Crémant de Bourgogne: export in aumento nel primo quadrimestre 2012

Conferma dell’ottimo andamento sul mercato americano per i Crémant de Bourgogne da una breve notizia pubblicata sul sito specializzato francese Vitisphère.
Secondo quanto reso noto dal Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne (BIVB) nei primi quattro mesi del 2012 sono state spedite all’estero un milione e mezzo di bottiglie, per un valore di 6,4 milioni di euro. Se il trend rimarrà inalterato, si stima di arrivare ad un totale di sei milioni di bottiglie relative all’export, su un totale di 15-16 milioni di bottiglie prodotte.
I dati statistici più recenti forniti dal BIVB parlano di 1848 ettari riguardanti il vigneto destinato ai Crémant, per una produzione di 112.670 ettolitri pari all’otto per cento della produzione vinicola borgognona.
Il primo mercato importatore di Crémant de Bourgogne si confermano gli Stati Uniti, con più di un milione di bottiglie, seguito dalla Svezia che entro il 2012 dovrebbe a sua volta raggiungere il milione di pezzi, toccando una percentuale vicina al dieci per cento del volume dei vini “effervescenti” venduti, mediante il monopolio, nel Paese scandinavo.
La performance nel quadrimestre gennaio-aprile è significativa perché l’AOC Crémant de Bourgogne è l’unica denominazione borgognona a crescere (del dieci per cento) rispetto all’anno precedente.
Ovviamente il primo mercato per i Crémant de Bourgogne resta la Francia, con il 73,2% dei volumi venduti nel 2011, ovvero 12,6 milioni di bottiglie. Ma un venticinque-trenta per cento della produzione venduta all’estero resta un risultato molto interessante e considerevole, ben superiore alle performance, non trascinanti, dell’intero comparto del metodo classico italiano, che riesce ad esportare nei vari Paesi esteri quantitativi molto meno significativi e soddisfacenti.
Effetto trainante dello Champagne, rispetto al quale i Crémant de Bourgogne si propongono come un’alternativa più economica e meno glamour, o capacità del sistema vitivinicolo francese di saper proporre in giro per il mondo un po’ tutte le proprie produzioni?

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