Franciacorta Extra Brut Sullali

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


Idee giovani, per anagrafe e per freschezza, si muovono in Franciacorta. Idee che vedono protagonisti figli d’arte di produttori franciacortini e che testimoniano l’emergere di una nuova generazione che cerca un proprio spazio nel campo del vino e lo fa con linguaggi, iniziative, mezzi decisamente diversi da quelli usati da genitori e nonni.
E’ notizia di qualche mese fa la nascita dell’Associazione FAN Franciacortappassionati, formata da una cinquantina di giovani franciacortini uniti dalla comune passione per la propria terra e ovviamente per il Franciacorta.
Un’associazione, come efficacemente è stato scritto, composta da “un manipolo di ragazzi che il Franciacorta lo producono (in famiglia, ma anche in proprio) e vogliono raccontarlo in un’altra maniera. Vogliono raccontare il Franciacorta in jeans (però di marca). Il linguaggio dei bar della movida serale, quello dei social network e quello dei blog”.
Giovani che vogliono entrare e dire la loro scompaginando alcune certezze acquisite, tipo quella che il Franciacorta è buono, ma è caro. E che si tratta di un prodotto più adatto agli adulti che ai giovani. Un prodotto che, chissà perché, anche nei bar franciacortini, viene proposto da molti gestori, nel “rito” dell’happy hour o dell’aperitivo, molto meno di sovente di quanto accada con un generico Prosecco.
Che non ha nessun legame con il territorio, ma costa poco (e consente al barista di guadagnare di più) e ha un nome che funziona bene. Anche in Franciacorta.
Questi giovani franciacortappassionati puntano invece a fare simpaticamente, in maniera diretta e non noiosa cultura, ad aiutare a distinguere tra un Satèn e un Extra Brut e un Dosage Zero, a promuovere un’idea di consumo consapevole e orgoglioso. E meritano di essere seguiti, anche sulla loro (poteva forse mancare?) pagina Facebook.
Come non essere del resto d’accordo con loro quando dichiarano che “solo se il Franciacorta inizierà ad essere riconosciuto e bevuto sul nostro territorio, solo quando i ragazzi che escono la sera per bere l’aperitivo chiederanno un Franciacorta con la chiara consapevolezza di cosa stanno bevendo, solo allora si avrà la certezza del successo di un vino e del suo territorio!”?
Tra i più attivi fautori di questa associazione, due autentici figli d’arte, rampolli di quel bravo produttore attivo ad Erbusco nella propria cantina di proprietà e nella “avventura” Derbusco Cives che è Giuseppe Vezzoli. Jessica e Dario Vezzoli non contenti di collaborare con i genitori e di essere insieme ad altri coetanei tra i principali fautori di FAN Franciacorta AppassioNati, hanno pensato bene di “inventarsi” un loro Franciacorta.
E lo hanno fatto in maniera del tutto personale, e giovane nel modo di presentarsi del vino, nel suo packaging e nella sua etichetta, che è opera di quel bravo “eno-designer” che è il bergamasco Giacomo Bersanetti, nel nome e nella concezione tecnica del vino. Nelle sue caratteristiche organolettiche.
Un vino, il Sullali Extra Brut, tiraggio 2009 sboccatura agosto 2011, prodotto da uve Chardonnay in purezza, 24 mesi di affinamento sui lieviti, che loro stessi definiscono, con un certo coraggio, come “un nuovo modo di concepire il Franciacorta” che “nasce dall’idea di creare un prodotto che rispecchi a pieno le qualità di una terra straordinaria.
La rivisitazione in chiave moderna del Metodo Ancestrale permette a questo Franciacorta di compiere la rifermentazione in bottiglia utilizzando gli zuccheri residui derivanti dalla prima fermentazione”.
La scheda tecnica ci dice che il Sullali “è un Franciacorta realizzato mediante l’uso di uve accuratamente selezionate, dalle quali si prende solo il mosto derivante dalla spremitura più soffice dell’acino. Dopo la prima fermentazione e la maturazione in vasche di acciaio, Sullali è imbottigliato con lieviti specifici per la rifermentazione, senza aggiunta di zuccheri esterni.
Alla sboccatura, una piccola aggiunta di liqueur d’expedition, prodotta utilizzando una parte del vino originale, permette di ottenere un prodotto in versione Extra Brut”.
Il risultato è un vino che anche grazie al suo nome, che richiama il Nabucco di Verdi, trasmette immediatamente un’idea vincente di leggerezza e di fragranza, un vino che senza indulgere in inutili giovanilismi è giovane, per idea e per gusto, adatto a giovani palati, ma capace di reggere bene l’affinamento in bottiglia.
Colore paglierino brillante molto luminoso, perlage sottile e continuo, presenta un naso molto fresco, fragrante, leggero, delicato, intensamente profumato di fiori bianchi e agrumi, con accenni di crosta di pane e una leggera cremosità.
L’attacco in bocca è fresco, ben secco e deciso, con dinamismo e bolla croccante, una certa consistenza e una notevole continuità, ottimo equilibrio, piacevolezza, acidità ben bilanciata che dà slancio al bicchiere e lo mantiene vivo e ben teso. Una prova d’esordio che lascia bene sperare per il futuro di questa giovane azienda e dei suoi giovani protagonisti.

