Un metodo classico a sei euro? Un Talento a prezzi da… spumante

Per certe grandi aziende vendere Charmat o metodo classico è uguale

Preparatevi a leggere le solite “giustificazioni”, ben poco convincenti, del caso. Daranno la colpa ai prezzi civetta, ovvero prezzi artificialmente bassi su prodotti di marca, praticati, per abbindolare il consumatore e indurlo a spendere e acquistare di più di quello che effettivamente si era prefisso, dalle varie catene della Grande Distribuzione Organizzata.
Però, visto il ripetersi della proposta a prezzi ribassati di certi vini, che si tratti del periodo immediatamente precedente il Natale o il fine anno o questo che precede le festività di Pasqua, viene lecito pensare che anche se le varie catene della GDO fanno la loro, anche determinate aziende produttrici non abbiano problemi, in certi periodi dell’anno, a ribassare sensibilmente i prezzi. A svendere più che vendere.
Una consultazione attenta, come avevo già fatto lo scorso anno, di vari volantini offerta diffusi in questo periodo da varie catene della GDO fa capire quanto una politica di ribasso dei prezzi sia diffusa nella tipologia che la maggior parte degli operatori della comunicazione si ostinano, mettendo insieme prodotti fondamentalmente diversi, a chiamare “spumanti”. Un contenitore confuso e indistinto dove come vedrete finiscono allegramente (se così si può dire) insieme prodotti che hanno origine e caratteristiche diverse e che prezzi diversi dovrebbero avere. Se non finissero invece ad essere appiattiti verso un livello sempre più basso in periodi come questi dove per motivare all’acquisto sembra sia fondamentale svendere. Cominciamo con un’offerta “con il botto”, proposta da LD Market nel periodo 29 marzo – 11 aprile, che dedichiamo a tutti coloro i quali, producendo metodo classico, magari dotati di una precisa denominazione d’origine, accettano che i loro vini vengano definiti genericamente “spumanti”.
Nella catena discount del Gruppo Lombardini si può trovare uno “Spumante Gran Class Brut” metodo Charmat in magnum, quindi un litro e mezzo, al prezzo super ribassato di 2,99 euro invece che 3,99, ovvero a 1,99 euro al litro.
Agli amanti degli acquisti risparmiosi si raccomanda invece l’acquisto, dal 29 marzo al 7 aprile presso gli Ipermercati Iper della Lombardia a 2,99 euro invece di 4,80,con uno sconto del 35% e un costo al litro di 3,99 euro, dello Spumante Brut Gran Cuvée o Müller Thurgau Maximilian I, marchio ora proprietà della Cantina di Soave.
Ritroviamo un habitué dei super sconti, dal 26 marzo al 7 aprile nei punti vendita Esselunga, il Prosecco di Valdobbiadene Docg della Cantina Produttori di Valdobbiadene, proposto per i possessori della Fidaty card a 3,49 euro invece di 6,98.
Sempre da Esselunga, e sempre con il 50% di sconto per i possessori della Fidaty card, l’Asti Spumante Docg Gancia viene via a 2,64 euro, mentre spostandosi da Carrefour, nel periodo 29 marzo – 9 aprile un altro Asti Docg, quello Sigillo blu Martini, costa ancora meno, 2,49, con il 50% di sconto.
Nella stessa catena francese della GDO un altro “spumante” viene via a prezzi scontati del 25% a 3,48 euro, ed è il Müller Thurgau spumante della Cavit. Ribassi da “spumanti” minori direte voi, prezzacci da Charmat, invece…
Invece ad essere colpiti dalla ribassite pre-pasquale sono anche dei metodo classico, la cui metodologia, i cui tempi e costi di produzione, dovrebbero richiedere prezzi per forza di cose superiori a quelli di uno vino prodotto, rapidamente, con il ricorso all’autoclave.

E se con lo Spumante Brut metodo classico Trento Doc Ferrari proposto dal 28 marzo al 7 aprile in una ventina di punti vendita della catena Pellicano (Gruppo Lombardini) e inserito nel volantino accanto a colombe e uova di Pasqua, si rimane, con 8,90 euro, ad un livello di prezzo accettabile, le cose vanno un po’ diversamente tornando nei punti vendita Carrefour dove ritroviamo (ah rieccolo!) a 6,29 euro, ovvero con uno sconto del 30%, il Franciacorta Docg dell’Agricola Boschi del “mitico” Franco Timoteo Metelli.
La vera perla, anche se i pezzi dichiarati disponibili sono solo 5000, la troviamo, nel periodo dal 29 marzo – 7 aprile in una quindicina di ipermercati della catena francese Auchan, con il Metodo classico Talento Montelera della Martini proposto, vedi a pagina 4, a 5,99 euro.
Inserito nella linea di “spumanti” top Sigillo blu, viene definito dal produttore come “frutto di una selezione di vini Pinot provenienti dall’Oltrepò Pavese. La superba interpretazione Martini del metodo classico. Lunga maturazione sui lieviti”.
La domanda che nasce spontanea, e che giro anche ai responsabili del Consorzio Alta Langa, che si fregia della Docg e di cui Martini fa parte: ma come è possibile produrre e commercializzare un metodo classico (e contemporaneamente far parte di un Consorzio che dovrebbe promuovere un’idea alta e ambiziosa del metodo classico piemontese) a prezzi di poco superiore a quelli del Prosecco (Doc o Docg) e di una serie di “spumanti” generici?
Saranno anche le politiche di prezzo un po’ spregiudicate della GDO e la tecnica del prezzo civetta a spiegare simili sbracature, ma considerando che la (s)vendita a prezzo super ribassato veniva praticata, come si può verificare qui, anche a fine 2011, non viene legittimo concludere che per certe grandi aziende commercializzare metodo classico o charmat è esattamente la stessa identica cosa? In fondo, suvvia!, non sono entrambi… “spumanti”?

2 commenti

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2 commenti

  1. filippo

    aprile 2, 2012 alle 11:59 am

    M&R ha una posizione a dir poco strabica in fatto di vino… da una parte fa questi ribassi, dall’altra esce dal Consorzio dell’Asti in polemica con i vertici che “non portavo avanti una corretta politica di valorizzazione”, porta avanti da più di vent’anni, a Santo Stefano Belbo (Cuneo), un osservatorio sul moscato da far invidia persino ai cugini francesi e, mi dicono mie fonti, che avrebbe già assicurato ai propri conferenti di uve moscato un aumento di 0,80 euro al miriagrammo rispetto al prezzo dell’accordo interprofessionale (9,80 euro). Perché questa schizzofrenia? A mio parere M&R ha al suo interno anime diverse: chi vuole fare business tout-court e chi crede ancora che dietro ad un vino, particolarmente per un metodo classico, ci debba essere rispetto del territorio e del vigneto che vuol dire anche corretta politica commerciale…

  2. matteo

    aprile 2, 2012 alle 3:00 pm

    il mio punto di vista è che la GDO non faccia alcuna differenza tra spumanti, metodi e forse anche zone di produzione quando si tratta di “volantino”! cosa ben diversa è la gestione del continuativo su scaffale. Ah, meglio precisare che i prezzi indicati sono tutti con IVA…. ecco perché ogni azienda e relativo consorzio dovrebbero valutare tali operazioni con una prospettiva forse più ampia rispetto all’operazione commerciale della durata del volantino.

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