Franciacorta Pas Dosé 2007 Tenuta Monte Delma

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio:

Giudizio:
8


E’ stato faticoso, tutt’altro che una passeggiata, anche se si è trattata sempre di un’esperienza molto piacevole, essermi “sottoposto” (mia sponte) martedì scorso al tour de force di una maxi degustazione, qualcosa come 75 campioni, di Franciacorta Docg, presso la sede dell’efficiente Consorzio che tanto cortesemente me l’aveva organizzata.
Reputo queste verifiche periodiche piuttosto impegnative molto interessanti, perché consentono, a me che “guidaiolo” non sono e per mia fortuna non mi trovo costretto a dover assegnare punteggi, di farmi un’idea del livello generale di questa o quella denominazione ed in particolare delle diverse tipologie di vini che di volta in volta scelgo di prendere in considerazione.
In attesa di poter presto degustare una serie di Oltrepò Pavese metodo classico, Cruasé e non, e di tornare ad assaggiare, come già fatto nel maggio 2011, i Trento Doc, ho concentrato l’attenzione sulla zona vinicola italiana che attualmente conta, numericamente parlando, sul maggiore numero di operatori, di aziende che accettano la sfida del mercato con i loro Docg.
E così, dopo l’esame dei Rosé, fatto nel luglio 2011, ho deciso di fare un mio personale “check up” ai Franciacorta delle tipologie che insieme al Rosé maggiormente appagano il mio personale gusto (molto più del Satèn…), ovvero Dosaggio Zero (Pas Dosé) ed Extra Brut.
Il risultato è stato soddisfacente in termini statistici, con solo una decina di campioni su 75 che ho trovato ben poco convincenti o mediocri, o scarsamente piacevoli.
Certo, da qui a dire che tutti i vini fossero eccellenti o che invogliassero strepitosamente alla beva ce ne corre, data la presenza di molti vini che onestamente dovrei definire tecnicamente ineccepibili, ma un po’ carenti di personalità e di sprint. Però mi chiedo in quale altra denominazione italiana del metodo classico avrei potuto, assaggiando un numero di vini così ingente, trovare una percentuale di vini indubbiamente validi superiore a quella trovata nei Franciacorta da me degustati.
Fatta questa doverosa premessa devo sottolineare che uno degli aspetti più interessanti e positivi di questa degustazione, che ho fatto rigorosamente alla cieca, senza conoscere il nome dei vini e delle aziende di volta in volta assaggiati, è consistito nella possibilità di trovarmi di fronte, accanto a qualche delusione e ad alcune conferme ad alto livello (cito su tutti i casi di aziende come Il Mosnel, Fratelli Berlucchi, Cà del Bosco, Faccoli, Gatti Enrico, San Cristoforo, Camossi, Majolini, Le Marchesine, Barone Pizzini, Ferghettina, Derbusco Cives, Vezzoli Giuseppe, per citarne solo alcuni), ad autentiche sorprese.
A vini e ad aziende, che mi hanno colpito per la personalità e la piacevolezza dei loro vini. Voglio citare (e prevedo di parlare di molti di loro riferendomi ad ognuno dei loro vini) aziende come Mirabella con il suo Dosaggio Zero Dom ed il Blanc de Blanc, Pian del Maggio con il Dosaggio Zero Furente, Gatta ed il suo Dosaggio Zero, La Montina con il suo Extra Brut, Bredasole con il suo Extra Brut, Monzio Compagnoni ed il suo Extra Brut, Bosio con il Boschedor Extra Brut, Al Rocol con l’Extra Brut Castellini.
Uno dei Franciacorta che in assoluto più mi ha colpito viene da un’azienda di lunga storia che franciacortina è da poco, visto che è proprietaria di un’azienda di venti ettari fondata solo nel 2000, anche se l’azienda che vanta una lunga tradizione nel campo della produzione di vini bresciani produce Franciacorta sin dai primi anni Ottanta.
Per la precisione sto parlando del Franciacorta Pas Dosé 2007 dell’azienda Monte Delma della frazione Valenzano di Passirano, 20 ettari vitati e 120 mila bottiglie prodotte (con la consulenza di un decano come Cesare Ferrari), proprietà dei fratelli Berardi, noti per la loro attività di imbottigliatori in quel di Molinetto di Mazzano, alle porte di Brescia.
Come scritto sul sito Internet aziendale, dove purtroppo si legge anche “produzione e vendita vini spumanti della Franciacorta”, utilizzando un termine incongruo che non dovrebbe mai comparire nei testi di un produttore franciacortino, “l’azienda prende il nome dal Monte Delma, un piccolo rilievo isolato – è il primo che si incontra risalendo la pianura Padana – che separa Passirano da Monticelli Brusati.
Alle pendici del monte vi è l’abitato di Valenzano, una delle località storiche della Franciacorta: si tratta di un borgo medioevale risalente all’anno Mille situato sulla strada per Brescia (dove è stato rinvenuto il cippo che indicava la distanza di 12 miglia dal capoluogo)”. In questo luogo i Berardi hanno voluto collocare la propria impresa in Franciacorta, con vigneti curati con il ricorso alla lotta integrata e ampia cantina interrata.
Da vigneti posti in Valenzano di Passirano e Provezze di Provaglio, una cuvée composta per l’80% da Chardonnay, 15% Pinot bianco e una piccola quota, cinque per cento, di Pinot nero, da vigneti allevati a Guyot con densità di 5000 ceppi ettaro nasce il Pas Dosé millesimato 2007, affiato per 36 mesi sui lieviti, di cui ho assaggiato un campione dei circa 6000 prodotti con sboccatura luglio 2011.
Un Franciacorta, colore paglierino scarico brillante, perlage sottile e continuo, che mi ha convinto per l’incisività ed il nerbo che lo caratterizzano, il carattere ben secco, per un’interpretazione davvero convincente della tipologia Pas Dosé.
Naso decisamente sapido incisivo tagliente con mineralità spiccata, note di frutta secca non tostata dominanti e agrumi in sviluppo di buona complessità e pulizia, bocca affilata, essenziale, nervosa con acidità ben bilanciata che spinge ed una componente minerale sapida molto intensa, con persistenza lunga e precisa verticale di gran nerbo, e gusto ben secco, che facilita la beva e consiglia la proposta del vino non solo come valido aperitivo, ma in accompagnamento a crostacei e molluschi, a preparazioni a base di pesce.

Tenuta Monte Delma
Via Valenzano 23
25050 Passirano BS
sito Internet www.montedelma.it
e-mail info@montedelma.it

1 commento

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Un commento

  1. Gianpietro

    luglio 3, 2012 alle 11:45 am

    Per il mio gusto è “strano” che Mirabella sia una sorpresa nelle degustazioni.

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