57 commenti

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57 commenti

  1. mavalà

    giugno 20, 2012 alle 5:38 pm

    mah…mi sembra l’ennesima operazione di marketing ( packaging e segmento di mercato ” in jeans” a cui si rivolgono sembrerebbero confermarlo) che sfrutta il solito refrain del territorio straordinario.
    Attendiamo ad assaggiarlo per vedere se ricredersi o meno.

    • Franco Ziliani

      giugno 20, 2012 alle 5:49 pm

      io l’ho assaggiato e se l’ho descritto e giudicato in questi termini vuol dire che il prodotto vale, al di là degli aspetti di marketing, misurati e non sfacciati, che pure non mancano…

      • BERARDO DI TEODORO

        giugno 20, 2012 alle 8:27 pm

        PIU CHE IL PRODOTTO SONO SOSPETTOSO DI LEI…

        • Zakk

          giugno 21, 2012 alle 1:42 pm

          E su questo intervento prendo coca cola e pop corn e mi metto comodo ad assistere allo spettacolo.

          • Franco Ziliani

            giugno 22, 2012 alle 1:56 pm

            non so di che “spettacolo” si possa trattare ma le auguro “buon divertimento”

  2. Zakk

    giugno 21, 2012 alle 8:58 am

    Ormai chiunque abbia mezzo filare in franciacorta si mette a far vino. Jeans, FAN, territorio straordinario, liqueur senza zuccheri…. Tutte parole belle, ma che sono marketing. Il franciacorta resta caro e, pergiunta, spesso non buono.
    Per cui ecco che il giovane spende per un bicchiere di prosecco (bleah) che costa meno e non chiude amaro. Chi invece ha due soldi in tasca entra al bar e non chiede franciacorta, ma chiede cuvée prestige oppure bellavista.
    Infatti ca’ del Bosco e Bellavista sono gli unici che, avendo più storia e tanta forza marketing hanno creato un brand, una cosa più forte della docg (succede uguale uguale con Ferrari e il Trento DOC), potrebbero
    permettersi di uscire dalla docg e continuare a vendere senza problemi.

    I sulleali, i vignenote…. E compagnia emergente cantando non partecipano allo stesso campionato.

  3. Raffaello Vezzoli

    giugno 21, 2012 alle 6:08 pm

    FAN è un’associazione nata da 7 amici che oggi conta circa 50 iscritti di circa 35 aziende. Chi aderisce alla nostra associazione deve avere tra i 18 ed i 40 anni ed deve essere titolare, figlio o tecnico/commerciale di un’azienda della Franciacorta. L’associazione ha come fine quello di far conoscere il Franciacorta e la Franciacorta a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza di questo prodotto. Tutti gli associati sono iscritti come PERSONE non pedine aziendali; nessuno sponsorizza o promuove la propria azienda, ma si vuole solamente creare una cultura del Francicorta.
    Sullali è un’idea nuova di concepire il Franciacorta. La rivisitazione del metodo ancestrale e l’utilizzo degli zuccheri residui dell’uva non sono un’operazione di marketing ma la volontà di produrre un Franciacorta che rispecchi al massimo la materia prima, cioè l’uva.
    Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    Grazie

    • mavalà

      giugno 22, 2012 alle 9:10 pm

      Ma..Ziliani che lo ha recensito di uva non sembra neppure averne avvertito il sentore..la rispecchia o non la rispecchia?

