Champagne Rosé s.a. Bollinger

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot Meunier, Chardonnay

Giudizio:
9


La storia della Champagne é ricchissima di personaggi, di aneddoti, di circostanze curiose e anche di citazioni ad effetto che testimoniano la popolarità di questo grande vino. E la sua capacità straordinaria di entrare nell’immaginario collettivo.
Tanti i detti ricchi di effetto che vedono protagonista lo Champagne, da quella di Charles Maurice principe di Talleyrand-Périgord, secondo il quale “Le Champagne est le vin de la civilisation“, ovvero lo Champagne é il vino della civiltà, a quello di Pierre Segui, per cui “Quando un uomo dice di no allo Champagne, dice no alla vita”, al detto di Valéry Larbaud, secondo il quale “Le avventure amorose cominciano nello champagne e finiscono nella camomilla”. E che dire della fulminante uscita di Orson Welles, “Tre cose sono insopportabili : il caffé bollente, lo Champagne tiepido e le donne fredde”?
Tra quelle che hanno come autrici delle donne, celebre il motto della Marchesa di Pompadour, “Lo Champagne é il solo vino che rende una donna bella dopo aver bevuto”, o quello, molto più amara e malinconica, dell’attrice americana Bette Davis, per cui“ prima o poi arriverà nella vita di ogni donna, un momento in cui l’unica cosa che può essere d’aiuto è una coppa di Champagne”.
La definizione più bella in assoluto però, che mi piace riportare dapprima in lingua originale, e poi in traduzione, è di una delle grandi figure femminili della storia moderna dello Champagne e di una delle più celebri Maison, la Bollinger. Ne è autrice Elizabeth Law de Lauriston Boubers, soprannominata «Lily», ovvero Madame Lili Bollinger, la “Tante Lili”, che in anni difficili, dal 1941, anno della morte del marito Jacques Bollinger fino alla propria morte, nel 1977, resse le redini della celebre casa, la fece crescere, acquisì nuovi vigneti e ne rafforzò l’immagine ed il prestigio.
Lili Bollinger amava dire a proposito dello Champagne: “”J’en bois quand je suis heureuse et quand je suis triste. Parfois j’en bois quand je suis seule. Si j’ai de la compagnie j’estime que c’est mon devoir. Si je n’ai pas faim je joue avec, et j’en bois quand je suis affamée. Sinon, je n’y touche jamais, sauf si j’ai soif”.
Il che tradotto recita, ed è una definizione perfettamente gioiosa, “Lo Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete”.
Una definizione strepitosa, che fa subito venire voglia di stappare una bottiglia. Lili Bollinger è stata la straordinaria responsabile di una Maison le cui origini risalgono al 6 febbraio 1829, quando Athanase Louis Emmanuel Hennequin, comte de Villermont, discendente da una famiglia che é arrivata in Champagne intorno al 1650 producendo “un vin mousseux, exporté notamment vers l’Angleterre dès le XVIIIe siècle”, si unisce a Jacques Joseph Bollinger et Paul Levieux Renaudin per produrre Champagne.
Il nome scelto per la Maison non è quello del nobile conte de Villermont, bensì quello dei soci, Renaudin Bollinger, nome che resterà sino al 1960. Bollinger discendeva da una famiglia tedesca originaria del Wurttemberg che si era spostata in Champagne qualche anno prima per lavorare per la casa, oggi non più esistente, Muller Ruinart. E’ uno dei molti tedeschi che segneranno la storia della Champagne.
L’azienda si impone in pochi anni e già nel 1884 diventa fornitrice ufficiale della Corte Inglese ricevendo un Royal Warrant dalla Regina Victoria.
Un altro elemento simpatico da ricordare della Maison Bollinger, proprietaria di 160 ettari di vigne, che forniscono più del 60 per cento del proprio fabbisogno di uve, e che sono in gran parte piantate a Pinot noir, è il fatto che i suoi Champagne siano regolarmente citati, con tanto di indicazione di cuvées e annate, nella fortunatissima serie dei film, tratti dai romanzi di Ian Fleming, che hanno come protagonista l’agente segreto 007 James Bond, che appare come un appassionato cultore degli Champagne Bollinger.
Basta citare l’RD 1975 citato in Licenza di uccidere, o la Grande Année 1990 in Casino Royale ed il 61 citato ne La morte può attendere.
Quanto ai vigneti proprietà di Bollinger, comprendono parcelle poste in villaggi qualificati 100% come Ay (22 ettari), Bouzy, Louvois e Verzenay (17 ettari), oppure 99 come Tauxières o 95% come Cuis e Grauves.
Dai terroirs d’Ay, Verzenay, Louvois, Mesnil sur Oger and Cuis, provengono le uve, in percentuale così fissata, 60% di Pinot Noir, 25% di Chardonnay e 15% di Pinot Meunier che compongono uno Champagne che figura tra le ultime creazioni della Maison, per la prima volta un Rosé non-millésimé, il cui assemblaggio ha richiesto dieci anni di prove perché potesse presentare ed essere conforme al “goût Bollinger”.
La parte di vino rosso che entra nell’assemblaggio di questo Rosé proviene dai terroirs d’Ay e di Verzenay, ed il dosaggio scelto è di 10 grammi zucchero litro. Ho recentemente avuto modo di degustare, anzi bere piacevolissimamente un esemplare di questo Champagne Rosé (Bollinger è importato e distribuito in Italia da Meregalli) e mi sono trovato di fronte ad un vino di esemplare personalità.
Colore rosa antico, salmone di media intensità, che tende alla fragola sovra matura, con sfumature di rosa appassita, perlage sottile e spuma di buona generosità, mostra un naso decisamente fruttato con note di fragola, ribes, mirtillo abbastanza mature a comporre un insieme intensamente vinoso, con una leggera nota biscottata e di mandorla.
La bocca, com’è nello stile Bollinger, conferma la vinosità, pur mantenendosi elegante, suadente, di bella morbidezza cremosa, e polpa, e un gusto ben secco, vivo, di notevole continuità e consistenza, largo, pieno, succoso, con nerbo sapido e croccante e acidità ben calibrata ed elegante.
Un Rosé godibilissimo, di grande energia e sostanza, di gran gusto e ricchezza di sapore, dal costo sui vari siti Internet di vendita on line di Champagne variante dai 55 ai 65 euro, che potrete abbinare, con piena soddisfazione, ad una vasta gamma di piatti a base di pesce, pesce e verdure, carni bianche e che sul salmone trova un matrimonio ideale.

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