Cava Gran Reserva Brut Nature 2007 Gramona

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Xarel•lo, Macabeo, Chardonnay

Giudizio:
8


Vanno decisamente bene, come ho scritto recentemente qui, le cose per il Cava, il metodo classico spagnolo, anzi, catalano, sia in patria che all’estero, e anche se le barbujas ispaniche non vanno benissimo in Italia, dove statistiche alla mano si rileva che nel 2010 erano state spedite 300 mila bottiglie, contro 442 mila del 2009, 689.000 del 2008,  995.000 del 2007 e 1.300.000 del 2005, ovvero un calo di consumi che continua da sei anni a questa parte, credo valga la pena guardare con attenzione a questi vini.
Proposti da una vasta gamma di aziende, che non si possono ridurre ai due colossi (Codorniu e Freixenet) ma comprendono anche realtà produttive più piccole che credono ad un concetto di qualità senza compromessi.
Una di queste aziende è sicuramente Gramona, che nasce dall’unione di due dinastie familiari legate al mondo del vino: Batlle e Gramona. La prima era una famiglia di coltivatori e produttori di vino con sede a Sant Sadurní, mentre i Gramona, divenuti produttori di vino nel primo Novecento, hanno dato il loro nome all’azienda.
La storia dell’azienda, che si legge sul sito Internet del loro importatore italiano, Quality wines, è molto interessante: “Nel 1881, Pau Batlle, approfittando della crescente domanda dovuta alla fillossera in Francia, inizia la vinificazione in strutture costruite nel “Celler Batlle” nel retro della casa di famiglia a San Sadurní d’Anoia.
Nel 1910 Bartomeu, figlio di Josep Gramona, partecipa al primo anno del corso sperimentale di Viticoltura ed Enologia a Vilafranca. Il 1921 è l’anno in cui Bartomeu Gramona e Pilar, unica figlia della famiglia Batlle, sposata nel 1913, iniziano la commercializzazione delle prime bottiglie di vino, denominato “champagne”, preparato e stagionato nelle vecchie cantine di Sant Sadurní d’Anoia.

Negli anni ’40 i primi spumanti “Victoria”, “Gramon” Clos du Marquis” e “Ninon de Lenclos “ escono per la prima volta con il marchio Gramona. Nel 1971 Gramona crea “III Lustros”, uno dei primi ”Brut Nature“ del mercato. Oggi la quinta generazione di Gramona Batlle è rappresentata da Jaume e Xavier, incaricati di gestire e seguire la produzione del Cava tramandando di generazione in generazione l’amore per la terra e le tradizioni dei loro antenati”.
La gamma dei Cava prodotti da Gramona, come si può vedere qui, è piuttosto ampia, e comprende vini prodotti sia esclusivamente con le classiche uve catalane, sia con il contributo di Chardonnay e Pinot nero. Per iniziare a parlare del loro lavoro ho scelto il Cava Gran Reserva Brut Nature millesimato 2007, cuvée composta per il 50% da uva Xarel·lo, per il 45% da Macabeo e per il 5% da Chardonnay.
Il “Macabeo” domina la maggior parte dei Cava, poiché la sua maturazione tardiva offre una buona assicurazione contro le gelate primaverili che colpiscono i vigneti relativamente freschi del Penedès.
La varietà locale Xarel-lo conferisce un aroma molto spiccato e dà il suo meglio se coltivato alle altitudini più elevate. La scelta delle uve non autoctone viene spesso fatta per “smorzare lo shock” che il Cava provoca ai palati “non spagnoli” (data la sua estrema diversità in fatto di spettro aromatico), e spesso questo si traduce nel conferire un carattere meno “catalano” quindi meno tipico ai vini.

Non è questo il caso del Brut Nature riserva, le cui basi maturano per un anno in piccoli fusti di rovere francese e il cui affinamento sui lieviti si protrae per 30 mesi, con una dose estremamente bassa di zucchero litro, tre grammi, Brut Nature che presenta un intenso, infondibile, ma sorprendentemente elegante stile Cava.
Paglierino brillante luminoso, con un leggero riflesso verdognolo, mostra uno splendido perlage, fine, continuo, sottile, con una corona di grande vivacità. Il naso è vivo, elegante, intenso, decisamente sapido, anzi salato, e ben secco, con aromi di noce, agrumi, frutta gialla (albicocca) e mela in evidenza, sfumature di cioccolato bianco, una vena leggermente affumicata ed un ricordo di burro, a comporre un insieme di grande freschezza e finezza e di notevole complessità aromatica.
La bocca è piena, ben secca, con un attacco vivo di grande decisione e nerbo sapido, con una salda struttura, bella ampiezza, grande dinamismo e piacevolezza ed un retrogusto, molto vivo e ricco di sapore, che richiama la mandorla ed il pompelmo, che dà al vino, anche grazie ad un’acidità ben calibrata, una persistenza lunga.
Considerato come uno dei Cava più ambiziosi e rappresentativi è stata davvero una piacevole sorpresa, da gustare non solo come aperitivo, magari sulle mitiche tapas, ma da portare tranquillamente a tavola, su preparazioni a base di pesce.

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Fabio

    marzo 20, 2012 alle 9:34 am

    Bello! Mi permetto di aggiungere un link sempre a proposito di Gramona…e Raventòs. Saluti.
    http://glistappati.blog.espresso.repubblica.it/gli_stappati/2012/03/il-cava-secondo-raventòs-e-gramona.html

Lascia un commento

Connect with Facebook