      • Franco Ziliani

        giugno 24, 2012 alle 11:08 am

        la rimando alla lettura del mio articolo. Se ne ho scritto in quei termini, ampiamente positivi, é perché il Franciacorta Sullali mi ha pienamente convinto. Tutto il resto sono sue divagazioni che non capisco e non mi riguardano

        • Il contestatore

          giugno 25, 2012 alle 2:08 pm

          come l’ha convinto tutti quei prodotti di altri noi che vengono prodotti dalle stesse mani e dalla stessa cantina…una pura casualità!

          • Franco Ziliani

            giugno 25, 2012 alle 8:29 pm

            “contestatore” le sembra un’ipotesi remota e impossibile che lo stile di quella cantina e di quei vini possa avermi convinto? E le sembra invece più plausibile che io parli bene dei vini di Vezzoli, Derbusco Cives e ora Sullali, tanto per fare nomi e cognomi, non perché mi piacciano, ma per altri motivi che non ha nemmeno il coraggio di esporre, limitandosi ad allusioni sciocche? Provi a collegare il cervello prima di parlare a vanvera…

          • Raffaello Vezzoli

            luglio 3, 2012 alle 11:23 pm

            Contestatore, sei ufficialmente invitato a berne qualcuno insieme a me, basta accordarsi…a presto

  4. Andrea

    giugno 25, 2012 alle 9:02 pm

    Scusate l’intrusione… Contestatore se lei , come altri assidui lettori di questo blog, avrà la pazienza e la tenacia di aspettare, certamente il PRESIDENTE … Per capirci….. Quello delle BOLLICINE… Sicuramente, con coraggio e senza allusioni ci spiegherà tutto In modo chiaro ed esaustivo.
    Lei Zakk si faccia una bella scorta di pop corn e coca cola.

  5. marco

    giugno 26, 2012 alle 6:46 pm

    Buona sera…
    Ma mi chiedo..che bisogno c’è di essere così arroganti….Ma il mondo del vino ..sta diventando questo? E la passione e il piacere di trasmettere e di dare cultura nonchè intrattenere un confronto civile dove sono finiti? O forse sig. Zilani ,e mi perdoni se mi permetto di dirle questo pensa di arrogarsi il diritto di offedendere i suoi lettori solo perchè presiede un blog…o perchè deviano da un idea franciacortina…Forse è questo lo spettacolo a cui si riferiva il sig.Zakk
    Saluti

    • Zakk

      giugno 29, 2012 alle 10:00 pm

      Gnam gnam… Glu glu glu…. Giunto!
      Ops, scusate, ma la coca cola mi fa questo effetto.

  6. Andrea

    giugno 27, 2012 alle 10:05 pm

    Dalla psicologia……. normalmente un atteggiamento di arroganza e presunzione viene interpretato come una forma di insicurezza. Spesso si cerca di ingiungere la propria autorità o qualità….’ Non per imporsi sugli altri, sentendosi superiore, ma semplicemente per sviluppare una sorta di autoconvincimento di ciò che si pensa . Quindi sig. Marco ….. Cerchiamo di entrare nell’ottica che esiste questo ideale Franciacortino che non ammette confronti e contraddittori…

  7. bEVO eNO

    giugno 28, 2012 alle 11:40 am

    zakk,
    secondo lei quindi solo bellavista e ca del bosco potrebbero fare marketing, e gli altri a guardare?
    che il franciacorta sia caro, non è assolutamente vero, anzi è il contrario visto che chi produce prosecco ha sicuramente più margine.

    • Zakk

      giugno 29, 2012 alle 9:58 pm

      Il franciacorta è più caro del prosecco dal punto di vista del consumatore medio, il quale se ne sbatte dei costi di produzione del metodo classico e dello charmat, ma si interessa a quanto deve scucire per un bicchiere di bollicine (ecco, l’ho detto un’altra volta).
      Io personalmente non bevo ne prosecco (perchè non mi piace) ne franciacorta (perchè agli stessi soldi bevo mooooooolto meglio).

      Ho citato quelle due aziende perchè il marketing costa parecchio e se non si ha una massa critica su cui spalmare i costi hai voglia a esser competitivo.
      Ci sarebbe poi Berlucchi che a livello di marketing ha sempre speso molto, ma come azienda, nonostante l’ingresso in Franciacorta, è ancora percepita come una produttrice da supermercato.

