Che fatica fare il presidente dell’Istituto Trento Doc! Parola di Enrico Zanoni

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Ci abbiamo messo qualche mese, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ieri pomeriggio a dieci mesi dalla mia lettera aperta dopo la sua elezione, il 13 dicembre, sono riuscito ad incontrare, a Ravina nella sede di quella Cavit di cui è il potente direttore generale, il dottor Enrico Zanoni, presidente di quella realtà complessa, piena di vorrei ma non posso, che è l’Istituto Trento Doc. L’organismo (mi piacerebbe chiamarlo Consorzio, anche se non lo è) che raggruppa i 38 produttori del metodo classico made in Trentino.
Ero reduce da un’impegnativa e assai istruttiva degustazione mattutina di qualcosa come ben 69 Trento Doc delle diverse tipologie (indovinate chi non ha ritenuto presentare i propri campioni per il mio assaggio? Ma ovvio, quelli dei cinque milioni di bottiglie che ricordano tanto gli “otto milioni di baionette” di Mussolini, i talentuosi “talentisti” di Rotari Mezzacorona!) ma ho mantenuto la lucidità necessaria per poter incontrare Zanoni.
Datemi il tempo di sbobinare e magari dividere in due parti, vista la lunghezza (un’ora fitta di conversazione) l’intervista. Quello che posso dire è che il presidente Zanoni mi ha fatto un’eccellente impressione, che il colloquio è stato cordiale e proficuo, che l’intervistato non si è sottratto a nessuna delle mie domande e che ha risposto in maniera esaustiva e più che soddisfacente. Dimostrandosi una persona pragmatica, di buon senso e dalle idee chiare, che vorrebbe fare, agire, cambiare, incidere, fare veramente crescere quel prodotto importante per l’economia vitivinicola trentina che è il Trento Doc.
Se non si trovasse, di fatto, spesso con le mani legate, impossibilitato ad operare seriamente dalla super complessa (volevo scrivere “incasinata” ma mi sono bloccato…) situazione trentina, dove svariati organismi (tipo Trentino marketing o il Consorzio vini…), che hanno voce in capitolo anche dal punto di vista finanziario, rendono complessa, farraginosa e macchinosa ogni decisione.
E dove anche le cose più semplici diventano inspiegabilmente complicate. Ecco perché, pur con tutta la buona volontà di cui Zanoni, un simpatico cremonese (detto per inciso interista come me…) è sicuramente dotato, quanto è faticoso fare il presidente del Trento Doc!

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