosa porta iseo in quantità numerici, bastasse che il signor zanella aprisse l’archivio clienti della sua azienda con i relativi consumi.

    e oltretutto mi devono spiegare chi spingeva il franciacorta 30 anni fa se non la franciacorta stessa, quindi ragionare per ingratitudine è un ragionamento un pochino “infame” (il termine è un po’ forte ma non mi veniva in mente un termine migliore).
    C’è anche da dire che le cantine vendono in Franciacorta e nel resto d’italia allo stesso prezzo nonostante le spese logistiche siano maggiori vendendo a 800km di distanza.

    • il chiaro

      settembre 13, 2012 alle 11:36 pm

      E chi sarebbero quelli senza Franciacorta?
      Se a me portano un franciacorta ossidato io lo mando indietro, soprattutto se poi costa 7/8/9 €.
      io credo che la promozione di un brand come il Franciacorta costi denaro e tempo e il consorzio si orienti verso altre zone in quanto in ogni caso a Iseo il franciacorta lo trovi senza problemi.

      • Sebino

        settembre 14, 2012 alle 11:45 am

        Bhe prova a fare un giro nei bar che non frequenti e prova a chiedere un calice. per quanto riguarda il calice ossidato è ovvio anche quello, ma io mi vergognerei, sopratutto per la mole di turisti che frequentano il bar e che non conoscono il prodotto, ne escono male allo stesso livello sia il bar che il franciacorta.

        Per l’altro discorso, certo che a Iseo il Franciacorta lo trovi praticamente ovunque, ed è anche certo che i bar, ristoranti, pizzerie, enoteche spingono il prodotto più che possono. Ma è anche vero che nonostante tutti gli sforzi, si colpisce lo stesso su una percentuale infinitesimale della gente che passa per Iseo. un qualcosa di informativo in un punto strategico per me incuriosirebbe di più. Considera per esempio anche che solitamente la gente all’aperitivo è abituata a spendere pochi € per consumazione, se viene proposto un calice da 6/7/8/9 senza conoscere il prodotto, per quanto ci provi la gente è comunque restia, ovvio che chi si fida fa poi anche il secondo giro, e quelle sono soddisfazioni.

        • Il chiaro

          settembre 14, 2012 alle 1:17 pm

          Che i prezzi siano cari è fuori di dubbio. Però è anche vero che son cari perchè i gestori dei bar vogliono vendere soltanto cuvèe prestige e bellavista.
          Trovare un cascina S.Pietro, solo per fare un esempio, è impossibile. E di nomi ne potrei fare ancora.

          • Franco Ziliani

            settembre 14, 2012 alle 1:26 pm

            domanda: ma i gestori dei bar saranno liberi di vendere i vini che vogliono, quelli che credono di vendere più facilmente, o devono chiedere preventiva consulenza (o permesso) ai vari “Il chiaro”, “il Contestatore”, o “Zakk”?

          • Sebino

            settembre 14, 2012 alle 7:34 pm

            Volendo si può tenere il nome conosciuto (berlucchi) che piaccia o meno (61 o cellarius) ma come “marchio” lo conoscono tutti, dal sud italia al regno unito, e tenere lo stesso i prezzi contenuti (comprando diretto si puo arrivare circa al metà prezzo del prestige sempre comprato diretto)…
            Poi ovvio riuscire a vendere bene qualcosa di buono e a prezzo sarebbe bello, ma purtroppo riuscire a spingere quello che si vuole non è sempre facile, sopratutto nei momenti di maggior afflusso.

            a te franco invece do ragione in parte, altrimenti si dovrebbe dar ragione a chi qua in zona sbicchiera solo il prosecco da 3€ la bottiglia perchè si vende subito, da solo, e a poco, ma sopratutto anche con ricarichi maggiori…

          • Giovanni Palazzi

            settembre 14, 2012 alle 7:57 pm

            In effetti il Chiaro non ha tutti i torti, nessuno vuol costringere i gestori dei bar , ma se si vuole promuovere il Franciacorta in Franciacorta sicuramente il bar e’ uno dei veicoli piu’ efficaci e se invece di pagare 7 – 8 euro se ne pagano la meta’ bevendo comunque ottimi prodotti, che siano di Giuseppe Pecis o di altri piccoli produttori, non sarebbe cosi’ male e magari qualcuno sarebbe disposto a passare dal Prosecco di 2,50 euro al Franciacorta di 3,50.

