Da spumanti a effervescenti: ma di che vini si tratta? L’ultimo (confuso) approdo semantico della comunicazione

Nel campo della comunicazione, che non sempre riesce a comunicare con efficacia e chiarezza, sul vino, e particolarmente sui vini che non sono fermi ma per dirla con tipica espressione lombarda “busciano”, c’é da registrare un cambiamento semantico.
Oggi non ci si accontenta più di fare comunicazione confusa, che non comunica niente, parlando, in termini generici, di quella “armata Brancaleone” che mette insieme cose profondamente diverse che sarebbero gli “spumanti” italiani. L’approdo più recente, altrettanto confuso, prevede che si parli, non comunicando nulla di chiaro al consumatore, di “vini effervescenti”, senza precisare di che vini, di quali denominazioni, di quali metodologie produttive si parli.
Il principale artefice di questo cambio semantico, spiace dirlo, è una persona di lunga esperienza nel campo del vino, che ha maturato importanti esperienze alla guida, come direttore, di Consorzi e associazioni varie e ora, dopo aver creato un Osservatorio vini spumanti effervescenti, continua a lavorare con una realtà, Altamarca, che ha una precisa connotazione territoriale.
E legittimamente difende gli interessi dell’agroalimentare di un’area come la Marca Trevigiana. La terra del Prosecco superiore Docg. Che mi sembra francamente molto riduttivo definire tout court “vino effervescente”…
Ultimo episodio di questa “strategia di comunicazione” (chiamiamola così) è la diffusione di un comunicato stampa, che ho trovato ad esempio sul sito Internet Agricoltura news, dove Giampietro Comolli ci “spiega che i risultati raggiunti dall’export italiano sono positivi: nel 2012, il consumo dei vini “effervescenti” è cresciuto, all’estero, del 9% nei volumi e del 15% in valore”.
Il comunicato prosegue assicurando che “cresce ancora la voglia di vini “effervescenti” come il Prosecco Superiore Spumante Docg (+3% in bottiglie) e il Prosecco Doc (+6% in bottiglie). Uno stop si registra per i vini metodo tradizionale, sia nazionali che di importazione”.
Sembrerebbe, da queste parole, di trovarsi di fronte ad una strada in discesa per “effervescenti” come i Prosecco, e ad un semaforo rosso o quantomeno ad un giallo per i “metodo tradizionale” (che si parli di metodo classico e champenoise?), anche se nel prosieguo della “comunicazione” gli “effervescenti” tornano a lasciare spazio agli “spumanti”, visto che, come si legge “dai segnali del mercato in questi primi mesi del 2012, emerge ancora la necessità di puntare sui mercati esteri, soprattutto sui Paesi neofiti, come Cina, Russia e India per vini come gli spumanti”.
Questo perché, “nei nuovi mercati occorre una forte immagine commerciale e lo sviluppo di strategie integrate di filiera puntando su identità di origine. In questo il Prosecco Doc e il Lambrusco Doc sono sicuramente una risposta chiara alla domanda estera: si rende necessario dare un peso economico maggiore al prodotto e ridurre i cosiddetti “spumanti generici”.
Ma poi, slalomando come uno Stenmark o un Thoeni degli anni d’oro, dopo averci informato “che acquisti e consumi in Italia sono diventati domestici, sono sempre di più, infatti, gli acquisti nella grande distribuzione, che rappresentano oggi, per gli spumanti, oltre il 60% delle vendite”, la comunicazione, partita dagli “effervescenti” e passata per gli “spumanti”, finisce, per non scontentare nessuno, “in gloria”, scomodando –  nonostante l’invito a non farlo più del Presidente del Consorzio Franciacorta – alle “bollicine”, che hanno “segnato una crescita superiore del valore di mercato rispetto ai volumi e questo potrebbe far pensare che il mercato mondiale riconosca al marchio “Italia” un appeal più alto del passato”.
Alzi la mano chi riesce a capirci qualcosa…

3 commenti

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3 commenti

  1. Carlo Caramel

    giugno 4, 2012 alle 9:31 am

    Buon giorno.
    Vorrei sapere le fonti dei dati comunicati da Comolli.
    Continuare a parlare di incrementi generici, senza citare come e da chi sono stati elaborati, contribuisce solo a “dopare” il mercato.
    Oggi il prezzo del Prosecco DOC sta precipitando, a causa di giacenze in cantina molto superiori alle previsioni,in netto contrasto con il citato incremento del 6%. E noi trevigiani, continuiamo a bearci di sorpassi con lo Champagne.
    Secondo me, si stanno beando anche loro!!!

  2. carlo

    giugno 4, 2012 alle 7:51 pm

    .. sempre i francesi “effervescent du monde”…

  3. filomena zerrilli

    giugno 6, 2012 alle 6:17 pm

    interessante!

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