Cava Gran Reserva de la Finca 2005 Raventos y blanc

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Xarel-lo, Parellada, Macabeo, Chardonnay, Pinot noir

Giudizio:
8


Ho già scritto, qui e poi ancora qui e celebrato come meritano gli eccellenti Cava prodotti nella cantina di Sant Sadurnì d’Anoia dalla bodega Raventos i Blanc, eredi della famiglia storica dei Raventos e imparentati con i Codorniu, proprietari di qualcosa come 90 ettari di vigneti storici nel cuore della zona di produzione dei metodo classico catalani.
Mi piace ritornarci ora per rendere omaggio, scrivendo di uno dei Cava della gamma, al personaggio chiave dell’azienda in tempi moderni, Josep María Raventós Blanc, che a partire dagli anni Ottanta lavorò con il figlio Manuel per creare un nuovo stile di “Cava” all’interno della propria azienda.
Il Cava cui Josep Maria lavorò, studiando attentamente la composizione della cuvée, e che porta il sigillo personale del suo creatore e un’idea di cava di stile internazionale, è il Gran Reserva de la Finca millesimato, un vino dalla composizione complessa.
Nei vigneti che esprimono uve destinate al Cava della Bodega ci sono sei appezzamenti diversi: El Lac, con Monastrell e Xarel-lo, La Plana con Macabeu e Xarel-lo, El Mirador con Chardonnay e Xarel-lo, El Serral con Pinot Noir e Xarel-lo, El Viader destinado a Parellada e La Barbera, con Chardonnay e Parellada.
Il Gran Reserva de la Finca, di cui ho degustato l’annata 2005, con sboccatura 24 marzo 2010, con la sua composizione che prevede 40% di Xarel-lo, 25% di Parellada, 20% di Macabeo, 10% di Chardonnay, e 5% di Pinot Noir, “pesca” nei vigneti La Plana, con suoli profondi e livelli medi di materia organica, Barbera, con suoli profondi e poveri di materia organica, Serral, tessitura franco argillosa, e un vigneto denominato Gran, con suoli poveri.
Vigneti di età tra i 30 ed i 35 anni, uve raccolte a mano e velocemente trasferite in pressatura, fermentazione in acciaio, con vinificazioni separate per varietà e tipo di suolo e affinamento di 36 mesi sui lieviti.

Il risultato è un Cava che non ha nulla del carattere un po’ ruspante e la ruvidezza di certi Cava, che avranno anche un carattere tradizionale, ma diventano un po’ difficili da bere per molti palati un po’ più delicati. Un Brut Nature con basso dosaggio di zuccheri, 3,7 grammi litro, dove il mix di uve va a comporre un insieme molto elegante, variegato, di apprezzabile finezza. Colore paglierino oro squillante molto luminoso, perlage sottile, bouquet di nitida definizione e fragranza, con spiccata vena minerale, petrosa, di pietra focaia, agrumi (pompelmo soprattutto) in evidenza, fiori bianchi, mandorla, un accenno di mela, con notevole sapidità e una grande pulizia e ampia gamma aromatica.
In bocca l’attacco è discreto, con bella freschezza e media intensità e corpo non particolarmente sostenuto, con una componente fruttata media e soprattutto equilibrio, piacevolezza e una media persistenza, con acidità calibrata e buona sapidità.
Un vino molto piacevole da bere, con un fruttato fresco e rotondo e una certa quale succosità che lo farà apprezzare non solo a palati spagnoli.

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