          • Zakk

            settembre 14, 2012 alle 8:44 pm

            Ziliani, è ovvio che ognuno deve proporre quello che vuole, ma la famosa domanda/offerta, quando tutti vogliono avere 5 vini soltanto su qualche centinaio prodotti fa si che i prezzi restino alti. Ok, va bene, però poi quando con i fatidici 7/8 euro per una flute di Fanciacorta si può trovare anche champagne (e spesso di indubbio valore) il confronto diventa impietoso.

  6. Il Contestatore

    settembre 14, 2012 alle 12:21 pm

    La colpa non è del franciacorta, o del consorzio, perchè i consorziati sono quasi tutti incazzati con il consorzio.
    la colpa è di coloro che ci lavorano, dal presidente a giù seguire, che sono infognati in tutti i luoghi che vanno a far eventi.
    peggio ancora sono quelli che ci lavorano che pubblicizzano i soliti vini su più di 100 cantine.
    peggio ancora sono quelli che pubblicizzano i vini di questi.

    • Franco Ziliani

      settembre 14, 2012 alle 1:05 pm

      una volta di più, con queste sue affermazioni al limite della diffamazione e peraltro tutte da dimostrare lei dimostra qual’é lo “stile” del suo modo di intervenire su questo blog.

      • Il Contestatore

        settembre 14, 2012 alle 9:44 pm

        ziliani, si ritiri!

        • Franco Ziliani

          settembre 15, 2012 alle 9:02 am

          certo “Contestatore”, non mancherò di seguire il suo prezioso e come al solito “intelligente” consiglio…

  7. Silvana Biasutti

    settembre 15, 2012 alle 11:15 am

    Mi viene da sorridere all’idea che in Franciacorta … non si trovi il Franciacorta, ma ci sia invece un’ampia (da ciò che capisco) offerta di Champagne!
    A Siena, nei bar, se chiedevo un panino con il formaggio, mi proponevano la fontina (!), e io invece avrei preteso il pecorino.
    La differenza tra le due situazioni – entrambe paradossali – è a sfavore di Siena, perché la fontina proposta era francamente inadeguata.
    In Italia non siamo capaci di fare lavoro di squadra; se fossi andata a fondo sul duello fontina pecorino, probabilmente qualcuno sarebbe saltato su a dire che il pecorino aveva dei costi eccessivi, oppure che faceva schifo.
    Eppure sarebbe naturale trovare in ogni località il prodotto del luogo.
    Altrimenti sarebbe come andare a cercare il Barolo a Montalcino o la polenta a Napoli.
    Non dico che non debbano esserci: dico altro e cioè che ogni locale dovrebbe essere in condizione di presentare al loro meglio i prodotti del luogo. E’ così difficile mettersi d’accordo?

    • zakk

      settembre 18, 2012 alle 7:56 am

      Il problema è che spesso la gente non sempre è disposta a spendere certe cifre per certi prodotti.
      Quando mi viene proposto un bicchiere di Franciacorta a 8 €, capisco che l’affitto di un locale sul lungo lago sia alto, però so che si potrebbero proporre franciacorta a prezzi meno importanti. So cosa costano al bar tanti franciacorta, per cui certi ricarichi mi fanno un po’ impressione e di conseguenza “salto”.
      Il consorzio dovrebbe promuovere una specie di “ambasciatore” del franciacorta, un titolo dedicato a chi offre una gamma ampia (4/5) di bollicine al bicchiere e con fasce di prezzo diverse (dai 4 € ai 12 €) per poter accontentare tutti i clienti e dare visibilità ad un numero maggiore di aziende.
      Ops dimenticavo chi è attualmente il presidente del
      consorzio.