      I pop corn e la coca cola sono buoni, avanti che ne ho molti.

      • Franco Ziliani

        giugno 30, 2012 alle 5:36 pm

        de gustibus…

      • bEVO eNO

        luglio 2, 2012 alle 12:09 pm

        Zakk,
        visto che lei la sa così lunga, beve benissimo spendendo pochissimo, aprà un blog, ci scriva i grandi vini che si possono bere a 5-8 euro.
        Io sarò certamente il primo a seguirla ed eventualmente a contestarla nel caso le sue indicazioni non siano all’altezza del mio gusto.

        • Zakk

          luglio 2, 2012 alle 6:29 pm

          Scusi, ma 5/8 € sono al bicchiere o alla bottiglia?
          La coca cola costa molto meno. E pure i pop corn

          • bEVO eNO

            luglio 3, 2012 alle 8:47 am

            lei quanto crede costi una bottiglia di Franciacorta?

          • Zakk

            luglio 3, 2012 alle 2:07 pm

            Non mi interessa quanto costa produrre una bottiglia di franciacorta, ma quanto costa comprarla in enoteca o al wine bar. Se il costo di produzione è così alto e i risultati sono quelli che ben conosco…. Meglio piantar patate secondo il mio personalissimo gusto. È evidente che a molti piaccia il franciacorta, da cui un certo successo commerciale. Però il giovane studente che esce con gli amici non sempre ha voglia/possibilità di spendere 7/8/9/10 € per una flute di franciacorta e due patatine. Il prosecco agli occhi del suddetto costa decisamente meno.

          • Zakk

            luglio 5, 2012 alle 6:45 pm

            Gio, grazie per il tuo contraddittorio civile.
            La parola magica l’hai scritta tu: “ricarichi accettabili”.
            Quanto è un ricarico accettabile? Accettabile per chi? Per il consumatore, per l’appassionato, per il produttore, per il sostentamento dell’enotecaro?
            Hai mai fatto un’analisi dei costi che deve sostenere un’enoteca o in ristorante? Su una cosa non sono d’accordo: le enoteche devono offrire bottiglie non più disponibili in cantina. Ma scherzi?

          • Gio

            luglio 5, 2012 alle 7:33 pm

            Zakk, forse non sono stato chiaro, intendevo dire che alcuni prodotti a tiratura limitata, se non sei più che pronto o se non li prenoti, non riesci ad acquistarli in cantina in quanto le scorte per la vendita diretta terminano rapidamente.

        • Zakk

          luglio 2, 2012 alle 6:32 pm

          E poi io forse la saprò “così lunga” , ma lei si sente di smentirmi nel merito o cerca soltanto la provocazione?

          • bEVO eNO

            luglio 3, 2012 alle 8:48 am

            manco se ne è accorto ma le sue affermazioni sono già state smentite.

          • Zakk

            luglio 3, 2012 alle 2:08 pm

            Da chi? Dove?

          • bEVO eNO

            luglio 4, 2012 alle 12:55 pm

            comunque il vino viene venduto anche direttamente in cantina O IN GDO, se invece a lei interessa comprare solo in enoteca o wine bar buon per lei, MA SAPPIA CHE QUELLO NON è IL PREZZO DEL VINO MA DI TUTT’ALTRO.

          • Zakk

            luglio 4, 2012 alle 6:36 pm

            La cantina che al privato pratica prezzi più bassi ha tutto il mio disprezzo.
            Trovo assurdo che una cantina faccia concorrenza ai propri clienti (enoteche, bar, ristoranti) che investono sui vini della cantina.

          • Gio

            luglio 4, 2012 alle 9:25 pm

            Zakk ,le cantine sopravviveranno al tuo assurdo e insensato disprezzo e NOI continueremo ad acquistare dal produttore, in Franciacorta o in altre zone, ove conveniente . Ah…. dimenticavo, anche NOI, semplici privati, siamo clienti .

