Confronti tra Champagne e “bollicine” italiane: è ora di finirla!

On line la registrazione della puntata de Il Gastronauta di sabato scorso

L’annuncio l’avevo dato, qui, alla vigilia di Pasqua, con chissà quanti potenziali interessati ad ascoltarla in viaggio o già arrivati nelle varie località di vacanza, e non certo incollate alla radio, ma voglio richiamare l’attenzione sulla puntata della trasmissione Il Gastronauta di Davide Paolini trasmessa sabato 7 aprile su Radio 24, la radio del Sole 24 ore, perché il tema era davvero stimolante: “Confronti tra Champagne e bollicine: è ora di finirla?”.
E così, ora che la registrazione in podcast della trasmissione è disponibile, e la si può ascoltare qui, vi invito ad ascoltarla e a riflettere sulle opinioni espresse dai vari intervenuti, ovvero, oltre al sottoscritto, Fabio Piccoli Direttore Trento Doc, Consorzio di Trento; Luca Gardini sommelier; Alberto Piras Sommelier Ristorante “Il Vino” di Parigi; Matteo Lunelli Azienda Ferrari; Franco Maria Ricci Direttore di Bibenda e Presidente WSA; Gianluca Bisol Patron della Tenuta Venissa a Mazzorbo (VE); Maurizio Zanella Presidente Cantina Ca’ del Bosco (BS) e Presidente Consorzio Tutela Franciacorta.
Credo siano emerse interessanti annotazioni, che vale la pena di prendere in considerazione.

1 commento

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Un commento

  1. Umberto Cosmo

    aprile 12, 2012 alle 9:53 am

    Caro Franco,
    ho ascoltato con attenzione l’altro giorno la trasmissione di Paolini.
    Davvero interessante poter sentire diversi punti di vista e ho apprezzato anche il fatto che da parte tua, notoriamente non tenero nei confronti dei prodotti della nostra terra (a volte a ragione, lo riconosco), si sia parlato con rispetto del Prosecco, come elemento importante del mondo delle bollicine italiane.
    Non mi ha fatto piacere il tono qualunquista di alcuni altri interventi, irrispettoso nei confronti di chi si impegna con costanza per valorizzare e far conoscere il prosecco di qualità. Vorrei ricordare a costoro che siamo in molti, ma pare che si voglia sempre dar risalto a quei pochi (sebbene grandi in termini di volumi) che cercano solo di sfruttare il momento.
    Parlare di bottiglie di prosecco a 70 centesimi è oltretutto indice di ignoranza della situazione di mercato, quando, per chi volesse acquistare una base prosecco DOC il prezzo è attualmente da 1.70 a 1.90 al litro (da 1,27 a 1,42 di sola materia prima per bottiglia) per il DOC e circa 30% in più per il DOCG.
    Mi spieghino questi quadratori di cerchi come si può produrre a 0,70, vetro compreso, senza delinquere.
    E allora, per favore, finiamola di mischiare i delinquenti con i produttori onesti, che sono la maggioranza e lo dico ad alta voce!
    Detto questo, credo sia necessaria una seria riflessione da parte dei grandi capi dei nostri consorzi e della politica legata al mondo agricolo, che troppo spesso si fanno belli con i numeri, ma altrettanto frequentemente non sanno (o non vogliono) dare il giusto valore alla ricerca, alla tradizione e al lavoro di tanti piccoli produttori di un territorio importante come quello del Prosecco, sia esso DOC o DOCG.
    Cordialmente,
    Umberto Cosmo
    (Produttore e noto disturbatore del conducente)

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