      • Franco Ziliani

        settembre 18, 2012 alle 8:15 am

        una volta tanto ha fatto una proposta intelligente e ragionevole Zakk… Se poi avesse evitato di corredarla con osservazioni finali stupide e inutili, sarebbe stato ancora meglio…

        • zakk

          settembre 18, 2012 alle 6:35 pm

          No Ziliani, purtroppo aver per presidente del consorzio il responsabile di un’azienda come ca’ del bosco impone di esser sospettosi. Come diceva Andreotti? A pensar male si fa peccato però spesso ci si azzecca!
          Ragionerei cosi anche se il presidente fosse il responsabile di un’azienda da trentamila bottiglie.
          Attenzione, io spero che il consorzio non faccia mai niente, che resti immobile, in modo che tanti che preferiscono tenere al bicchiere champagne continuino a farlo permettendo di divertirmi molto di più.

          I miei interventi sono sempre intelligenti Ziliani.

          • Franco Ziliani

            settembre 18, 2012 alle 11:33 pm

            mi spiace per lei, ma con il suo pensar male, senza alcun valido motivo, lei non ci azzecca in alcun modo
            quanto all’intelligenza dei suoi commenti, si ricordi che “chi non ha vantator vanta se stesso”…

  8. Gianpietro

    settembre 17, 2012 alle 5:04 pm

    In realtà in molti bar delle nostre zone si serve soprattutto Franciacorta (a Rodengo ad esempio il Colibrì sta diventando un forte punto d’attrazione nei paraggi) ma, secondo me, il problema è la cronica e totale ignoranza del territorio da parte di chi ci abita.
    Secondo me, intervistando a campione giovani dai 18 ai 25 nei nostri comuni, forse un 10% sa almeno a spanne cos’è il vino Franciacorta… Nelle scuole si promuove di tutto, tranne il territorio in cui si trovano!

    • bEVO eNO

      settembre 19, 2012 alle 5:57 pm

      x gianpietro
      secondo me intervistando a campione dai 35 ai 55 anni forse un 5% sa almeno a spanne cos’è un Franciacorta.

      Detto questo, Ziliani, è effettivamente STRANO che il capo del consorzio sia anche un grande produttore della zona, come può avere interesse che tutti crescano se lui può prendere decisioni affinchè sia lui a crescere più degli altri?

      • Franco Ziliani

        settembre 19, 2012 alle 6:14 pm

        “coraggioso” commentatore che si nasconde dietro ad un nickname mi permette di dirle che la sua annotazione è un po’ carente di senso? In primo luogo perché questa situazione che lei sottolinea si verifica in tantissimi altri Consorzi. In secondo luogo perché pensare che l’attuale presidente (non “capo” come lei lo chiama) del Consorzio voglia soffocare la crescita delle altre aziende appartiene ad una dietrologia stanca e antica e ad un modo di ragionare privo di fondamento. Inoltre in questo Consorzi, come in altri, il Presidente non é un “dittatore” che fa quello che vuole, ma esiste un Consiglio di amministrazione formato da numerose persone che pensano con la propria testa e insieme al Presidente cercano di prendere le decisioni migliori NELL’INTERESSE DI TUTTI GLI ASSOCIATI.
        Si convinca di una cosa: é interesse comune che la Franciacorta cresca collettivamente e nessuno vuole soffocare o ostacolare la crescita degli altri produttori.
        Detto da un giornalista che l’attuale Presidente del Consorzio conosce dal lontano 1984 e che considera (con l’unico neo che purtroppo é milanista) un amico.

        • bEVO eNO

          settembre 20, 2012 alle 12:32 am

          PUNTO UNO
          non mi “nascondo” dietro un nick, bensì sfrutto la possibilità del suo blog nel lasciarmelo usare.
          PUNTO DUE
          se la situazione si verifica in tantissimi consorzi, peggio anche per gli altri consorzi, quella del mal comune mezzo gaudio, è una piccola consolazione, lasciando perdere poi il palese conflitto d’interessi
          PUNTO TRE
          se il PRESIDENTE ed il consorzio stanno lavorando cosi bene, perchè stiamo assistendo, come descriveva anche lei in questo blog, ad una completa svalutazione del prodotto che si sta allineando ai prezzi del concorrente veneto?