          • Franco Ziliani

            luglio 5, 2012 alle 11:25 am

            concordo in pieno Gio: si tratta di un’automatica, ripetitiva e noiosa e assolutamente inutile forma di disprezzo e di polemica fine a se stessa, che lascia il tempo che trova e toglie qualsivoglia validità alle posizioni di quel personaggio

          • Zakk

            luglio 5, 2012 alle 12:37 pm

            Ziliani, “personaggio” sarà lei.
            Io disprezzo chi prima va a vendere alle enoteche della zona e poi praticando prezzi più bassi vende dottamente ai privati tagliando le gambe ai propri clienti. I quali poi vanno a cena al ristorante e vedendo prezzi ovviamente più alti di quelli spesi in cantina si permettono di dare dei ladri ai ristoratori. A lei sembra logico tutto questo? Molto rispetto invece per chi indirizza il privato che visita la cantina verso l’enoteca di zona che tiene i propri vini. Conosco un ragazzo che vende vino per diverse cantine: ne ha mollata più di una a causa di questo atteggiamento.
            Domanda: ma voi la vostra auto l’avete comprata da in concessionario o siete andati allo stabilimento?

          • Gio

            luglio 5, 2012 alle 3:32 pm

            Zakk, penso che nell’ambito di un sano programma di marketing territoriale sia normale che in cantina i produttori pratichino prezzi inferiori rispetto alle enoteche, quest’ultime, acquistando in cantina a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati ai privati, e praticando ricarichi accettabili , mantengono una certa attrattiva in quanto offrono ai clienti la possibilità di acquistare prodotti di diversi produttori e bottiglie non più disponibili in cantina: esempi di questo genere li puoi trovare proprio in Franciacorta. Per quanto attiene il discorso del prezzo della bottiglia al ristorante , è ovvio che il prezzo sia superiore , ma non mi sembra logico che la cantina debba mantenere necessariamente prezzi elevati al privato per giustificare i ricarichi elevati di alcuni ristoratori : l’etica del ristoratore non la si misura sul prezzo della bottiglia acquistata dal privato in cantina, ma su quello di acquisto del ristoratore, che comunque rimane sempre inferiore al primo . Per quanto riguarda l’esempio dell’auto, va bè che siamo tutti amanti del buon bere, ma da qui ad essere ubriachi ce ne vuole e quindi se vuoi proponine un altro , altrimenti lasciamo perdere.

          • bEVO eNO

            luglio 5, 2012 alle 4:09 pm

            La cantina che al privato pratica prezzi più bassi ha tutto il mio disprezzo.
            Trovo assurdo che una cantina faccia concorrenza ai propri clienti (enoteche, bar, ristoranti) che investono sui vini della cantina
            IO TROVO ASSURDO CHE UN RISTORATORE LUCRI SUL VINO DI UNA CANTINA, I PRODUTTORI COMUNQUE LO SANNO E TENGONO MONITORATI I PREZZI DEI LORO VINI NEI RISTORANTI, SI INFORMI….

          • Zakk

            luglio 5, 2012 alle 6:49 pm

            Certo bEVO eNO, i ristoratori il vino devono regalarlo.
            Cosa credi che a a me non farebbe piacere non pagare il vino al ristorante? Ma caspita, il ristorante fa un investimento su alcune cantine e poi onbece deve regalarlo. Vai a dirlo a un ristoratore.

  8. marco

    giugno 29, 2012 alle 10:45 pm

    Buona sera…
    sig.Andrea concordo visto che non dipende da a noi entrare nell’ottica ….non mi sembra che abbiamo avuto riscontri o confronti. o meglio Risposte.quindi o ci entriamo o ci entriamo non vedo alternative…A lei sig. Bevo eNo mi perdoni ,,,ma direi proprio che è più sul non bere che sul bere…a lei invece sig.Zakk lo spettacolo ci sarà quindi pop corn ma invece della coca cola bollicine
    Sto rimanendo deluso e questo mi intristisce….proporrei una visita in vigna….per far ricordare a tutti di cosa stiamo parlando….porgo l’invito anche a lei sig,Ziliani e al Presidente..
    Saluti

    • Zakk

      giugno 30, 2012 alle 8:31 pm

      Il presidente di cosa?
      Quale vigna si dovrebbe visitare?
      La coca cola non ha le bollicine?
      Dai che ho ancora tanti pop corn

