Bollicine d’Oltrepò snobbate dai vip: ma il Consorzio tutela assicura: “stiamo reagendo”



Da Borgoratto Mormorolo alla conquista di Parigi

Fa sempre piacere sapere di essere letti, ancora di più quando scopro che a leggere questo blog (senza peraltro peritarsi di citare il suo nome…) è il principale organo di stampa di una zona con la quale i miei rapporti sono diciamo così… “vivaci” e interlocutori.
Grazie ad un amico lettore ho appreso così che oggi, venerdì 20 aprile sulla Provincia Pavese, in un articolo dal titolo «Il vino d’Oltrepo snobbato dai vip», occhiello “Dibattito sulla presenza di marchi locali sulle carte dei vini Il Consorzio: “Stiamo reagendo, ma devono rispettarci”, è stato fatto il mio nome. E si è fatto riferimento a due post qui pubblicati.
Il primo relativo ad un sondaggio sui metodo classico preferiti lanciato dal sommelier trentino Roberto Anesi. Il secondo relativo all’assenza (o quasi) di Oltrepò Pavese Docg metodo classico nelle carte dei vini dei ristoranti stellati, accanto a Franciacorta e Trento.
L’articolo della Provincia Pavese testualmente recita: “Le carte dei vini dei grandi ristoranti si ricordano davvero dell’Oltrepo, a partire dal Cruasè, il nuovo metodo classico in rosa Docg? Il sasso nello stagno lo ributta il blogger di tendenza in fatto di vino, Franco Ziliani.
Nell’ultimo post scrive infatti: «Una simpatica iniziativa, che ho scoperto da Trentino wine blog, ideata da Roberto Anesi, sommelier, trentino, e patron di una delle più belle osterie tipiche trentine, il Ristorante El Pael a Canazei. Grande appassionato di metodo classico e dichiarato sostenitore, com’è giusto che sia date le sue orgogliose origini trentine, del TrentoDoc, Roberto ha pensato di promuovere un sondaggio on line, invitando a dire quale sia il metodo classico preferito, o meglio, quello che si stappa e si consuma più spesso.
Quattro le opzioni di scelta possibili: TrentoDoc, Franciacorta Alta Langa e «altri». Curiosamente una delle bollicine a denominazione d’origine, l’Oltrepo Docg, non viene ritenuta meritevole di un’opzione di voto, ma confluisce nella generica voce altri».
Come dire: l’eccellenza delle bollicine non è ancora un dato acquisito per quelle prodotte in Oltrepò che resta la prima zona d’Italia produttrice di pinot nero base spumante.
Ziliani, in realtà, aveva già scatenato discussioni e confronti tra operatori con un altro post sulla presenza-assenza dei vini d’Oltrepo nei ristoranti pluristellati d’Italia. Testimonianze su cene importanti e vini ritenuti tali, mai d’origine oltrepadana: Trento, Franciacorta. Poco o nulla metodo classico Oltrepo e tantomeno Cruasé.

Il Consorzio di tutela di Broni sta affrontando il nodo immagine e mercato. I riscontri non sono mancati al punto che ora il presidente Paolo Massone dice: «Nei grandi ristoranti ci siamo o ci stiamo arrivando – dice – il problema è che vorremmo essere più presenti anche in tutti gli altri locali.
Vorremmo, ad esempio, che il nostro metodo classico venga valorizzato per quello che merita e non ridotto alla stregua di un vino da aperitivo. E’ una sfida che vogliamo vincere».
E quasi a dimostrare che l’Oltrepo sa pensare in grande ecco la nota consortile, diffusa ieri, relativa a una iniziativa curata dall’azienda Ruffinazzi di Borgoratto Mormorolo: «Domenica 20 maggio a Parigi i prodotti della nostra terra verranno esposti in un’importante vetrina. Presso il ristorante Un jour un chef sito in zona Bastiglia verrà presentato per la prima volta un menu tipico dell’Oltrepò pavese.
I piatti proposti prevedono un antipasto di salumi tra cui primeggia il salame di Varzi, accompagnati da un tris di schite; i malfatti al burro e salvia tipica pasta fresca a base di erbette, e come dessert la fragrante torta di mandorle, prodotto De.Co. di Varzi. Per l’occasione sono stati proposti al ristorante tre vini della zona il Bonarda Oltrepò pavese, il Moscato Oltrepò pavese e il Cruasé Docg». (f.g.)”.
Questo l’articolo del quotidiano oltrepadano. Correttissima la citazione di quanto ho scritto. Impregnato di malinconico esagerato provincialismo, di uno spirito da “strapaese”, come al solito, il commento del Consorzio tutela Oltrepò Pavese sulla home page del cui sito Internet si legge da mesi (campa cavallo…) “presto online il nuovo sito” e del suo presidente Massone.
Presidente che afferma che “grandi ristoranti ci siamo o ci stiamo arrivando”  (peccato che consultando le varie carte dei vini di questa presenza si abbia quasi invisibile traccia…), e sembra quasi dire che se “il nostro metodo classico” non è presente è solo perché non viene capito, perché i ristoratori stellati non si mettono in testa che deve essere “valorizzato per quello che merita e non ridotto alla stregua di un vino da aperitivo”.

E qui di seguito la solita tirata ad uso e consumo del pubblico locale, dichiarando che si tratta (quella di inserire le bollicine oltrepadane nelle carte dei vini dei ristoranti importanti, così che magari in un prossimo sondaggio sui metodo classico non ci si dimentichi dell’Oltrepò) é “una sfida che vogliamo vincere”.
La chiusura dell’articolo ha qualcosa di involontariamente comico, di malinconicamente provinciale, che mette una tristezza infinita.
Per “dimostrare che l’Oltrepò sa pensare in grande”, viene riportato, in maniera confusa, annunciando “l’evento per il prossimo 20 maggio”, e poi scrivendo “sono stati proposti” come se l’evento si fosse già svolto e fosse in programma tra un mese, un passo di una “nota consortile” relativa all’iniziativa promossa da un’azienda su cui trovare notizie in Rete è praticamente impossibile.
Che trovandosi a Borgoratto Mormorolo, fa pensare all’adolescente “con giumbotto” Carlino, personaggio dell’allora comico e oggi scrittore di successo Giorgio Faletti, che al Drive In diceva di provenire da Passerano Marmorito.
Viene presentato come un fatto qualificante, come la dimostrazione che il Consorzio sta “reagendo” allo snobismo da parte dei vip, che, accidenti!, devono rispettare l’Oltrepò ed i suoi vini, il fatto che “per la prima un menu tipico dell’Oltrepò Pavese verrà presentato” a Parigi, in un ristorante che, basta visitarne il sito Internet, appare tutt’altro che prestigioso, blasonato o stellato.
Sarà con queste raffinatissime e prestigiose iniziative che il Consorzio Oltrepò e la sua punta di diamante, il Cruasé, dopo aver annunciato la prossima conquista degli States, tenteranno la… presa della Bastiglia?

1 commento

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Un commento

  1. Cantastorie

    aprile 20, 2012 alle 4:52 pm

    …da piegarsi in tre dalle risate!!!!!

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