Dati export Champagne 2011: sono i Paesi terzi a far crescere di più i consumi

Vale la pena, a bocce ferme, in attesa di poter disporre sul sito Internet ufficiale del CIVC dove figurano ancora i dati 2010, dei dati definitivi, con statistiche e commenti Paese per Paese, fare alcune considerazioni relative all’andamento del mercato dello Champagne nel corso del 2011.
Anche se i mercati europei continuano ad andare complessivamente bene, con un incremento del 2,1% dovuto in larga parte alla crescita dell’8,5% in Germania e Belgio, del 6,3% in Italia, del 6,6% in Svezia (che con 2,4 milioni di bottiglie importate entra nella classifica dei primi dieci mercati), c’è da registrare una duplice significativa flessione di due mercati di fondamentale importanza.
Parlo della Francia, che resta di gran lunga il primo mercato con 181.644.194 bottiglie (ben superiori ai 141 milioni e rotti totalizzati dal resto del mondo) ma che fa registrare un calo di vendite nel 2011 quasi del due per cento rispetto al 2010.
E parlo del Regno Unito, che resta il primo mercato export, con 34 milioni e mezzo di pezzi, ma con un calo rispetto al 2010 del 2,7%.
Il resto del panorama, che fa registrare solo incrementi, vede sia tradizionali che nuovi protagonisti. In seconda posizione per l’export gli Stati Uniti con 19.369.573 di bottiglie (e una crescita strepitosa del 14,4%), al terzo ancora la Germania con 14.204.066 (+8,5%) e al quarto il Belgio, con poco più di 9,5 milioni e un incremento sempre dell’8,5%.
Questo ufficialmente perché in Champagne si è soliti dare ai dati ufficiali dell’export in Belgio un valore doppio, data la vicinanza tra il Belgio e la regione della Champagne che porta ad un flusso continuo di turisti che passano 2-3 giorni in Champagne e rientrano in patria dopo aver fatto robuste scorte di bottiglie.
Il Giappone e l’Italia continuano ad essere al quinto e sesto posto nella graduatoria dei maggiori Paesi esteri consumatori di Champagne, il Giappone con 7,96 milioni di bottiglie e una crescita del 6,7%), l’Italia con 7,63 milioni e un più 6,3%).
Ma gli incrementi a due cifre, oltre al caso degli Stati Uniti, si registrano fuori Europa, nei cosiddetti Paesi terzi. Incremento record, del 31,9% in Australia, che tocca quota 4,86 milioni di bottiglie, del 58,7% in India (dove le bottiglie restano però poco meno di trecentomila) e del 24,5% in Russia (1.400.000 bottiglie), del 19,4% in Cina (1.317.537 pezzi).
Doppia cifra anche in Malesia, +44% (266.000 bottiglie), Corea del Sud, +31% (481.000 bottiglie), Singapore, +20%, (1,5 milioni), Hong Kong +15%, (1,4 milioni di bottiglie), Emirati Arabi, più 18% (1,4 milioni di bottiglie).
E poi  +18% per il Messico e +15% per il Sudafrica, mentre il Brasile cresce solo del sette per cento toccando quota 1.050.696 bottiglie.
Valutando, come ha acutamente fatto l’ottimo blog I numeri del vino (cui dobbiamo il grafico proposto come illustrazione in apertura d’articolo) i dati 2011 in rapporto alla media degli ultimi cinque anni (dal massimo di 339 milioni del 2007 al minimo di 293 milioni del 2009), si constata che l’andamento delle spedizioni, con 323,5 milioni di bottiglie è stabile.
Quanto all’andamento, sempre su scala cinque anni, dei principali Paesi si nota che la Germania cresce del 16%, gli Stati Uniti e gli altri mercati del 6 per cento, il Giappone e la Svizzera del 5, mentre Italia cala del 9 per cento.
Come ha osservato Thibaut Le Mailloux, responsabile della comunicazione del CIVC, all’estero, dove “le champagne reste le symbole du luxe“, ovvero continua ad essere il simbolo del lusso, vanno particolarmente bene le vendite di millesimati e cuvée de prestige. Il valore dello Champagne sale quasi del 7 per cento, con un prezzo medio di 13,65 euro che resta un valore molto soddisfacente.
Questo per quanto riguarda i dati del 2011, mentre se si analizzano, grazie al blog Champagne un monde de bulles,  i dati relativi al mese di gennaio 2012, i risultati non appaiono per nulla soddisfacenti. Anche se gennaio é il mese meno esaltante per l’andamento per le vendite di Champagne.
Con 15,3 milioni di bottiglie spedite si registra un calo del 13,1% rispetto al gennaio 2011. Nelle spedizioni dei vini dei vignerons la Francia fa segnare un decremento del 10 per cento, l’Unione Europea del 14,6%, mentre continuano ad andare fortissimo, con un significativo più 47,1% i Paesi terzi.
Le spedizioni dei vini delle Maison segnano  un calo del 12,7%, che è del 18,4% in Europa, del 13,6% in Francia e del 3,9% nei Paesi terzi.
Calano anche le spedizioni dei vini delle cooperative, con un robusto meno 23,1%, che diventa del 32,9% (ma relativo ad un volume limitato di 140 mila bottiglie) nei Paesi terzi.
Come fa notare il blog champenois, le vendite in Francia relative a gennaio toccano quota 56,5% (con un calo del 13,2% rispetto al 2011), mentre le vendite nei Paesi dell’Unione Europea riguardano il 37% e sfiorano un ribasso del 20 per cento.
Saranno ancora i Paesi terzi, i nuovi mercati mondiali a condurre la locomotiva nei consumi di Champagne anche nel 2012?

3 commenti

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3 commenti

  1. delphine

    marzo 24, 2012 alle 3:23 pm

    Ciao Franco, dopo una discussione lunga con il CIVC a Reims ho in mano numeri leggermente diversi. Per quanto riguarda la tua conclusione siamo credo allineati.

    • Franco Ziliani

      marzo 24, 2012 alle 4:20 pm

      le mie riflessioni sono state fatte in base ai dati ufficiali diffusi dal CIVC, non in base a mie personali elucubrazioni..

  2. delphine

    marzo 24, 2012 alle 6:42 pm

    ci credo proprio. Il dettaglio dei dati cambia però la visione sulla base dei dati CIVC al 31 dicembre 2011 che mi hanno comunicato 2 giorni fa. ciao!

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