  9. Andrea

    giugno 30, 2012 alle 10:19 pm

    Zakk lei sta rischiando il cartellino giallo usando il termine bollicine..E mi raccomando faccia una bella scorta di pop corn per l’autunno… Per me in quel periodo ci sarà da divertirci. Sig Marco la prego non faccia così non si intristisca … Un primo segnale in fondo lo abbiamo avuto… Le e’ stato permesso di seguire l’intervisa della mamma del PRESIDENTE ….. Ed in più con un semplice DE GUSTIBUS le hanno dato tutte le risposte ai suoi dubbi… Che altro pretende… Poi non mi dica che lei ha lo stesso pensiero del grande Veronelli…. Che il vino buono si fa in vigna…. Ora mai e’ un concetto obsoleto… Si evolva… Ora il vino buono si fa in radio, sui giornali e sui palcoscenici… con seguito di salti in banco e giullari di corte…

    • Franco Ziliani

      luglio 1, 2012 alle 10:47 am

      continua ancora il girotondo di Andrea, Marco e Zakk, che credono di essere profondi, spiritosi e polemici e invece sono di una prevedibilità noiosa che fa cascare le braccia…

  10. Andrea

    luglio 1, 2012 alle 11:45 am

    Si e’ dimenticato un aggettivo….
    OBBIETTIVI…. ma forse lei ignora il significato
    E ce ne scusiamo se non facciamo parte della brigata dei giullari di corte, dei salti in banco e dei dipendenti di un sistema mediatico e non……
    Pensavamo che con la nostra prevedibilità avremmo facilitato coloro i quali avrebbero dovuto darci delle risposte…. Invece manco questo e’ servito…
    Chiedo scusa…

  11. marco

    luglio 1, 2012 alle 1:21 pm

    Ci viene in vigna con me….Sig. Ziliani….
    Ma mi perdoni sa cosa si fa in vigna…perchè ora mi viene seriamente il dubbio ….perchè se con i nostri commenti le braccia le cascano in vigna si usano
    Saluti

    • Franco Ziliani

      luglio 1, 2012 alle 2:02 pm

      poiché questi non sono più commenti, ma altro, che non sono più disponibile a tollerare, avviso il prossimo “commento” del genere verrà cestinato. Discorso che vale anche per l’ultimo “commento” di Andrea e di Zakk

      • Zakk

        luglio 1, 2012 alle 5:45 pm

        Non tollera che si abbiano idee diverse dalle sue?

  12. Andrea

    luglio 1, 2012 alle 2:58 pm

    Tratto da Wikipedia ….
    La tolleranza è un termine sociologico, culturale e religioso relativo alla capacità collettiva ed individuale di vivere pacificamente con coloro che credono e agiscono in maniera diversa dalla propria (e che magari, da questa prospettiva, potrebbe apparire quantomeno biasimevole). I sistemi autoritari si fondano, al contrario, sull’intolleranza. La tolleranza è un termine più ristretto di “accettazione” e di “rispetto
    Mentre può essere ritenuto istintivo disapprovare un comportamento e un pensiero diverso dai propri, la tolleranza richiede che le parti in causa vengano lasciate indisturbate, fisicamente ed intellettualmente, e che dal confronto e dalla critica anche radicale venga tenuto fuori ogni sentimento ed ogni atteggiamento ostile.la toleranza è positiva Nel senso più genuinamente filosofico, la tolleranza non nasce dall’atteggiamento negativo basato sulla convinzione che non esistano alternative ma, al contrario, sull’accettazione di ciò che è diverso in quanto parte del tutto….
    Quindi Sig. Ziliani le consiglio di scrivere su carta stampata in modo che per forza di cose i lettori si limiteranno solamente a non condividere alcuni suoi pensieri ma solo a rispettarli…
    IL BLOG nasce come forma comunicativa per CONDIVIDERE informazioni, notizie e pensieri anche DIVERSI…..

    • Franco Ziliani

      luglio 1, 2012 alle 8:19 pm

      tollerante e paziente lo sono, eccome, ma quando uno del vostro trio (ammesso e non concesso che non siate la stessa persona…) si permette di scrivermi in questi termini – “Ma mi perdoni sa cosa si fa in vigna…perchè ora mi viene seriamente il dubbio ….perchè se con i nostri commenti le braccia le cascano in vigna si usano” – la voglia di essere tollerante francamente mi passa…

  13. Zakk

    luglio 1, 2012 alle 5:43 pm

    Ma il mio ultimo commento era fatto da domande! Adesso ho capito che per Presidente si intendeva quello del consorzio di Fanciacorta.
    Se Marco si palesa magari un salto in vigna lo faccio e porto pure qualcosa (di buono) da bere.

