Franciacorta Dosaggio Zero Dom e Extra Brut Blanc de Blanc Mirabella

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
8

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco

Giudizio:
8


Devo fare pubblicamente ammenda. Se in un’ampia degustazione coperta, effettuata rigorosamente alla cieca, due diversi vini di un’azienda di cui non ho mai scritto, quantomeno su questo blog, sono andati particolarmente bene e mi sono piaciuti senza se e senza ma, è il caso di prenderne rapidamente atto e correre ai ripari dando a Cesare quel che è di Cesare.
“Riparazione” ancora più doverosa se si considera che l’azienda in oggetto non è un’aziendina nata ieri, ma vanta oltre trent’anni di storia, essendo nata nel lontano 1979, per iniziativa di “un gruppo di imprenditori e di professionisti bresciani che, appassionati di viticoltura e di enologia oltre che proprietari di terreni ubicati nella parte centro orientale della Franciacorta, decidono di mettere in comune le rispettive proprietà  per meglio sfruttare le potenzialità  di produzione e commercializzazione dei vini da esse ottenuti”.
L’azienda di cui sto parlando e che mi ha pienamente convinto e sorpreso con il suo Dosaggio Zero Dom e l’Extra Brut Blanc de Blanc Iwine 81, entrambi non millesimati, è un’azienda dai numeri importanti, visto che conta su 50 ettari e su una produzione di complessiva di 450 mila bottiglie (350 mila delle quali appannaggio di vari Franciacorta Docg), la Mirabella di Rodengo Saiano.
Dove una volta usciti di scena alcuni soci presenti all’atto della fondazione (parlo della regista Lina Wertmuller e del marito e noto scenografo e costumista Enrico Job nonché di Giacomo Cavalli) sono più che mai attivi larga parte degli artefici dell’idea di questa azienda, inizialmente pensata come una sora di “minicooperativa” di titolari di vigneti.
Sto parlando innanzitutto di Teresio Schiavi, enologo, ora affiancato dai figli Alessandro e Alberto, e poi di Francesco Bracchi, Angelo del Bono, Enzo Comai e Giuseppe Chitarra, che si occupano di tutte le fasi, dalla produzione alla commercializzazione, alla gestione amministrativa di questa cantina. Che dopo aver visto la luce a Paderno Franciacorta, in fasi successive, dallo spostamento nel 1985, ha visto ampliarsi e diventare via via più funzionale la sede di Rodengo Saiano, che oggi ha raggiunto la considerevole superficie di 2200 metri coperti.
I cinquanta ettari di vigneto, 40 dei quali iscritti all’Albo del Franciacorta, sono dislocati, come si può vedere dal sito Internet aziendale, in comuni diversi, Paderno Franciacorta, Passirano, Rodengo Saiano, Camignone, e hanno visto nel 2004 aggiungersi un’altra quindicina di ettari destinati a Franciacorta.
Il risultato sono Franciacorta che anche senza godere di particolari clamori mediatici e viaggiando quasi “a fari spenti”, ma viaggiando, perché vendere oltre trecentomila bottiglie non è certo uno scherzo, hanno incontrato, particolarmente Brut e Satèn prodotti rispettivamente in 150 mila e 100 mila esemplari, 80 mila per il Rosé Brut e poche migliaia per le Cuvée millesimate Demetra, il favore di affezionati consumatori, che ne apprezzano la solida impostazione tecnica, la piacevolezza senza fronzoli, l’affidabilità ed il prezzo contenuto.
Inizio dal Dosaggio zero Dom, circa diecimila bottiglie mediamente prodotte, con una formula che prevede una cuvée composta da vini base, Chardonnay 60%, Pinot bianco e Pinot nero 20%, di tre annate diverse, con lavorazione separata delle uve, maturazione per il settanta per cento in acciaio e per il 30% in legno, tiraggio nel mese di maggio e lungo affinamento sui lieviti, di almeno 60 mesi, il mio resoconto, riferito all’assaggio di una bottiglia con sboccatura effettuata nel febbraio 2011.
Bella intensità di colore paglierino oro brillante molto luminoso e splendente, perlage sottile e vivo, naso con componente agrumata evidente, con bella freschezza e accenni minerali, di miele e fiori bianchi.
Bocca fresca, viva, nervosa, scattante, con bella continuità dinamismo e nerbo, gusto moderatamente secco con una vena salata precisa, persistenza lunga e verticale ottimo equilibrio e piacevolezza e finale su nota mandorla.
Un Dosaggio Zero da portare a tavola e servire a tutto pasto, con molluschi e crostacei, preparazioni a base di pesce (anche pesce spada affumicato e trota salmonata), paté di fegato.
Completamente a base di uve bianche, 60% Chardonnay e 40% Pinot bianco, provenienti dallo storico vigneto Mirabella, due ettari e mezzo piantati nel 1981 a Paderno, il Franciacorta Extra Brut I wine 81 Blanc de Blanc, (nel 2001 è stato piantato un nuovo vigneto Mirabella di 4,5 ettari, interamente a Chardonnay e Pinot bianco). Il sistema di allevamento è addirittura quello, ormai desueto, del Sylvoz.
La Cuvée, ottenuta con uve di due annate, il 90% del 2007 e un dieci per cento del 2006, prevede lavorazione separata dei vitigni, scelta manuale dei grappoli migliori in fase di riempimento presse, resa pressatura 50% e fermentazione in barrique del 40% della massa, tiraggio nel mese di marzo successivo alla vendemmia e affinamento sui lieviti per almeno 36 mesi, con un basso dosaggio degli zuccheri, contenuto in quattro grammi litro. Undicimila scarse le bottiglie prodotte.
Con sboccatura dichiarata del gennaio 2011 questo Blanc de Blanc Extra Brut mi è parso color paglierino oro di bella intensità e brillantezza, perlage fine e abbastanza continuo, naso decisamente maturo con note di frutta esotica, agrumi, cioccolato bianco, alloro e leggera speziatura in evidenza e una bella vena minerale precisa.
Bocca, ricca, piena, cremosa, viva e croccante, con gusto equilibrato, buon dinamismo e continuità e indubbia piacevolezza. Ottimo come aperitivo, un Franciacorta da abbinare ad una vasta gamma di piatti a base di verdure e pesce e di carni bianche.

Mirabella
Via Cantarane, 2
25050 Rodengo Saiano (BS)
Tel +39 030 611197 -Fax +39 030 611388
E-mail info@mirabellavini.it
sito Internet www.mirabellavini.it

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