Provocazioni: perché non allargare anche al Trentino l’area di produzione del Prosecco Doc?

Accade, leggete qui, che in occasione del sostegno concesso ad una manifestazione enogastronomica programmata a Napoli e dedicata agli chef emergenti, soprattutto del sud, il metodo classico trentino, il Trento Doc, finisca, in comunicati stampa e articoli vari dove si parla di inesistenti Docg tridentine, come racconta puntualmente l’irriverente Trentino wine blog, per essere confuso con il Prosecco.
Evidentemente chi doveva occuparsi di comunicare alla stampa partenopea la qualità e le peculiarità delle bollicine prodotte in provincia di Trento o non eccelle proprio nell’attività di comunicatore oppure non ha l’idee chiare e pensa, in stile Rigoletto, che “Prosecco e Trento Doc per me pari sono”.
Allora, visto che, come ho scritto qui, in terra trentina, c’è chi “pensa” di difendere gli interessi del Trento Doc e l’immagine del Trentino come capitale del metodo classico italiano pensando al lancio di “uno spumante veloce metodo Charmat” definito “l’anti-prosecco” (per di più scritto con la p minuscola), assicurando che “darà fastidio perfino – questo è il sogno – a sua maestà il prosecco”, perché non pensare alla più conseguente, anche se paradossale, delle conclusioni?
E visto che per varare la Doc Prosecco non hanno avuto problemi di sorta a pensare ad una denominazione bi-regionale, creando un’area di produzione vastissima che comprende tutto il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, perché mai, visto che in Trentino guardano al Prosecco come un modello da imitare, non modificare l’areale di produzione della Doc Prosecco, magari facendola diventare Prosecco delle Venezie (e prendendo come modello l’onnicomprensiva omonima Igt che consente a note cantine trentine di commercializzare fiumi di Pinot grigio) e consentire anche al Trentino di produrre il proprio Prosecco?
Così almeno l’errore di presentare Trento Doc chiamandolo Prosecco avrà almeno una giustificazione, no?

5 commenti

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5 commenti

  1. Matteo

    giugno 5, 2012 alle 10:26 am

    Buongiorno sig. Ziliani, direi che ha fatto molto bene a definire l’articolo come una provocazione, perchè con l’aria che tira, c’è chi potrebbe prenderla sul serio come una possibilità….tanto ormai…..

  2. Angelo Peretti

    giugno 5, 2012 alle 1:25 pm

    Oh sì, sì, e portiamolo anche a Verona, visto che Verona è esclusa dal prosecchismo veneto! Bella provocazione, Franco. Ciao.

  3. marco spagnol

    giugno 5, 2012 alle 4:21 pm

    Bella provocazione ma non corretta! L’area di produzione del Prosecco è stata allargata “solo” per la provincia di Venezia in quanto già stava sperimentado la varità per farla autorizzare. Le altre provincie avevano tutte come varietà autorizzate il Prosecco e quindi rientravano di diritto nella DOC che si è creata in quanto lo coltivavano da prima.
    Il trentino sinceramente non centra nulla con la coltivazione di questa varietà e quindi non sono situazioni paragonabili.

    • Franco Ziliani

      giugno 5, 2012 alle 8:39 pm

      c’entrava forse qualcosa il Friuli Venezia Giulia con la varietà Glera/Prosecco??

  4. Pingback: Trentino Wine Blog » Rassegna Stampa – 6 giugno 2012

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