          • Franco Ziliani

            settembre 20, 2012 alle 8:08 am

            resta il fatto che sfruttando questa possibilità di ricorrere ad un nickname lei dimostra di non avere il coraggio delle proprie opinioni,nascondendosi dietro ad un nome di fantasia.
            Quanto al punto tre lei si sta allargando e mi sta facendo dire cose che non ho detto/scritto. Non c’è alcuna “svalutazione del prodotto”, visto che ho segnalato rari e limitatissimi casi di prezzi troppo basi, quasi a livelli del Prosecco. Che solo uno stolto o una persona in malafede può considerare, come lei dice, “concorrente” del Franciacorta. Sono prodotti assolutamente diversi, anche come tipologia di prezzo, come lei sa bene anche se preferisce, per le sue strumentali polemiche, dire altro…

  9. bEVO eNO

    settembre 20, 2012 alle 11:00 am

    ok, Ziliani, a parte il fatto che se io usassi il mio vero nome non cambierebbe nulla, poichè sono uno sconosciuto tra tanti a cui piace leggere il suo blog.
    Comunque Ziliani, invece di insultare “STOLTO”ecc, sappia che il prosecco come la birra, come il lugana, come la coca cola si possono ritenere concorrenti del Franciacorta… e se vogliamo anche Aperol e spritz e affini visto che il Franciacorta si propone anche come vino da aperitivo, è tutto un discorso di opinabili punti di vista.
    PER TORNARE ALL’ARGOMENTO DEL POST, LE CHIEDEREI DI INDICARMI IN BERGAMO, LA SUA CITTà, 2 BAR(sottolineo bar) che hanno a disposizione almeno 5 tipologie di Franc.

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2012 alle 11:02 am

      non frequento bar e pertanto non posso esaudire la sua richiesta

      • bEVO eNO

        settembre 20, 2012 alle 12:27 pm

        si è fregato con i suoi stessi tasti,
        prima da dello stolto e persona in malafede a chi dice che il prosecco è concorrente del Franciacorta,
        poi dice di non frequentare bar,
        peccato che la concorrenza tra i due prodotti è nei bar, e sui banchi dei supermercati, che si fa più aspra…

        • Franco Ziliani

          settembre 20, 2012 alle 12:33 pm

          no comment, perdere tempo a commentare quello che dice non ha alcun senso

          • bEVO eNO

            settembre 20, 2012 alle 2:17 pm

            invece offendere ne ha… continui su questa strada…

        • il chiaro

          settembre 22, 2012 alle 12:02 am

          applausi!!

          sono spesso a Bergamo e quando entro in un (wine)bar e chiedo una bollicina mai, dico MAI che qualcuno mi proponga un Franciacorta. Sempre prosecco, squallidissimo prosecco.
          Al chè fermo il barista e chiedo se ha un metodo classico: nebbia totale. Se poi chiedo Champagne nel maggior numero dei casi mi si dice che o non ce l’hanno o comunque vendono solo la bottiglia al tavolo. Sono pochissimi a fare mescita con più di un Franciacorta.
          Proverò a fare un giochetto: chiedere almeno 12 nomi di nproduttori di franciacorta, voglio vedere se ce la fanno e, nel caso, quanto tempo ci mettono.

          • bEVO eNO

            settembre 24, 2012 alle 12:52 pm

            mi fa piacere sapere di non essere l’unico a pensarla in una certa maniera.

  10. manlio giustiniani

    settembre 20, 2012 alle 11:02 am

    il 15 ottobre il festival Franciacorta dovrebbe essere a Milano. ma si sa quale sara’ la location??

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2012 alle 12:17 pm

      posso dirle in anteprima che la degustazione si svolgerà dalle 18 alle 22 presso i Chiostri del Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

      • manlio giustiniani

        settembre 20, 2012 alle 3:24 pm

        Grazie mille,
        complimenti x il blog
        saluti
        manlio

  11. Lagoiseo

    ottobre 19, 2013 alle 12:08 pm

    Rispetto le scelte del consosrzio, penso comunque che la promozione possa essere fatta a livello privato con delle condizioni concordate in qualsiasi località che il produttore ritenga opportuno

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