Franciacorta Brut Rosé 2006 Fratus Franciacorta

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Giudizio:
8


L’ho già detto più volte, recentemente anche mediante una modesta proposta tesa a qualificare meglio i vini di questa zona, che la Franciacorta dell’area del Monte Orfano, è una Franciacorta del tutto particolare, che presenta caratteristiche diverse, dal punto di vista geologico e pedoclimatico.
E da una zona diversa nascono, ovviamente, Franciacorta diversi, dotati di peculiarità che valgono la pena di essere colte. Soprattutto da consumatori più attenti ed esigenti, disposti/interessati ad apprezzare vini che mostrino una personalità particolare che non è tanto espressione del savoir faire umano, di scelte stilistiche e produttive delle aziende (e magari dei loro enologi consulenti) bensì impronta del terroir d’origine.
Dopo aver scritto recentemente di altre cantine poste nell’area del Monte Orfano, tra Cologne e Coccaglio, cantine come Faccoli, La Boscaiola, Castello Bonomi, mi piace segnalare alla vostra attenzione il lavoro, molto interessante, di un’altra realtà produttiva, Fratus Franciacorta, proprietà dal 1973 della famiglia Fratus, 18 ettari, di cui 15 a vigneto, in larga parte terrazzato, ai piedi del Monte Orfano nel comune di Cologne.
Azienda cresciuta progressivamente e ora affidata a Riccardo Fratus, per iniziativa di suo padre, Giovanni Fratus, che dopo esperienze di lavoro nel ramo alberghiero maturate in Germania una volta tornato in patria costruì l’Hotel Touring a Coccaglio, che oggi ha raggiunto la ragguardevole cifra di 100 camere e strutture di ospitalità (Spa compresa) di alto livello, e acquistò l’azienda agricola.
La produzione dei primi Franciacorta risale al 1986 e oggi ha raggiunto quota 100 mila bottiglie, una produzione dal 2002 riconvertita al metodo “biologico” con il controllo dell’ I.M.C. (Istituto Mediterraneo di Certificazione) per la produzione in forma biologica delle proprie uve e con prima annata certificata il 2006.
Come sottolinea Riccardo Fratus, che è particolarmente attento alla gestione del vigneto e si avvale della consulenza dell’agronomo Pierluigi Donna (l’enologo è l’esperto Cesare Ferrari), la “scelta aziendale di convertire integralmente la produzione delle proprie uve della Franciacorta alla coltivazione biologica deriva da una volontà decisa nell’associare i criteri di qualità a quelli di integrità dei propri vini con uno spirito di grande considerazione dei principi etici propri dei rapporti umani.
La nostra impostazione enologica è sempre più rivolta al rispetto delle caratteristiche esclusive delle nostre uve della Franciacorta con un progressivo contenimento degli interventi chimici; anche in campo, quindi, è prioritario l’impegno per il rispetto nei confronti del naturale in una attività che si fonda sulla salvaguardia della complessità biologica”.
Inoltre Fratus, anche grazie all’esperienza familiare nel campo alberghiero, è molto attento alla promozione dei propri vini e da tempo ha avviato un’esperienza di “cantina aperta” presso la bella cascina lombarda che ospita la cantina, tutti i venerdì sera dalle 20.30, dove si può regolarmente fare visita per degustare i Franciacorta e dove vengono talvolta organizzate degustazioni e incontri conviviali.
Dei Franciacorta degustati, un Extra Brut Dosaggio Zero 2004 (con sboccatura settembre 2009), ancora in splendida forma, molto fresco, sapido, nervoso, dotato di salda continuità al gusto, molto pieno e persistente, con una spiccata mineralità e una vena precisa di mandorla, un Satèn millesimato 2006 (sboccatura dicembre 2010) Chardonnay in purezza, naso molto secco e affilato, intensamente profumato di agrumi e fiori bianchi, bocca molto secca, di gran nerbo, con acidità mordente, buona rotondità e morbidezza, senza essere eccessivamente rotondo e piacione, e bolla di bella croccantezza, il Franciacorta che più mi ha colpito e convinto è stato il Rosé millesimato 2006 (sboccatura giugno 2011) una cuvée composta per l’80% da Pinot nero e per il 20% da Chardonnay, affinata almeno 24 mesi sui lieviti.
Dimenticatevi i Rosé facili, intensamente fruttati, dal gusto ammorbidito da un’abbondante utilizzo degli zuccheri, Rosé un po’ prevedibili e caramellosi, e decisamente noiosi e poco stimolanti al gusto, di fronte a questo Rosé dal tipico carattere da Monte Orfano.
Bello e misterioso il colore, che definirei un rosa scarico, con leggera vena di melograno e cerasuolo pallido, sottile e continuo il perlage ed un naso cui bisogna concedere tempo, non è uno sprinter, per esprimersi ed emergere compiutamente nel bicchiere con apprezzabili doti di finezza aromatica, eleganza e costante sapidità.
Non sono difatti gli aromi fruttati, di piccoli frutti rossi di bosco (che ritroveremo invece al gusto) a dominare, bensì un timbro salato e petroso, decisamente agrumato, di pompelmo rosa, e poi di nocciola più che di mandorla, con sottili venature floreali, un timbro ben secco, asciutto, delicato, che si fa apprezzare soprattutto quando il vino è meno freddo.
Al gusto è invece bella, precisa, nitida, giustamente succosa l’espressione di frutti rossi (ribes e lampone soprattutto) ed un ritorno agrumato in retrogusto, non di grandissima espansione e peso, anche se il vino ha persistenza lunga e bella tensione gustativa, ed il Rosé si fa apprezzare per il suo equilibrio, l’acidità viva e ben bilanciata, la calibrata morbidezza e suadenza sul palat, per la sua piacevolezza, sempre molto sapida e di gran nerbo e la capacità di farsi bere estremamente bene e di accompagnare i cibi.
Un Rosé, dal finale in bocca estremamente preciso, pulito, ben asciutto, che oltre ad insalate fredde estive e preparazioni, soprattutto umidi, a base di pesce, abbinerei a piatti un po’ più sostanziosi e impegnativi, come preparazioni a base di baccalà o stoccafisso, un’anatra con ripieno di mele, oppure carni bianche come pollo in insalata o coniglio.

1 commento

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Un commento

  1. massimo

    giugno 6, 2012 alle 8:50 am

    Ottimo rose`lungo armonico e rotondo sul mio palato il senso visivo e` caldamente appagato dal suo colore forse la bollicina un po` piccante .
    Alla vostra salute……

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