    Piuttosto, Ziliani, mi spiega quel “de gustibus…” che fa da risposta ad un mio post precedente? Non le aggrada l’idea che a me non piaccia il prosecco? Non crede che a parità di prezzo io possa bere metodo classico generalmente migliore del Franciacorta?
    Non è d’accordo sulla mia idea di marketing e franciacorta? Insomma un po’ di chiarezza.

    Ps ma come, Zanella si lamenta che si parli di “bollicine” e lei lo sostiene pur avendo un blog che si chiama milleBOLLEblog?

    • Franco Ziliani

      luglio 1, 2012 alle 8:20 pm

      il de gustibus non era riferito al Prosecco, bensì ad una nota bevanda gassata prodotta da una multinazionale di cui le ha decantato i pregi…

      • Zakk

        luglio 1, 2012 alle 10:42 pm

        Beh, ho soltanto detto che prendevo pop corn e coca cola, non ne ho decantato le qualità.
        In ogni caso garantisco di non essere ne Marco ne Andrea. Infatti sono Zakk!

  14. Andrea

    luglio 2, 2012 alle 1:08 am

    A pensar male e’ peccato ma quasi sempre si ci indovina…. Così dice il grande Andreotti…. Ma stavolta forse non e’ così ….io parlo per me , e se a volte mi capita di essere in accordo con altri lettori non la può prendere come una congiura personale … Se va indietro nei vari commenti , ho conosciuto il sig Marco avendo con lui idee divergenti…. Il bello di un blog e’ proprio questo… Ognuno dice la sua , rispettando le idee altrui, avendo la LIBERTÀ di non condividerle… Se lei sig. Ziliani ogni qualvolta che qualcuno non la pensa come lei, si infervora pensando che sia una crociata nei suoi confronti…. Così facendo non fa’ altro che alimentare la teoria Andreottiana…
    Tutto e’ nato dall’idea del PRESIDENTE di mettere al bando la parola bollicine…. Tutti in vario modo, giusto o sbagliato abbiamo dato un nostro pensiero schierandoci…..Lei sig Ziliani ha preferito non farlo… Si e’ astenuto e anche per questo va rispettato… Ma non può pretendere che tutti facciano lo stesso… Le ricordo che il confronto e il contraddittorio sono le fondamenta per dar vita a una forma piu civile di democrazia… Lei che ha la possibilità glie lo ricordi al PRESIDENTE.

    • Franco Ziliani

      luglio 2, 2012 alle 10:57 am

      Andrea, lezioni e lezioncine di democrazia, ecc. le vada a dare ad altri, prego

  15. Andrea

    luglio 2, 2012 alle 11:28 am

    Non era mio intento dare lezioni di democrazia… Anche perche’ ci sono persone piu capaci di me nel farlo…
    Volevo solo che non si perdesse di vista e mi sono permesso di ricordarlo… Sono contento che non ce ne sarà piu bisogno….
    Grazie…

  16. marco

    luglio 2, 2012 alle 7:22 pm

    Buona sera ..
    Anche io garantisco di essere Marco….
    Evviva la tolleranza…
    Non gradisce lezioni di democrazia ….ma forse bisogna ricordarle che esiste una costituzione fatta di tanti articoli…tra i quali c’è ne uno che dice…ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione..incluso il diritto di non essere censuratoper la propria opinioneo quella di cercare di ricevere ,diffondere informazione e idee attraverso ogni mezzo…
    E mi consenta lei non ce lo sta permettendo o come dice lei o cestino
    Saluti

  17. Andrea

    luglio 2, 2012 alle 10:05 pm

    ….. SONO I LETTORI I MIEI UNICI PADRONI……
    Indro Montanelli

  18. Franco Ziliani

    agosto 20, 2012 alle 1:02 pm

    su questo Franciacorta segnalo l’ottimo articolo pubblicato sulle pagine bresciane del Corriere della Sera:
    http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_agosto_10/20120810BRE06_17-2111391427348.shtml

  19. Pingback: L’Associazione FAN spegne la sua prima candelina con una bella festa | Il Prosecco

  20. gio

    giugno 15, 2013 alle 8:32 pm

    lo ho gogglato per capire quanto buono è e dove comprarne altro. mamma che buono…

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