Assegnato il quinto premio Ferrari. E le mille bottiglie premio di TrentoDoc restano “spumante” …


Domanda oziosa: ma Ferrari, le Cantine Ferrari di Trento, non producevano ed erano “l’azionista di maggioranza” del TrentoDoc?
Così sembrerebbe, eppure a leggere l’articolo pubblicato sul sito Internet LeiWeb, sito di riferimento dei femminili Rizzoli, pubblicato da RCS Mediagroup Divisione Periodici, non sembrerebbe, perché parlando della premiazione, tenutasi il 15 marzo a Milano, dei vincitori della quinta edizione del Premio Ferrari per Titolo e Copertina dell’anno, ideato dalla cantina trentina per valorizzare la creatività di quotidiani e periodici, si riesce nel capolavoro di non riuscire ad nominare mai la denominazione TrentoDoc, perché le mille bottiglie di Ferrari destinate ai vincitori vengono definite tourt court solo “spumante”.
Oddio non c’è da prendersela particolarmente con la redattrice di LeiWeb, che magari si è limitata a pubblicare una news ricevuta da Trento, perché sullo stesso sito Internet dell’azienda promotrice del premio, nel testo del comunicato sulla premiazione, le bottiglie – leggete qui – vengono forse definite di TrentoDoc?
Niente affatto, sbrigativamente e con logica aziendale, che alla Ferrari prevale spesso sulla logica della denominazione, vengono chiamate “1.000 bottiglie di Ferrari”. E basta.
Ma perché mai, quando si dispone di un marchio, meglio ancora, di un brand come Ferrari, si dovrebbe parlare di TrentoDoc, rischiando di fare pubblicità (gratuita) agli altri produttori di metodo classico trentini?

4 commenti

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4 commenti

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  2. paolo grigolli

    marzo 21, 2012 alle 5:56 pm

    Daltronde Ferrari produce quasi il 50% dello spumante Trento Doc .Ha tutto l’interesse a pubblicizzare il proprio marchio,come daltronde ha sempre fatto,piuttosto che pubblicizzare altre piccole aziende.L’importante sarebbe conoscere che ne pensano i finanziatori delle campagne di comunicazione del Trento Doc ,leggesi Provincia Di Trento.

    • Franco Ziliani

      marzo 21, 2012 alle 6:02 pm

      caro Paolo, legittimo e doveroso pubblicizzare il proprio marchio, che tra l’altro é fortissimo e conosciuto ovunque. Ma perché mai non ricordarsi che si fa parte, con un peso considerevole, di una denominazione e provvedere a menzionarla nelle proprie comunicazioni? Se non si crede nel TrentoDoc non sarebbe meglio, anche se si “presidia” la denominazione, uscirne?

      • Maurizio Conti

        marzo 22, 2012 alle 10:41 am

        Buongiorno Sig. Ziliani..
        é vero che il nostro sistema di classificazione e di partecipazione è un poco diverso da quello utilizzato fin da remoti tempi dai cugini francesi. Ed è anche vero, forse, che spesso chi è appassionato di vino tende a dimenticare la DOC in favore dell’azienda che produce un determinato vino. Ma abbiamo mai sentito lamentele perchè il nome di Mouton Rothschild o di Château Latour vengono prima ricordati rispetto a “Pauillac” o quello di Château Cos d’Estournel prima di “St.-Estèphe”??
        é ora di rendere internazionali anche la nostra qualità e il nostro talento, ma lo si può fare solo con una grande voglia di essere internazionali che, forse, la famiglia Lunelli ed il marchio Ferrari possiedono e tutti gli altri un pò meno. Mi creda Sig. Ziliani: nei miei giorni liberi vago per cantine alla ricerca di produttori che siano sinceri, veri, onesti, coraggiosi e spesso anche piccoli; ma non voglio produttori chiusi su sè stessi con la scusa del piccolo è bello.
        Grazie per la pazienza e grazie soprattutto per il lavoro, per me importante, che lei svolge ogni giorno insegnando e mettendo un pò di sale nelle nostre piccole zucche vuote.

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