Trento Doc al Festival del Cinema di Venezia ma nessuno ne parla…

E’ confortante sapere che uno dei simboli assoluti del vino trentino, quel Trento Doc che dovrebbe diventare la punta di diamante della proposta enoica della terra del Concilio, sarà, come recita un comunicato stampa diffuso da Trentino Marketing, “al fianco dei protagonisti del Festival del Cinema di Venezia”.
Lo abbiamo appreso anche da un lancio Ansa, da un comunicato dell’Ufficio stampa della Provincia di Trento, da una divertente news di Trentino wine blog che “il set della Rai, che trasmetterà l’evento dalla darsena dell’Hotel Excelsior, sarà marchiato Trentodoc” e che “all’interno del padiglione verrà allestito un desk dove gli ospiti potranno degustare lo spumante trentino”.
Rassicurante sapere che fino all’8 settembre, “lo spumante trentino accompagnerà gli attori e le star italiane e internazionali del cinema, che avranno così modo di brindare con le bollicine di montagna”, grazie ad “accordo tra Trentino Marketing e la Rai” benedetto dal potente (?) Assessore provinciale a turismo e agricoltura Tiziano Mellarini e giudicato in grado “di godere di notevole visibilità e soprattutto di generare una attività di pubbliche relazioni internazionali che potrà avere significativi sviluppi”, anche se quali possano essere al momento è assai arduo capirlo.

E’ un titolo di merito per i sostenitori del primato delle “bollicine” di montagna (e un po’ anche di pianura…) trentine poter dire che in “occasione del Festival cinematografico più antico del mondo il set della Rai, situato in un punto strategico dove transitano gli attori e le celebrità che parteciperanno alla rassegna veneziana e che interverranno nelle trasmissioni proposte dalla televisione di stato, che trasmetterà in diretta l’evento dalla darsena dell’Hotel Excelsior, sarà personalizzato Trentodoc e all’interno del padiglione verrà allestito un desk dove le star e gli ospiti potranno degustare il prodotto”.
E così il Trento Doc “verrà servito, prima e dopo le interviste e gli incontri, ad attori, attrici, registi, produttori e giornalisti ospiti del set”.
Oltre alle bevute a sbafo garantite a questi signori, che non mi sembrano destinati a diventare grandi consumatori del metodo classico trentino, abituati come sono a bere, in queste e altre occasioni, gratis et amore deo, non vedo un grande vantaggio per questa promozione, che è anche partita con il piede sbagliato.
Perché per quanto uno si ostini a visitare attentamente, scrutando in ogni angolo, il sito Internet del Festival di Venezia o quello di “Mamma” Rai, di questa presenza del Trento Doc alla rassegna cinematografica veneziana e nel set della televisione di Stato nessuna traccia.
E come promozione, per non parlare della “visibilità” e degli sviluppi decantati da Mellarini (sviluppi che mi sa dovremo cercare con il lanternino…) non mi sembra proprio granché….

3 commenti

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3 commenti

  1. Alberto Serena

    settembre 3, 2012 alle 11:24 am

    Mah, nella rubrica serale da Venezia di Rai5 (tra l’altro nettamente il canale dai contenuti più interessanti di tutta la tv in chiaro) è molto evidente la pubblicità, quasi fastidiosa. Sarò stato fortunato oppure sarà perchè sono il solito amante dei prodotti di nicchia 🙂

  2. Zakk

    settembre 3, 2012 alle 1:49 pm

    ziliani, non ne abbia a male, ma la punta di diamante dell’enologia trentina non può che essere il San Leonardo, tutto il resto viene mooooolti dopo.
    Detto da uno che ama il trentodoc!

  3. Silvana Biasutti

    settembre 3, 2012 alle 6:40 pm

    Senza inacidire il tuo commento, mi viene da osservare che questi rapporti tra assessorati e prodotti alla ricerca di ‘visibilità'(in occasione di appuntamenti anche molto importanti, come la mostra del cinema di venezia), restano al palo quasi sempre e sempre per la solita ragione. Non basta fare un accordo e poi dichiararlo; bisogna ‘lavorarci su’ giorno dopo giorno, per fare sì che ne venga fuori qualcosa di interessante e utile per il prodotto (o il marchio). E questo lavoro ha un costo e richiede delle competenze precise, anche quando si tratta di cambio merci (io ti do il prodotto e tu mi dai visibilità).
    Sempre più spesso si intravedono sponsorizzazioni che restano … intraviste.
    Oltretutto i tempi sono duri e richiedono una maturità di approccio che si sta disperdendo, in un terziario (quello delle attività della comunicazione) sempre più destrutturato, con centinaia di giovani che vengono impiegati in stages gratuiti a fare lavori che un tempo erano affidati a “volpi sparate”.

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