Champagne Brut 2002 Assemblage Bruno Paillard

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir, Pinot Meunier

Giudizio:
10


Lo confesso, ho un assoluto debole per gli Champagne di questa Maison creata nel 1981 da Bruno Paillard, classe 1953 e una lunga esperienza in materia di vigne e terroir champenoise, maturata in una famiglia di courtier.
Una Maison la cui produzione é contenuta in sole 500.000 bottiglie, 75% delle quali esportate in 30 Paesi, ma bottiglie (importate e distribuite in Italia da Cuzziol) tutte di assoluta qualità, curate in ogni dettaglio, in grado di regalare autentiche emozioni a tutti gli appassionati dei vini della storica zona francese. Ho già scritto diverse volte, come potete facilmente verificare qui, degli Champagne di questa azienda di Reims che dispone di 30 ettari di proprietà e acquista uve da circa altri 60 e torno oggi a farlo in occasione dell’uscita, recentissima (tanto che la scheda tecnica del vino non compare ancora sul sito Internet aziendale né sulla pagina dell’importatore italiano) del Brut millesimato 2002 Assemblage.
Da Paillard i millesimati vengono proposti solo nelle annate completamente riuscite (dopo il 1999 non ci sono state le annate 2000 e 2001) e con una cuvée di uve che cambia anno dopo anno. A caratterizzare poi il vino l’etichetta, sempre elegante e raffinatissima, affidata ogni volta ad un nuovo artista.
Per il 2002 la scelta è caduta sull’artista francese Louis Cane, che ispirandosi a Claude Monet e alle sue celeberrime Ninfee ha dato vita ad un’etichetta di grande effetto e leggerezza, con delicate macchie di colore che evocano la finezza, lo charme di questo Champagne ed il suo calibrato assemblage con prima pigiatura di uve provenienti da otto grands crus e premiers crus della Marne.
Un millesimato composto da un 42% di Chardonnay, un 47% di Pinot Nero e un 11% di Pinot Meunier, che ha riposato ben nove anni sui lieviti nelle cantine per raggiungere “un equilibrio giusto e gourmand  tra aromi di mandorla, frutta fresca e note speziate”.
La scheda tecnica relativa al millesimo, parla di un 2002 “anno relativamente asciutto con un 15% di pioggia in meno rispetto alla media. Inoltre è stato un anno caldo con, paradossalmente, un’estate temperata dal calore costante che ha permesso all’uva di maturare senza scatti.
Il settembre 2002 è stato un mese caldo durante la giornata e freddo la notte. Questa escursione termica aiuta la maturità e la buona salute dei grappoli. La vendemmia è inizia a Oger l’11 settembre ed è finita a Mailly il 22. Il raccolto non è stato abbondante ma ha offerto delle uve concentrate e aromatiche. La debole acidità malica regala molta freschezza anche dopo la malolattica. Freschezza e maturità permettevano già di intravvedere una grande annata”. Come tutti gli Champagne Bruno Paillard anche questo 2002 Assemblage, di cui ho degustato un esemplare con dégorgement del luglio 2011, presenta un basso dosaggio di zuccheri (5 grammi per litro) come è giusto che sia per un vino indicato non solo come aperitivo, ma anche da tutto pasto, in abbinamento ad una vasta gamma di piatti a base di pesce e di verdure, ma anche a preparazioni più speziate e saporite.
Ecco le mie note di degustazione: giallo paglierino piuttosto luminoso con leggeri riflessi dorati, perlage fine e continuo, grande brillantezza nel bicchiere. Bouquet molto fresco, fragrante, aperto, di bella espressività e pulizia, con frutta bianca in evidenza, fiori bianchi, accenni di agrumi, che poi aprono progressivamente a note di frutta secca non tostata (mandorla e nocciola), ricordi di frutta tropicale, miele d’acacia, sfumature di cioccolato bianco, fichi secchi, a costituire un insieme vivo e di notevole ampiezza.
L’attacco in bocca è ben secco ma senza eccessi, fresco, scattante, ben croccante, acidità perfettamente calibrata, grande energia e dinamismo, bella continuità, una sensazione di grande giovinezza del vino, con sapidità affilata senza essere mai aggressiva, notevole mineralità, una piacevolissima vena agrumata.
Una piacevolezza assoluta, una delicatezza, uno charme, con bollicine che accarezzano letteralmente il palato e lo stuzzicano delicatamente, e una persistenza molto lunga e ben tesa, che rende vibrante ogni sorso. Uno Champagne già straordinario ora, con ulteriore possibilità di evoluzione, come accade sempre con tutti le creazioni di Bruno Paillard, in bottiglia.
Una bottiglia perfetta per ogni occasione speciale e per regalarsi l’emozione di un capolavoro.

3 commenti

Condividi

3 commenti

  1. Silvana Biasutti

    giugno 26, 2012 alle 11:22 am

    Paillard: proprio quel che ci vorrebbe oggi, per stare “su” in questa canicola. Mica ne hai una bottiglia in fresco?!

  2. paolotorchio

    giugno 26, 2012 alle 7:39 pm

    le note speziate e mielose che caratterizzano i Paillard millesimati o no sono ciò che me li fa scegliere quando c’è davvero qualcosa da festeggiare, siano essi millesimati o no.
    Il 1996 mi ha fatto commuovere, da domani la ricerca del 2002 sarà una priorità!
    A la santè!!

  3. paolotorchio

    luglio 14, 2012 alle 1:41 pm

    Gentile Ziliani,
    si sa qualcosa di più preciso sulla data di commercializzazione?
    In giro ( parlo di Internet) non se ne vede ancora traccia.
    Grazie.

Lascia un commento

Connect with Facebook