Champagne Brut Millesimé 2004 Mumm

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay

Giudizio:
8


Mi sono avvicinato con grande curiosità e con grandi aspettative a questo Champagne millesimato.
L’ho fatto per il grande nome e la notorietà universale della Maison e perché si trattava del 55esimo millesimato prodotto dalla Mumm in due secoli di storia e tradizione. Due secoli circa, o meglio 185 anni, “di ricerca costante dell’eccellenza e rigoroso rispetto della tradizione” tesa a raggiungere “solo il meglio”, come amava dire il fondatore Georges Hermann Mumm. Un grande conoscitore del marketing ante litteram, visto che già nel 1875 decise di rivestire ogni bottiglia con il prezioso Cordon Rouge, il nastro rosso della Legione d’Onore, il più alto riconoscimento francese creato da Napoleone I, come a sancire un simbolo, anche visivo, d’eccellenza.
Tutti gli elementi fanno di Mumm una casa importante. Il fatto che i vigneti aziendali, 220 ettari, siano classificati al 98% nella scala dei cru, situati principalmente tra gli 8 grand cru più rinomati tra le terre della Champagne: Aÿ, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Avize, Cramant e Mailly – Champagne.
E poi una costante attenzione posta, sin dalla sua fondazione, allo studio e all’innovazione tecnologica, con la creazione, già nel 1870, di un laboratorio di ricerca per ampliare le conoscenze sulla vinificazione e sviluppare un savoir faire solido all’insegna di uno stile raffinato, senza esibizione ed eccessi, rispettoso delle tradizioni e qualità del suo terroir.
Un millesimato figlio di un anno, il 2004, che come racconta dettagliatamente la Maison, è stato “caratterizzato da un clima asciutto con temperature sopra la media. Una stagione invernale che ha visto l’alternarsi di periodi di siccità a gelate, mentre la primavera, piuttosto calda ma poco soleggiata, è stata seguita da un mese di giugno particolarmente piovoso con picchi di grandine.
Dopo l’alternarsi di un luglio secco e di un agosto molto umido, il mese di settembre è stato caratterizzato da temperature leggermente superiori alla media e da una piovosità inferiore alla norma che ha permesso all’uva di maturare in modo eccellente.
Lo straordinario stato delle uve, favorito dal particolare clima dell’annata, ha generato grappoli di 160 gr in media, con il 9,8 % d’alcool, un’acidità totale di 7,3 g/l e un pH di 3,08”.
Condizioni ottimali dunque per esprimere un prodotto straordinario, il Pinot Noir proveniente dalle Montagne di Reims a costituire la maggioranza dell’assemblaggio (70 %) e donare potenza e ricchezza, completato e impreziosito dall’eleganza dello Chardonnay (30 %), che fornisce al Millésime 2004 tutta la finezza dei cru d’Avize e di Cramant.
In sintesi il carattere potente ed intenso del Pinot Noir delle Montagne de Reims e la finezza dello Chardonnay della Côte des Blancs in collaborazione per regalare all’appassionato un prodotto di qualità superiore che la Maison ritiene “ideale con piatti a base di pesce, crostacei ma anche carni bianche e cacciagione”. Un affinamento di cinque anni sui lieviti ed un dosaggio di 6 g/l di zucchero perfetto per un Brut.
Tutto bene sulla carta dunque e sicuramente ispirato il lavoro dello Chef de Cave Didier Mariotti, eppure alla mia prova assaggio questo Brut Millesimé Mumm 2004 non mi ha completamente soddisfatto. E ha suscitato alcune perplessità.
Spettacoloso l’aspetto visivo, con una presa di spuma fantastica per vivacità, uno spettacolo di energia, con un perlage sottile a danzare letteralmente nel bicchiere, bello il colore, un paglierino molto brillante e luminoso, molto elegante il bouquet, delicato, soft, che si apre progressivamente in maniera armoniosa su note ricche di charme di fiori bianchi, agrumi, nocciole fresche e non tostate, pan brioche, crosta di pane, ricordi di albicocca e di miele, di pesca bianca e mandorla a costituire un insieme aperto e fragrante.
L’attacco in bocca, goloso, è delicatissimo, e lo Champagne si dispone sinuoso e carezzevole sul palato, con una bolla croccante e vivace, grande sapidità, dinamismo e verticalità, notevole incisività e nerbo, con perfetto equilibrio tra la materia fruttata ricca, l’acidità ben calibrata ed il sale, una grande freschezza ed una capacità di farsi bere straordinaria.
Unico neo, tale da condizionare il giudizio complessivo, è una strana evoluzione del vino a qualche tempo dall’apertura della bottiglia, con una sorprendente e non piacevole tendenza a chiudersi, a perdere fragranza e delicatezza e a sviluppare, cosa ancora più evidente quando lo Champagne viene lasciato qualche tempo nel bicchiere, delle note più lattiche che burrose, che compromettono lo charme et l’ésprit de finesse che questo millesimato 2004 aveva inizialmente e copiosamente dimostrato.
La soluzione per ovviare a questo problema sarebbe quella di berlo rapidamente, meglio se in due e con complice piacevole collaborazione, a poco tempo dalla sua apertura, ma non potevo tacere questo problema tecnico di cui mi piacerebbe chiedere cosa ne pensi allo chef de cave…

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