Grandi investimenti in Sussex per la produzione di English Sparkling wines

Continuano a tirare in UK e a provocare cospicui investimenti gli English Sparkling wines, i vini metodo classico prodotti con la tecnica champenoise della rifermentazione in bottiglia in terra britannica.
Come riferisce in una news l’edizione on line della celebre rivista Decanter, nell’East Sussex nel Sud dell’Inghilterra, nella zona di colline calcaree denominata South Downs, che conta anche su un Parco naturale protetto, si sono realizzati i primi passi di un massiccio investimento per la creazione di qualcosa come 162 ettari di vigneto per quella che diventerà la Rathfinny Estate.
Se si visita il sito Internet della tenuta, che per ora documenta solo il progetto e le caratteristiche microclimatiche e geologiche dell’area, oltre ad imbattersi in una definizione proclama decisamente ad effetto, “the perfect sparkling”, si hanno maggiori notizie sull’operazione, che tende a realizzare uno dei più grandi vigneti in terra britannica.
I primi 20 ettari sono stati piantati e si proseguirà a ritmo di ulteriori venti ettari l’anno. Sono stati piantati Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay per la produzione di sparkling e Riesling per la produzione di vini Fermi.
Il proprietario, un finanziere che ha lasciato la City per il Sussex, pensa di produrre le prime bottiglie di Sussex Origin Sparkling entro il 2016 e di Riesling per il 2014. L’obiettivo è produrre un milione di bottiglie di sparkling wines e di venderne metà all’estero.
L’autore dell’investimento, Mark Driver, lo definisce “costoso e a lungo termine”, e dichiara di aver pagato 16 mila sterline (19 mila euro) ad ettaro, ricordando che in Champagne il prezzo di un ettaro di vigneto si aggira intorno al milione di euro. E’ molto ottimista sul futuro degli English sparkling wine, che stanno beneficiando del cambiamento climatico che porta il clima della zona ad essere simile per certi versi a quello dello Champagne e di alcune zone della Nuova Zelanda. E ritiene che il mercato interno sia molto sensibile a prodotti inglesi di buona qualità.
A suo avviso la zona dei South Downs presenta assonanze geologiche con la zona del Bassin parisien. Nel team della costituenda Rathfinny Estate, un esperto di viticoltura neozelandese e uno chef de cave nativo della Champagne, Jonathan Médard, che dopo aver lavorato in patria in Maison come Louis Roederer, Moët & Chandon e Boizel ha lavorato per dieci anni in Virginia e in California. La costruzione della cantina avrà inizio nel corso del 2012.
Di fronte a progetti ed investimenti del genere come non prendere in seria considerazione gli English Sparkling wines?

6 commenti

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6 commenti

  1. Cantastorie

    marzo 28, 2012 alle 3:24 pm

    ..cosa aspettano, in Italia, a produrre dello Wiskey decente?……

  2. Roberto Morelli

    marzo 29, 2012 alle 3:59 am

    Avevo letto da qualche parte che nell’Hampshire qualcuno ha gia’ ottenuto sparkling wine su portainnesti francesi. I’ll vino si chiama Meonhill (credo) ed e’ in commercio da ques’anno.
    La passione inglese per gli sparkling wine fa I’ll paio con le mutate (e mutanti) condizioni climatiche che stanno rendendo piu temperate aree che prima erano troppo fredde (come Hampshire e Sussex, appunto).
    Chissa’ magari un giorno in Champagne fara’ troppo caldo e non si produrra’ piu’ buon vino e avremo invece un sacco di Hampshire o di Sussex da bere…
    Un saluto

  3. Ben

    marzo 31, 2012 alle 5:02 pm

    Esistono già, (come vi sapete senza dubbio) delle buone cantine inglesi per lo sparkling wine, come Ridgeview e Camel Valley. Quello che mi sorprende è l’interesse che i giornalisti hanno mostrato in una storia di vini che non vedremmo per cinque anni almeno

    • Franco Ziliani

      marzo 31, 2012 alle 6:31 pm

      Ben la notizia é l’importante investimento finanziario ed un progetto per un grande numero di ettari e una produzione importante in termini di numeri di bottiglie

  4. Fabrizio Bandiera

    marzo 30, 2013 alle 3:25 pm

    Insieme ad amici, l’anno scorso, abbiamo fatto una degustazione di quelle che vengono considerate le migliori bollicine inglesi: Ridgeview, Nyetimber, Gusbourne.
    Sinceramente non ne vale la pena, sono tutte bottiglie sopra o intorno ai 30 Euro che si giustificano solo per il mercato interno dato che in UK ci sono tasse di importazione molto alte.
    Il loro marchio distintivo é un’acidità fuori dalle righe (o fuori controllo), ma mancano di uno sviluppo adeguato degli aromi e di complessità.

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