Extra Brut Pinot nero Doc Cuvée Bussolera Le Fracce

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: Charmat
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
7


Ci si dimentica spesso che in Oltrepò Pavese, la zona che più di qualsiasi altra regione italiana ha la fortuna di poter contare sul più esteso numero di ettari di Pinot nero, oltre 2500, la produzione spumantistica (come del resto accade anche in Trentino) ha una duplice valenza.
Da un lato la produzione di bollicine metodo classico, valutata, secondo recenti stime, in un milione e mezzo di bottiglie (contro una dozzina almeno di Franciacorta e nove di TrentoDoc), e dall’altro, anche se in questo caso la certezza dei dati è ancora minore, una più vasta (e redditizia) produzione di “spumanti” Charmat. Che molto spesso vengono proposti come Pinot nero vinificato in bianco… frizzante.
Lo si può capire, produrre e vendere vini del genere è molto meno impegnativo e oneroso, e consente di commercializzare, solo a pochi mesi dalla vendemmia, e non dopo 12, 15, 18, 24 mesi o più di affinamento sui lieviti, prodotti che possono essere commercializzati a prezzi decisamente inferiori a quelli di un metodo classico. E fare la loro parte su un mercato meno ambizioso e titolato dove finiscono per confrontarsi con il Prosecco e con “spumanti” generici.
E poi, nella terra del salame di Varzi e della Bonarda, si stupiscono se così facendo molti osservatori faticano non solo a considerarli come piccoli competitor dello Champagne, ma dei comprimari, con pochissime luci e tanta mediocrità, ed un congenito provincialismo, della scena del metodo classico italiano.
Un vero peccato, perché con quel tesoro, quell’autentico giacimento di Pinot nero di cui in Oltrepò dispongono si potrebbe fare decisamente meglio. Sia lavorando con la tecnica (champenoise) della seconda fermentazione in bottiglia, con la quale alcuni, non potendo contare su un’immagine complessiva favorevole o di grande appeal, stanno ottenendo validi risultati. Sia lavorando, proprio perché di Pinot nero ce n’è molto (e tanti vigneti sono stati impostati per ottenere basi spumante e non per la produzione di vini rossi) e piaccia o meno l’Oltrepò si è costruito nel tempo uno spazio in un mercato di vini di prezzo e qualità non altisonanti al quale sarebbe, di questi tempi poi…, sciocco rinunciare, anche sul segmento degli Charmat.
C’è possibilità di fare bene e di avere anche delle soddisfazioni economiche pure in questo settore, come dimostra uno dei vini di punta, proprio uno Charmat base Pinot nero, di una delle aziende più significative e dalla qualità più sicura e generalizzata della zona, le Fracce, proprietà della Fondazione Bussolera Branca, 40 ettari vitati situati in una zona splendida e isolata a Mairano di Casteggio, che può contare su uno staff tecnico guidato dal giovane, bravissimo enologo Roberto Gerbino, nativo di Monforte d’Alba.
Non so se davvero, come è stato definita, la Cuvée Bussolera Extra Brut, a base di Pinot nero in purezza, da vigneti di 2,5 ettari a tessitura calcareo argillosa esposti a est, nord-est, situati tra i 200 e i 300 metri in Mairano di Casteggio e San Biagio di Casteggio, sia “il miglior spumante Charmat di Lombardia”.
Trovo però che la scelta di una spumantizzazione Charmat molto lunga, di almeno 12 mesi sui lieviti, riesca a conferire al vino uno spessore e una personalità davvero interessanti. E una completezza e un equilibrio che trovo superiori a quelli di parecchi “fratelli maggiori” metodo classico oltrepadani. La vinificazione, come si legge sulla scheda tecnica aziendale, prevede che “dalle uve intere, pressate delicatamente, viene selezionata la “prima cuvée”, ovvero la prima metà di mosto estratto, quello più delicato e fragrante. La fermentazione avviene alla temperatura di 15° C e dura un mese.
A fermentazione avvenuta, il vino viene conservato alla temperatura costante di 10°, sino all’inizio della vera e propria fase di spumantizzazione”. La spumantizzazione “viene effettuata, nel marzo successivo alla vendemmia, in autoclave (serbatoio a pressione) a 15 ° di temperatura e dura 1 mese; successivamente il vino sosta sui lieviti per altri 11 mesi per conferire maggiore complessità”.
Il campione che ho recentemente degustato, da uve dell’annata 2009, imbottigliato nel giugno 2011, mi ha sorpreso per il suo equilibrio, la piacevolezza, la vivacità che ha mostrato bicchiere dopo bicchiere.
Colore paglierino scarico con sfumature verdognole, perlage abbastanza fine e continuo, colpisce per il bouquet fitto di bella intensità e fittezza, con un fruttato abbastanza maturo con mela, ananas, agrumi (pompelmo soprattutto) in evidenza, note di crosta di pane e lieviti, con bella definizione aromatica, nitidezza, freschezza e una apprezzabile sfumatura floreale.
Al gusto, sin dal primo impatto colpisce per la sua spalla ampia e ben sostenuta, per la materia ricca, l’acidità nervosa e calibrata, un bel bilanciamento del frutto, la vivacità senza esagerazioni delle bollicine, un carattere ben secco, petroso, con una persistenza lunga e diritta che lo rende adatto non solo come aperitivo ma in abbinamento ad antipasti freddi e ad una gamma abbastanza ampia di piatti.
Il prezzo importante per uno Charmat, 9,50 euro franco cantina per gli operatori e una produzione di 12 mila bottiglie dimostrano che a questa Cuvée Bussolera, alle Fracce, credano molto. E con ragione.
Una valutazione di tre stelle e mezza che sfiorano le quattro.

2 commenti

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2 commenti

  1. Gianluca Ruiz De Cardenas

    aprile 26, 2012 alle 8:10 pm

    Tanto di cappello agli amici de Le Fracce, che riescono a vendere uno Charmat ad un prezzo che oggi farebbe comodo a molti produttori di Spumanti Classici.

  2. Cantastorie

    aprile 27, 2012 alle 2:38 pm

    ..infatti, come certi Prosecco venduti intorno ai dieci euro, mi sembra veramente ci sia un disequilibrio con quello che il mercato, oggi, offre…

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