Cava Brut Nature Gran Reserva III Lustros 2004 Gramona

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Xarel.lo, Macabeo

Giudizio:
8


Non so se l’abbiate provato anche voi questo sentimento, ma nei giorni più bui e drammatici della crisi economica (tutt’altro che superata) che ha visto l’Italia, ma soprattutto la Spagna (per tacere della Grecia) nell’occhio del ciclone, con il sistema bancario spagnolo in ginocchio costretto a chiedere maxi prestiti alla BCE, e la sovranità del grande Paese di Cervantes, Gaudì e Calderon de la Barca messa in forte dubbio, mi è venuta una gran voglia di bere spagnolo per solidarietà.
L’ho fatto stappando qualche bottiglia degli eccellenti vini bianchi che vengono dal nord della Spagna, dalla Galizia, quelli della denominazione Rias Baixas a base Albariño (oggetto di una vasta degustazione che compare sull’ultimo numero di Decanter) e soprattutto cercando di dare un mio contributo al consumo in Italia del Cava, che inspiegabilmente è calato da quasi un milione di bottiglie del 2007 alle 442 mila del 2009 e meno di 300 mila del 2011.
Per farlo non ho scelto nessun vino commercializzato dalle due grandi Bodegas, Codorniu e Freixenet, che rappresentano il grosso della produzione del metodo classico spagnolo e dell’export nel nostro Paese.
Volendomi trattare bene, ho puntato senza esitazioni, facilitato dal fatto che una parte dei vini di questa azienda sono importati in Italia, su una cuvée millesimata della mia tipologia prediletta, Brut Nature, di una bodega ben più piccola e prestigiosa la cui storia, come si può leggere sul sito Internet del loro importatore italiano, Quality wines, è significativa.
Gramona, questa l’azienda di cui sto parlando, nasce dall’unione di due dinastie familiari legate al mondo del vino: Batlle e Gramona. La prima era una famiglia di coltivatori e produttori di vino con sede a Sant Sadurní, mentre i Gramona, divenuti produttori di vino nel primo Novecento, hanno dato il loro nome all’azienda.
“Nel 1881, Pau Batlle, approfittando della crescente domanda dovuta alla fillossera in Francia, inizia la vinificazione in strutture costruite nel “Celler Batlle” nel retro della casa di famiglia a San Sadurní d’Anoia. Nel 1910 Bartomeu, figlio di Josep Gramona, partecipa al primo anno del corso sperimentale di Viticoltura ed Enologia a Vilafranca.
Il 1921 è l’anno in cui Bartomeu Gramona e Pilar, unica figlia della famiglia Batlle, sposata nel 1913, iniziano la commercializzazione delle prime bottiglie di vino, denominato “champagne”, preparato e stagionato nelle vecchie cantine di Sant Sadurní d’Anoia”. Negli anni ’40 i primi spumanti “Victoria”, “Gramon” Clos du Marquis” e “Ninon de Lenclos “ escono per la prima volta con il marchio Gramona, mentre al 1971 risale la creazione del “III Lustros”, uno dei primi Cava ”Brut Nature“.
La gamma dei Cava prodotti da Gramona, come si può vedere qui, è piuttosto ampia, e comprende vini prodotti sia esclusivamente con le classiche uve catalane, sia con il contributo di Chardonnay e Pinot nero.

Il Cava che ho però scelto è autoctono e catalano al 100% visto che è prodotto con le due varietà di uve (locali) più diffuse nell’area di produzione del Cava, Xarel.lo, che qui figura al 70%, e Macabeo, 30%, la prima varietà utilizzata per il suo contributo in fase aromatica, il “Macabeo” scelto poiché la sua maturazione tardiva offre una buona assicurazione contro le gelate primaverili che colpiscono i vigneti relativamente freschi del Penedès e perché conferisce buona struttura ai vini.
Il Cava che ho scelto e gustato, abbinato ad un risotto con frutti di mare, è il Cava Brut Nature Gran Reserva III Lustros annata 2004, affinato per ben 60 mesi sui lieviti. Un Cava decisamente secco, come piace a me, con soli tre grammi di zucchero per litro, uno di quei Cava che testimoniano come sia insensato parlare del metodo classico spagnolo (almeno dei migliori) in termini di “Prosecco spagnolo” o peggio ancora alternativa a basso prezzo dello Champagne.
Qui ci troviamo invece di fronte ad un vino di sicura personalità, di grande carattere, da gustare, portato a tavola, su una ricca paella de marisco, su una vasta gamma di preparazioni a base di pesce.
Splendido il colore, un paglierino oro intenso, squillante, pieno di luce e di riflessi dorati, finissimo il perlage e continuo, di forte impatto, incisivo, ricco e composto, molto secco e deciso, quasi maschio, il naso, caratterizzato da note molto intense di frutta secca ben tostata, cioccolato bianco, agrumi, fiori secchi e fieno, frutta esotica matura, crosta di pane, biscotto e accenni speziati. Il tutto a costituire un insieme ricco, ben caratterizzato, pieno, ma ricco di sale e incisivo, con una venatura minerale che richiama la pietra focaia.
L’attacco in bocca è altrettanto perentorio, secco, deciso, di grande energia, e si allarga progressivamente sul palato con vinosità ben calibrata, una bolla croccante e viva, una persistenza lunga e ricca di sale, con acidità ben calibrata che spinge e dà spinta e rende profondo, verticale, pieno di sapore, il gusto. Un Cava che si fare bene decisamente molto bene, con piena soddisfazione.

1 commento

Condividi

Un commento

  1. matteo

    agosto 16, 2012 alle 8:35 am

    vorrei essere aggiornato si vini spagnoli e sopratutti il cava

Lascia un commento

Connect with Facebook