Franciacorta Brut Riva di Franciacorta

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
7


Una classica storia di Franciacorta. Comune a quella di tante altre realtà produttive franciacortine.
Parlo della storia dei fratelli Alfredo e Alberto Riva, imprenditori di successo (si occupano di cavi elettrici) che dopo aver messo insieme in vent’anni un bel patrimonio di vigneti, qualcosa come una trentina di ettari vitati distribuiti tra i comuni di Passirano, Monterotondo e Paderno, in una solida attività di fornitori di uve ad aziende di rilevanti importanza della zona hanno pensato bene, nel 2005 di uscirsene con un primo Franciacorta.
E, non contenti, hanno fatto altre tre cose impegnative. Affidandosi alla collaborazione come direttore commerciale di una persona che ha maturato precedenti esperienze in terra franciacortina come il piacentino Mario Zuffada, hanno fatto crescere la produzione sino ad una rispettabile quota di 250 mila bottiglie, dato la distribuzione dei vini ad una company di lunga storia ed esperienza come la D&C, compagnia d’importazione di prodotti alimentari, vini, liquori e champagne di alta gamma, con sede a Bologna, e hanno varato, con notevole impegno, la realizzazione di una nuova ala della cantina.
Cantina con soluzioni tecnologicamente all’avanguardia tipo la realizzazione di speciali impianti per il trattamento e la termoregolazione naturale dell’aria e ed il recuperto e purificazione dell’acqua, un impianto di aspirazione della Co2 monitorato tramite canali di estrazione con allarme, la creazione di una struttura ipogea che favorisce il riciclo dell’aria e cattura la luce naturale all’interno dell’edificio tramite la presenza di quattro grandi aperture esterne e regolate automaticamente.
Il risultato è una linea di Franciacorta, quattro, Brut, Satèn, Rosé (meritoriamente base Pinot nero in purezza) e Brut millesimato, il Rivalto, che soprattutto grazie alle caratteristiche pedologiche e pedoclimatiche dell’area dove sono collocati i vigneti, che non vogliono in alcun modo essere spettacolari, piacioni (e talvolta un po’ ruffiani) vini da degustazione o da assaggi pro guide, ma presentarsi, come scrive l’azienda, quali “vini freschi, fragranti, ricchi di carattere e sapidità”.
Vini un po’ essenziali, con una componente acida e salata importante, con un profilo aromatico non spettacolare per complessità, ma apprezzabile, evidentemente grazie al lavoro preciso dell’enologo Marco Zizioli, (l’agronomo è invece Marco Tonni), per pulizia e precisione, ma estremamente ricchi di nerbo e freschezza, con una notevole possibilità di evoluzione nel tempo.
Vini che emergono bene a distanza e che degustati magari con tempi di sboccatura recenti possono apparire un po’ contratti e bisognosi di maturare e aprirsi in bottiglia, ma che portati a tavola e non solo concepiti come aperitivo, danno il loro meglio e, pur senza provocare “effetti speciali” si fanno bere bene. Nel corso di una recente visita in cantina ho avuto conferma, come avevo già scritto qui, dell’eccellente livello, della succosa piacevolezza, della fragranza, oltre che del bellissimo colore, veramente degno di un vino della sua tipologia, del Franciacorta Rosé a base di Pinot nero, e sospendendo il giudizio sul Brut millesimato Rivalto 2006 (cuvée a base di un 70% di Chardonnay, 25% di Pinot nero e 5% di Pinot bianco), che appare ancora molto giovane, nonostante avessi gustato un campione con sboccatura del settembre 2010, vino dotato di un naso ben secco, incisivo, con fiori secchi, pesca bianca, agrumi e sale a scandire il ritmo, ma un po’ contratto e quasi frenato al gusto, dotato di una vena acida lunga e verticale e di una notevole incisività, ho apprezzato in particolare il Franciacorta Satèn ed il Brut non millesimato.
Chardonnay in purezza e 24 mesi sui lieviti per il primo, un po’ scarico (come un po’ tutti i vini dell’azienda) nel colore, paglierino verdognolo, con perlage fine e continuo ed una morbidezza calibrata (meno di 8 i grammi zucchero litro) e una cremosità che non diventa mai stucchevole e una buona ampiezza e persistenza.
Una ventina di mesi di affinamento e una cuvée composta al 90% da Chardonnay e al 10% da Pinot Nero per il Brut (sboccatura febbraio 2011) e 6,2 grammi zucchero litro, un paglierino verdognolo brillante e luminoso, e un perlage di buona finezza e continuità, naso molto diretto, fresco, pulito, piacevole, intensamente agrumato e floreale, con una spiccata vena di mela verde e poi di mandorla e una buona sapidità e mineralità.
Bocca molto piacevole, rotonda, morbida, con una buona componente fruttata ed equilibrio e piacevolezza, che facilita la beva e l’abbinamento a tavola non solo ad antipasti freddi, ma ad una buona gamma di piatti, a base di verdure e di pesce e a preparazioni tipiche della cucina estiva.
Per chi ama i Franciacorta ben tesi, dinamici, sapidi, più verticali che ampi, decisamente nervosi, un Brut da tenere d’occhio.

Società Agricola Riva di Franciacorta
Via C. Alberto, 19
25050 Provaglio d’Iseo (BS) – Località Fantècolo
Tel. +39 030 9823701 Fax. +39 030 9823701
E-mail info@rivadifranciacorta.it
sito Internet www.rivadifranciacorta.it

1 commento

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Un commento

  1. Gianpietro

    giugno 11, 2012 alle 3:28 pm

    Un solo appunto: Monterotondo non è un comune, è una frazione di Passirano (come Camignone) 😀

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