Franciacorta Extra Brut A Liqué Bredasole

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
8


Incredibile ma vero, gran parte delle discussioni tra appassionati sui metodo classico italiano non vertono tanto sulle peculiarità tecniche dei vini, sul carattere distintivo dei loro terroir, sull’immagine delle varie zone e denominazioni, ma riguardano il loro prezzo.
Quanto deve costare un metodo classico italiano, che si tratti di Franciacorta, di Trento, Alta Langa o Oltrepò Pavese, per essere appealing per il consumatore, per vincere la concorrenza formidabile, in larga parte dovuta ad un prezzo più basso e ad un gusto più semplice e accettabile soprattutto per i meno esperti, del Prosecco?
Qual’è il livello di prezzo che rende la scelta di un metodo classico (e non di uno Charmat o di uno “spumantino” generico più facile e meno ardua da prendere, soprattutto in questi periodi di “vacche magre” e di scarsa propensione alla spesa?
Riflessioni come queste, soprattutto avendo in mente alcune cuvée che vengono proposte al consumatore a 30 euro e più, che poi diventano il doppio sullo scaffale dell’enoteca e nella carta dei vini al ristorante, prezzi che rendono più difficile la loro scelta, mi sono venute in mente a metà luglio facendo visita ad una piccola azienda franciacortina di lunga storia, fondata nel 1978, trent’anni fa la produzione delle prime “bollicine”, che quanto a prezzi credo rappresenti uno dei migliori approdi possibili per l’appassionato che tiene costantemente d’occhio il portafoglio quando si tratta di optare per una bottiglia prodotta con la tecnica secolare della rifermentazione in bottiglia.
Nel punto vendita e degustazione dell’azienda agricola Bredasole di Paratico, creata da Giacomo Ferrari, reduce dall’esperienza di conduzione della Trattoria del Sole di Clusane, e oggi condotta dai figli Luigi, agronomo, Michelangelo e Manuel, ho difatti visto proporre i Franciacorta, il Brut, il Satèn, il Rosé, il Demi Sec e l’Extra Brut ad un prezzo variante da 9 euro e mezzo e 12 euro e 50.
Prezzi non certo di “svendita”, legati alla particolare congiuntura economica, ma espressione di una coerente e prudente politica commerciale che ha portato questa piccola azienda posta in questo particolare angolo di Franciacorta al confine con la provincia di Bergamo e affacciato sul lago di Iseo a lavorare senza clamori, con piccoli passi, e a crearsi una propria affezionata clientela.
Questo lavorando in vigna, dieci ettari posti a Paratico e Clusane, in larga parte terrazzati, riducendo i trattamenti e lavorando quasi in regime di viticoltura biologica e con pari attenzioni anche nella piccola e ben attrezzata cantina. Il risultato è una linea di Franciacorta (l’azienda produce anche Curtefranca bianco e rosso e alcuni altri vini, tra cui lo Spigolato, da uve poste leggermente in appassimento stile Sforzato o Amarone) non solo molto affidabili nel prezzo, ma di bella freschezza e nerbo, sapidità e naturale equilibrio. Doti che li rendono naturalmente facili da approcciare anche da parte di un consumatore non particolarmente esperto.
Buono il Brut da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, molto pulito, rotondo, con profumi fragranti di fiori bianchi e mela, e una buona vena minerale, cremoso e consistente il Satèn, che vede una parte del mosto (30%) affinare in legno piccolo.
Piacevole, per gli amanti del genere, cosa che io non sono, il Demi Sec, con 33 grammi di zucchero litro, e una bella sorpresa, per finezza, fragranza aromatica, un bel mix tra piccoli frutti rossi, agrumi, accenni floreali e di rosmarino, il Rosé, giudiziosamente ottenuto da solo Pinot nero, dal colore tra il rosa scarico, la cipria e la buccia di cipolla, rotondo e succoso al gusto, e una giusta pienezza, non stucchevole né statica, che rende il vino ben strutturato, ma fresco.
Il vino che mi ha però maggiormente colpito, ottenuto in prevalenza da Chardonnay (70%) unito a Pinot bianco (10%) e nero (20%), provenienti da un’unica vendemmia (il vino non viene però proposto come millesimato), è il Franciacorta che sino allo scorso anno veniva proposto come Brut Nature e che ora, a seguito di un preciso ragionamento di ordine tecnico, viene presentato come Extra Brut.
Corredato da un nome di fantasia, A Liqué, che vuole sottolineare la sua essenzialità, la precisa volontà di dare voce, senza alcun tipo di “disturbo” a vigna e terroir, essendo privo (ecco il ricorso all’a privativo) di liqueur. Un vino che per le sue caratteristiche si avvicina al Non Dosato, Pas Dosé o Dosaggio zero, come si preferisca chiamarlo, con zuccheri naturali inferiori ai tre grammi litro.
Il risultato, pur pagando il pegno di un assaggio con sboccatura recentissima (aprile 2012), è più che soddisfacente, con un colore paglierino brillante di bellissima vivacità e luminosità, perlage sottile e continuo, naso ricco e complesso, multiforme, con note di agrumi canditi, fiori bianchi, spezie, cioccolato bianco frutta gialla, frutta secca, a comporre un insieme fresco e piacevole.
Bene anche la bocca, viva, salata, nervosa, di grande energia e dinamismo, ottimo equilibrio tra acidità viva e scattante e componente fruttata, buona continuità, dinamismo, andamento verticale e persistenza lunga e salata e chiusura, ben secca, senza mai essere aggressiva, su una nitida nota di mandorla.
Caratteristiche, queste, che rendono l’Extra Brut A Liqué, un valido Franciacorta da aperitivo o da proporre su antipasti freddi e preparazioni, anche crostacei, a base di pesce.

Bredasole
via S. Pietro 44
Paratico BS
tel. 035 910407
e-mail: ferrari@bredasole.it
sito Internet www.bredasole.it

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