A Trento il Due Spade promuove il Trento Doc ma dimentica di definirlo come tale in carta

Dal Trentino del vino finalmente una bella notizia. Finalmente una valida iniziativa di promozione di quello che dovrebbe essere uno dei prodotti simbolo del panorama vitivinicolo della terra del Marzemino e del Teroldego, il metodo classico Trento Doc (o TrentoDoc, tutto attaccato, se vogliamo riferirci al marchio che connota questa denominazione).
Un’idea valida che non ha alcuna implicazione istituzionale, che non coinvolge istituti, consorzi, uffici marketing regionali, ma che nasce dall’iniziativa personale di quello che viene considerato tra i migliori ristoranti della città di Trento, l’antica Osteria a Le Due Spade, del suo patron, Massimiliano Peterlana, dello chef Federico Parolari e del sommelier Gianni Pasolini.

Cosa ha pensato il trio? Ha avuto la bella idea di scrivere a tutti i produttori di Trento Doc, comunicando loro la scelta del locale di avere tutti i produttori di Trento Doc in carta, di offrire un aperitivo a tutti i clienti di Trento Doc, a rotazione settimanale, in ordine alfabetico, per dare visibilità a tutti e proporre un percorso di degustazione del Trento Doc affiancato al menu Degustazione del Territorio.
L’obiettivo è quello di avere per ogni azienda almeno una referenza a disposizione, cosa che, scrivevano, “permetterà a Voi di avere la certezza di essere sempre visibili e a noi di poter servire un prodotto di qualità. Da sempre offriamo un aperitivo di benvenuto a tutti i nostri ospiti e d’ora in poi sarà nostro piacere offrire solo ed esclusivamente Trento Doc. L’aperitivo sarà a rotazione settimanale con tutte le etichette. Questa proposta, oltre a promuovere il prodotto a 360°, darà al cliente la possibilità di assaggiare ogni volta un metodo classico diverso”.
I responsabili del Due Spade hanno anche studiato un percorso di degustazione al calice con il Trento Doc, abbinato ad un Menù specifico del Territorio, per “consolidare la teoria che lo spumante può essere servito a tutto pasto”.
Nella lettera ai produttori hanno scritto che “l’obbiettivo ambizioso è di diventare un riferimento nella città di Trento per ciò che riguarda il Trento Doc. Una vetrina che potrà diventare veicolo indispensabile per far conoscere il nostro/vostro metodo classico”.
Hanno quindi chiesto ad ogni azienda di proporre un’offerta per la prima fornitura di Trento Doc, di modo da poter realizzare il progetto.
E lunedì 14 maggio, primo Trento Doc proposto l’Abate Nero riserva dell’Abate 2005, sono partiti, con la “degustazione più lunga mai avvenuta di Trento Doc in Italia. Cinque mesi di spumeggiante aperitivo offerto alla nostra prestigiosa clientela, “senza esclusioni di botti” !”. E ogni settimana sarà in scena un Trento Doc diverso.
Tutto bene in questo progetto, e speriamo che tutti i soggetti produttivi interpellati abbiano colto questa occasione offerta loro per mettersi in vetrina in un locale così valido e titolato, per la cucina, il servizio e la proposta dei vini.
Tutto bene, ma c’è un ma, dato dal fatto che, forse per il fatto di trovarsi in Trentino, si finisce inevitabilmente con lo scontrarsi con quella che ho già definito la sindrome del Trento Doc.

Cosa succede difatti visitando il sito Internet di quel locale di Trento, a Le Due Spade, che ha avuto la bella idea di inventare questa bella iniziativa individuale e privata e non istituzionale di promozione del Trento Doc in terra trentina? Accade che anche qui ci si trovi al, come definirlo?, difficoltà, blocco psicologico, tabù, di chiamare il metodo classico trentino con il nome della sua denominazione, la Doc Trento, o con il suo marchio, TrentoDoc. Preferendo chiamarlo “spumante”.
Nella parte introduttiva alla carta dei vini, si legge “In Trentino la ricchezza enologica e la particolare configurazione geografica del territorio permettono la coltivazione di numerose varietà di vitigni. Dagli internazionali Chardonnay, Pinot, Cabernet, Merlot e Syrah, agli aromatici Traminer, Muller Thurgau, Riesling agli autoctoni Nosiola, Marzemino, Teroldego, tutti assumono in quest’area particolari caratteri”, senza alcuna menzione delle bollicine della città del Concilio.
Passati poi all’esame del file pdf della carta dei vini, scopriamo che di Trento Doc, manco l’ombra, visto che i metodo classico vengono presentati come ”Spumanti”, con la divisione tra i “Trentino Ferrari” (e via con le varie annate di Giulio Ferrari, riserva Lunelli e Perlé, mai presentate come Doc Trento) e gli altri Trentino, ovvero Abate Nero, Balter, Cesconi, Cesarini Sforza, Letrari, Dorigati, Pedrotti. E poi Pojer & Sandri, che Trento Doc non é.
Identica idiosincrasia anche nel presentare i metodo classico di un’altra regione, la Lombardia, con il nome dei vini e delle aziende e la voluta o meno non sappiamo dimenticanza del nome della denominazione, Franciacorta. Acciperbacco, a chi dobbiamo rivolgerci, a chi indirizzare richieste in carta da bollo, appelli, petizioni, sommesse richieste, perché una iniziativa promozionale a favore del metodo classico trentino, il Doc Trento, avvenga finalmente con tutti i crismi, dando a Cesare quel che è di Cesare e al Trento Doc (o TrentoDoc) quel che gli compete?

5 commenti

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5 commenti

  1. Franco Ziliani

    maggio 21, 2012 alle 11:48 am

    il patron del locale mi ha gentilmente inviato via mail la carta dei vini, dove i vari Trento Doc vengono presentati così:
    “SPUMANTI ITALIANI Metodo Classico
    TRENTODOC”.

    Almeno in questo modo é più chiaro, parola “spumanti” a parte…

  2. Massimiliano Paterlana

    maggio 21, 2012 alle 12:22 pm

    Gentile Sig. Ziliani, ecco la carta quasi completa dei TRENTODOC che ora è anche disponibile anche sul sito Internet del locale!
    Grazie a Lei delle belle parole scritte sulla mia azienda. Cordiali saluti, Massimiliano Peterlana. http://www.leduespade.com/newsite/pdf/vini.pdf

    • Franco Ziliani

      maggio 21, 2012 alle 12:24 pm

      Grazie a lei Paterlana e ancora complimenti per la vostra iniziativa. Sono contento di aver contribuito, con il mio post, a rendere la vostra comunicazione alla clientela del locale ancora più precisa. Non abbiate paura in Trentino a chiamare Trento Doc, e non solo spumante, o peggio ancora Talento, il vostro ottimo metodo classico!

  3. Sofia

    maggio 21, 2012 alle 1:24 pm

    Vi aspettiamo in Sicilia per apprezzare i nostri territori e i nostri vini deliziosi

    • Franco Ziliani

      maggio 21, 2012 alle 1:28 pm

      e che ci azzezza questo “commento” in forma di spot, con questo post? 🙁

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