C’è anche la Docg Asolo nella mappa dei Prosecco Superiore Docg: non dimentichiamolo!

Accolgo molto volentieri il cordiale invito di Armando Serena, appassionato Presidente del Consorzio Tutela Vini Montello Colli Asolani a pubblicare una versione più dettagliata e fedele dei territori del Prosecco Docg e Doc, di quella che avevo trovato qui on line e pubblicato a corredo del post di qualche mese fa dove mi interrogavo sulla necessità di dare vita a due distinte Docg e non ad una sola per il Prosecco Superiore.
Lo so benissimo che accanto alla più nota e ben più grande Docg Conegliano Valdobbiadene c’è anche la meno conosciuta Docg Asolo Prosecco Superiore, emanazione della DOC storica del Prosecco del Montello e Colli Asolani. Riferita ad una zona, sempre in provincia di Treviso, che comprende l’intero territorio dei comuni di Castellucco, Cornuda, Monfumo e parte del territorio dei comuni di: Asolo, Caerano, San Marco, Cavaso del Tomba, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno del Grappa, San Zenone degli Ezzelini, Volpago del Montello.
Sono a conoscenza della esistenza e della specificità di questa piccola zona collinare racchiusa tra il monte Grappa e il Piave, dotata di una bellissima Strada dei vini che si snoda tra Nervesa, sulle sponde del Piave, sino alla rocca di Asolo.
Una zona vocata per la viticoltura che oltre alla produzione di Prosecco Superiore, vanta la produzione di vini bianchi (prevalentemente da uve Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco) e vini rossi (prevalentemente da uve bordolesi).

E so benissimo, come è emerso da alcuni orgogliosi commenti al mio post sulle due Docg dello scorso febbraio, che nonostante l’assoluta vicinanza e contiguità dei comuni compresi nelle due diverse denominazioni, ed il fatto che Asolo disti solo 25 chilometri da Valdobbiadene, 45 da Conegliano 12 da Montebelluna, 30 da Nervesa della Battaglia, e che Crocetta del Montello (località facente parte della Docg del Superiore) disti solo 10 chilometri da Valdobbiadene, i produttori della Docg Asolo difendano la specificità della loro denominazione.
Perché, dicono, “é vero che Asolo e Valdobbiadene quasi si guardano, ma in mezzo c’è un grande divisore: il fiume Piave che amplifica a dismisura le differenze tra i territori di Asolo ed il Montello, a destra, e quello di Valdobbiadene, a sinistra”. E quindi i Prosecco Superiore che ne risultano sono tra loro sensibilmente diversi.
Ecco perché pubblico con piacere le due cartine delle zone di produzione del Prosecco Docg che i produttori dell’Asolo Docg mi hanno cortesemente inviato, dando ad Asolo quel che é di Asolo…

6 commenti

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6 commenti

  1. Luca Ferraro

    giugno 27, 2012 alle 3:25 pm

    Grazie Franco
    un grazie da tutti noi produttori dell’Asolo docg Superiore
    Luca

  2. francesco

    giugno 27, 2012 alle 4:26 pm

    Non resta che invitare il sig. Ziliani tra le nostre splendide colline per fare una bella degustazione con tutti i produttori di ASOLO DOCG SUPERIORE.

  3. Armando Serena

    luglio 4, 2012 alle 11:09 am

    ringrazio molto Franco Ziliani per la sua sollecitudine e cortesia. Mi unisco agli inviti di Francesco

  4. bruno mazzoni

    ottobre 2, 2012 alle 3:51 pm

    Egregio Dottor Franco Ziliani,

    Leggo, con piacere, che i vari produttori territoriali del prosecco tentano di darsi elementi di specificità con connotazioni localistiche , quasi sempre motivate dalla costante ricerca di nuove nicchie di mercato.

    Tentativo encomiabile se lo si rapporta alla ormai maniacale ricerca delle produzioni di nicchia , ma che rischia di far perdere di vista – per ogni singolo produttore – quelli che sono i tratti fondamentali di chi opera nel campo agro-alimentare e cioè la qualità ed il costante e continuativo rapporto di fiducia verso i consumatori o, per meglio dire, i clienti.

    E lo dico con cognizione di causa. Sono un appassionato di prosecco e da tre anni regolarmente frequento la zona di Valdobbiadene e Vidor per fare le solite provviste annuali.

    Quest’anno, come in passato, ho acquistato dalla ditta XY sia Prosecco imbottigliato che sfuso con un risultato veramente deludente per la scadente qualità del prodotto, privo di qualsiasi effervescenza, profumo, del tutto depotenziato delle sue caratteristiche vitali e talora persino poco gradevole al gusto.

    Delusione grossissima non solo per la solenne ed inaspettata fregatura che ha fatto seguito a due fortunatissime esperienze precedenti, ma anche per avere riempito la mia cantinetta con quasi 100 bottiglie di roba davvero poco appetibile.

    Non ne valeva la pena davvero andare da XY per comperare roba riscontrabile in qualsiasi discount del Bel Paese.

    Evidentemente non ripeterò più questa esperienza, deludente anche per il mancato rispetto di quel rapporto fiduciario che deve “legare” il cliente con il produttore.

    Alle mie garbate rimostranze formulate alla ditta – per iscritto – non è stata data nessuna risposta.

    Rimostranze con le quali denotavo tutti gli elementi sostanziali che caratterizzavano l’infima qualità della fornitura.

    Dopo quasi TRE MESI il titolare dell’azienda produttrice nuovamente sollecitato dal sottoscritto per iscritto – mi ha inviato una mail dove, sostanzialmente, mi fa capire che l’annata 2011 è stata eccezionale per il prosecco e che, di conseguenza, non avendo cambiato metodologia di produzione, la qualità non può che essere ottima.

    Questa è la sintesi.

    Ma qual’è la morale ?

    La morale – mi perdoni Dr Ziliani la presunzione – è che l’inaffidabilità di taluni “imprenditori” è ben presente ancora tra produttori che dovrebbero essere di riferimento per il mercato, e quindi anche tra coloro che hanno guadagnato livelli di conoscenza e notorietà che molti, ingenuamente, considerano inossidabili ed infrangibili.

    Nel mio caso specifico avrei gradito dalla ditta XY una sola semplice richiesta e cioè :”mi mandi una bottiglia del prosecco che le ho venduto per fare eventuali verifiche”.

    Un semplice gesto di serietà e di onestà senza alcuna pretesa materiale. Semplicissimo.

    Chi ha invece la coda di paglia preferisce scorciatoie e generiche difese fondate sul “tutto va bene e meglio di così non esiste nulla”.

    Vorrei concludere con una riflessione.

    A Parma c’è la più grande industria pastaria del mondo e che si vanta di produrre e vendere per i consumatori le stesse cose che darebbe e che dà da mangiare ai propri figli.

    Non so se quel produttore fa bere il suo Prosecco anche ai suoi figli ! Ma spero di no.

    Con tante cordialità.
    Bruno Mazzoni

    • francesco siben

      novembre 12, 2012 alle 2:56 pm

      Gentile sig. Mazzoni,
      la Sua esperienza mi rattrista, ma visto quanto, prendo l’occasione al volo per consigliare l’Asolo Docg Prosecco Superiore. Così facendo avrà modo di confrontare le 2 Docg con le rispettive caratteristiche e trarre le Sue personali conclusioni.

  5. simone

    maggio 15, 2015 alle 10:54 pm

    Ma la docg comprende anche Montebelluna?se si;un terreno agricolo quanto vale?grazie se qualcuno mi risp

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