Provateli con un metodo classico! Invito a sperimentare le “bollicine” a tavola!

E’ evidente per chiunque non sia bloccato da inutili automatismi e da una schematica tendenza a ragionare per compartimenti stagni e secondo luoghi comuni che una vastissima gamma di piatti delle cucine estive (uso appositamente il plurale, perché le cucine sono molteplici e variano a seconda dei territori) non solo si adattano perfettamente, ma sono eccellenti in abbinamento non solo a vini bianchi tranquilli e vini rosati, ma ad una vasta serie di vini, soprattutto prodotti con la tecnica del metodo classico, con le “bollicine”.
Basta non essere pigri, basta provare, basta provare a spingersi una volta tanto, vincendo la pigrizia, oltre ai sentieri battuti, per verificare come su una serie di piatti che imperversano in questo periodo di caldo come ad esempio Insalata nizzarda (niçoise), Pasta fredda, Insalata di riso, Paella, Verdure grigliate, Peperoni, zucchine, melanzane ripieni, un buon Franciacorta Docg, un Trento Doc, un Oltrepò Pavese metodo classico, un Alta Langa, per citare solo le più importanti denominazioni d’origine, vanno benone.
Sono molte altre, però, quasi infinite, le possibilità di abbinamento di questi vini a ottimi piatti e questa evidenza mi è sorta in questi giorni riprendendo in mano e sfogliando, con la consueta ammirazione, due libri scritti qualche tempo fa, oltre venticinque anni, e pubblicati da Mondadori nel 1985 e 1986, da un personaggio di cui oggi non si parla molto, ma che ha fatto tantissimo per la comunicazione in campo enogastronomico.
Provetto sommelier, docente e formatore, raffinato gourmet, gastronomo originale, inventore di mille iniziative, Antonio Piccinardi ha pubblicato un sacco di libri che mantengono ancora oggi una loro indubbia validità e ha contribuito alla fondazione e all’organizzazione di un importante associazione di ristoranti come è stata (ed è) Le Soste.
Sfogliando Piatti di mare (1985) e Il gusto della pasta (1986), meditata raccolta di ricette, frutto di una ricerca personale e ben spiegate, e per ognuna delle quali veniva proposto l’abbinamento ad alcuni vini, mi sono imbattuto in una serie di piatti sui quali, a mio avviso, varrebbe la pena, provare, e sono sicuro del successo, ad abbinare dei metodo classico italiani.
Ecco lo stuzzicante elenco: provare per credere!

Tagliolini con piselli e prosciutto
Fazzoletti al basilico
Tagliolini con fiori di zucca
Garganelli con zucchine
Penne con peperoni e zucchine
Ravioli con funghi porcini
Spaghettini al pomodoro aglio e prezzemolo
Tortelli di zucca
Ravioli di melanzane
Spaghetti aglio olio e peperoncino
Spaghetti alle vongole
Spaghetti freddi al caviale
Spaghetti ai frutti di mare
Spaghetti allo zafferano
Spaghetti con aragosta
Spaghettini ai frutti di mare
Spaghettini con salmone
Stracci ai frutti di mare
Fettuccine al salmone
Tagliatelle con sogliole allo zafferano
Raviolo aperto alla Gualtiero Marchesi
Tagliolini con gamberi
Tagliolini alle capesante
Cocktail di gamberetti
Risotto di gamberetti
Fritto misto di mare
Filetti di sogliola con gamberetti e funghi
Aragosta alla catalana
Filetti di pesce persico fritti

7 commenti

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7 commenti

  1. Luca

    agosto 16, 2012 alle 11:46 am

    Confermo che gli abbinamenti con spaghetti alle vongole e (abbastanza sorprendentemente) tortelli di zucca sono perfetti. Anche con i vari piatti al salmone gli abbinamento funzionano. Suggerirei anche un abbinamento salame Bergamasco nostrano e Franciacorta, oppure fiori di zucca in pastella lievitata e Champagne. Alla vostra!

  2. Sebino

    agosto 16, 2012 alle 3:13 pm

    io oso di più… la pasta e fagioli riscaldata del giorno prima… ha una pastosita e cremosità che solo una bella bolla può contrastare ;D

  3. Nic Marsél

    agosto 17, 2012 alle 4:30 pm

    Ma perchè non si parla mai di vini frizzanti rifermentati in bottiglia?

  4. Zakk

    agosto 17, 2012 alle 5:47 pm

    no, no, molto meglio l’inviso “bollicine”. E poi così ci sta dentro pure lo charmat…. Mmmmh

    • Franco Ziliani

      agosto 17, 2012 alle 5:56 pm

      ho chiaramente parlato di vini “prodotti con la tecnica del metodo classico” quindi lo Charmat c’entra come i cavoli a merenda…

      • Nic Marsél

        agosto 18, 2012 alle 3:57 pm

        Quindi, come mai in questo blog non si parla mai di rifermentazioni in bottiglia che non siano metodo classico, se non in casi assolutamente sporadici (come per il prosecco colfondo)? Non è una tipologia che meriterebbe più considerazione?

  5. Mondelli Francesco

    agosto 27, 2012 alle 9:52 pm

    Provati e approvati quasi tutti in particolare con le fritture,l ma un consiglio su una succulenta frittata di cipolle novelle con pochissimo formaggio si può avere?m

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