Franciacorta Dosaggio Zero Claro 2005 Barboglio De Gaioncelli

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco

Giudizio:
8


Impegnati come siamo a segnalare (e scriverne) i più recenti arrivi nel variegato e animatissimo scenario produttivo della Franciacorta, arrivi che talvolta riguardano vere e proprie sorprese positive, ma in taluni casi anche personaggi e realtà che forse sarebbe meglio non fossero arrivati nel mondo del vino, e che non hanno capito di che tipo di mondo, e di quali problematiche e linguaggi si tratti, noi cronisti di cose vinicole, sempre alla ricerca di novità, tendiamo a dimenticarci un po’ troppo spesso una cosa importante.
Ovvero che se la zona vinicola bresciana ha potuto oggi diventare quell’animato work in progress è anche e soprattutto per merito di quelle aziende che alla “idea” e “utopia” franciacortina ebbero la forza di credere in anni lontani.
Pertanto, e lo dico innanzitutto a me stesso, da un punto di vista puramente storiografico sarebbe opportuno moderare il nostro entusiasmo per l’outsider e l’ultimo arrivato (che meritano le nostre attenzioni, ma con giudizio) e dedicare un occhio di riguardo, anche critico qualora necessario, perché avere una lunga storia non significa necessariamente fare al meglio le cose, ad aziende che vantano una certa tradizione ed un percorso maturato nel tempo. Un discorso che mi sento di fare, riferendomi ad un’azienda e ad una dinastia, i Barboglio de Gaioncelli di Borgognato di Cortefranca, che vantano origini antichissime, e la cui presenza in terra franciacortina risale ai primi anni del 1400, quando acquistarono immobili in Franciacorta a Timoline, Clusane ed Iseo e quando, esattamente il 6 dicembre 1434, furono nominati cittadini bresciani.
Una dinastia che opera da circa 200 anni nel settore vitivinicolo con una presenza in Franciacorta dal 1875 e che nell’ambito della ormai cinquantenaria storia di questa zona vinicola diventata sinonimo di metodo classico di qualità ha avuto un ruolo non marginale, essendo stata una delle prime ad imbottigliare in zona e ad aver prodotto un vino espressione di un singolo cru. Ho già ricordato recentemente in un articolo, dedicato al valido Rosé Donna Alberta, la centralità e l’importanza di questa azienda, una di quelle realtà che agiscono con stile antico e quasi con discrezione in un’epoca dove l’abilità nel comunicare (cosa non si sa bene) sembra prevalere sulla sostanza del fare. Torno volentieri ad occuparmi di questo casato che “vanta tra i suoi avi notai, mercanti di stoffe, dottori, avvocati, proprietari terrieri”, uomini d’armi e grandi appassionati di agricoltura e viticoltura, e di questa azienda che conta su 30 ettari vitati, 26 dei quali dedicati a Chardonnay e Pinot bianco, per segnalare il buon livello raggiunto, in un campione con sboccatura febbraio 2011 da me recentemente degustato, da un Franciacorta che anche se prodotto in quantitativi molto limitati e inferiori alle duemila bottiglie (l’azienda è una di quelle poche realtà dove la produzione di vini fermi, Curtefranca Doc bianco e rosso, prevale su quella dei Docg) ha un ruolo decisamente simbolico, visto che portando il nome Claro è chiaramente dedicato all’ultimo rappresentante della dinastia dei Barboglio de Gaioncelli, Carlo Claro Barboglio De Gaioncelli, in seguito alla cui scomparsa nel 1987, l’azienda passò al nipote acquisito Guido Costa, il cui testimone é stato raccolto dal figlio Andrea.
Un Dosaggio Zero millesimato, annata 2005, prodotto con uve Chardonnay e Pinot bianco provenienti dal vigneto Casella Alta, affinato esclusivamente in acciaio e con una permanenza sui lieviti che si è protratta per 60 mesi.
Un Dosaggio Zero che mi è piaciuto, a partire dal bellissimo colore paglierino oro squillante, per proseguire con il naso complesso e quasi carnoso, con note di agrumi canditi, frutta secca tostata, fiori secchi, accenni di frutta molto matura e spezie, sino ad arrivare al gusto ben secco e deciso, alla bocca dalla notevole ampiezza, salda e ben strutturata, al nerbo molto incisivo, nervoso e ricco di energia con persistenza lunga e verticale e finale scattante e fresco.
Un vino di cui mi piacerebbe conoscere quali abbinamenti consigli lo chef Lorenzo Tagliabue, nel Ristorante Barboglio inserito nel complesso aziendale che completa l’offerta di questa storica cantina.

Barboglio De Gaioncelli
frazione Colombara Borgognato di Cortefranca BS
tel. 030 9826831
e-mail info@barbogliodegaioncelli.it
sito Internet http://www.barbogliodegaioncelli.it/

3 commenti

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3 commenti

  1. Il Contestatore

    settembre 3, 2012 alle 11:07 pm

    Ma lei si rinde conto di quante cavolate ha scritto???

    • Franco Ziliani

      settembre 3, 2012 alle 11:10 pm

      sicuramente almeno due di meno di quelle che lei normalmente semina a piene mani in ogni suo intervento…

  2. ANDREA COSTA

    novembre 2, 2012 alle 12:49 pm

    Be penso che il parere su di un vino possa essere o non essere condiviso, ringrazio invece Franco Ziliani per l’ attenta analisi della storia della nostra azienda. C e’ chi è costretto ad inventare una storia che non ha… noi la preserviamo e la diffondiamo con piacere.
    buone bevute di Franciacorta a tutti
    Andrea

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