Franciacorta Satèn 2007 Contadi Castaldi

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco

Giudizio:
8


Continuo a non essere tendenzialmente un grande fan di quella particolare e fortunata tipologia di Franciacorta Docg che corrisponde al fascinoso nome di Satèn, cui preferisco decisamente altre tipologie tipo il Pas Dosé o Dosage Zero, ma registro con favore che ultimamente mi sto imbattendo in una serie di Satèn che cominciano a piacermi.
Uno degli ultimi che ho degustato e poi bevuto con soddisfazione viene da un’azienda franciacortina che nonostante i 130 ettari vitati ed una produzione che si avvicina al milione di bottiglie rischia spesso di non essere presa in sufficiente considerazione per il semplice fatto di far parte della stessa galassia di un’altra azienda franciacortina più nota, la Bellavista.
Sto parlando, proprietà anche in questo caso della famiglia Moretti, della Contadi Castaldi di Adro, cui si devono Franciacorta scopertamente piacevoli e fatti per andare incontro ai gusti dei consumatori.
E’ questo il caso del Satèn, mix di Chardonnay con un saldo di Pinot bianco, che viene presentato sul sito Internet aziendale in questo modo suggestivo: “Satèn come principio di piacere che non conosce limiti. Come immediatezza di un gusto che unisce ciò che è lontano e ciò che è profondo. È un moto centripeto quello che indirizza i sensi verso un crescendo di piacere percepito come la setosità di un tessuto, come la souplesse di una crema, come i riflessi eterei di una luce argentea.
Per raggiungere questo ideale, che sfiora la rarefazione di un archetipo, Contadi Castaldi ha raccolto e racchiuso in una sola trama il miglior frutto di ogni annata e di ogni unità di paesaggio della Franciacorta. Dal colle del Sottomonte ha tratto il nerbo di note fresche e luminose, sottili come l’aria di prima mattina.
Dalle pendici di Erbusco ha colto tutta la grazia e il garbo che si esprimono in caldi accenni di vaniglia e fiori gialli appena sfogliati. La potenza dei soleggiati pendii calcarei e dei terrazzamenti orientali erompe in un caldo incedere di spezie e frutta matura. Una piacevolissima sfumatura di mandorla amara chiude questo piacere sottile e delicato che non ha e non cerca confini”.
A proposito di questo Satèn millesimato va ricordato che è espressione dell’annata 2007, un anno caratterizzato nei primi mesi da temperature decisamente superiori alla media stagionale e da un deciso anticipo delle fasi fenologiche.
In estate inizialmente temperature leggermente inferiori alle previsioni ed in seguito una maturazione regolare delle uve con un leggero anticipo sulle annate precedenti ed un ottimo sviluppo del frutto sia in termini di acidità che di componenti aromatiche.
Da un affinamento intorno ai 30 mesi sui lieviti e da un affinamento esclusivamente in acciaio (scelta che condivido trovando nell’eccesso di legno di molti vini uno dei limiti congeniti di svariati Satèn) nasce un Franciacorta millesimato 2007 che mi ha francamente sorpreso positivamente e gratificato. Lontano da ogni tentazione di ruffianeria e di eccessiva banalità, da stupide “piacionerie”.
Colore paglierino verdognolo, perlage sottile e abbastanza continuo, bouquet all’insegna della fragranza, della freschezza, di un tratto aereo e floreale, dominato da note di fiori bianchi, nocciola, agrumi e crosta di pane, con una leggera vena di frutta esotica essiccata e una vena piacevolmente dolce che richiama il confetto ed il burro cacao.
Bocca molto morbida e cremosa, ma con una buona croccantezza al palato, un piglio scattante, giovanile, fresco e vivace, con una precisa vena sapida, un apprezzabile dinamismo e allungo, una buona persistenza lunga e nervosa.
Un Satèn dal notevole equilibrio e piacevolezza, che si fa bere estremamente bene.

2 commenti

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2 commenti

  1. MARA

    marzo 27, 2012 alle 12:32 pm

    L’HO CONOSCIUTO 10 ANNI FA E NON L’HO PIU’ LASCIATO. PER ME E’ IL MIGLIORE

  2. Oliva Giuseppin

    novembre 30, 2012 alle 4:26 pm

    L’ho acquistato l’anno scorso (Natale 2011) in una famosa enoteca romana. L’ho servito ad amici e parenti in Francia (conoscitori) per un aperitivo in casa. Tutti sono rimasti sorpresi, l’hanno apprezzato molto. Quest’anno farò il bis, insieme al Cartizze. Insomma, meglio di tanti Champagne acquistati di qua e di là. Purtroppo anche il prezzo conta e un buon Champagne costa molto.

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