Champagne Mailly Grand Cru Brut réserve

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay

Giudizio:
7


Non é solo un problema italiano, anzi, dirò di più oltrepadano, trovare un dosaggio giusto, in un metodo classico prodotto con la tecnica champenoise della rifermentazione in bottiglia, della quantità di uve rosse vinificate in bianco, per meglio dire, di Pinot nero.
E’ sempre difficile calibrare esattamente il suo contributo, che è importante e caratterizza in maniera inconfondibile i vini, anche nella patria dei méthode champenoise, la Champagne.
Come conferire ai vini struttura, ampiezza, larghezza, ricchezza, senza compromettere quelle doti di eleganza, di finezza, quello charme e quell’appeal che sono l’elemento irrinunciabile in ogni “bollicina” nobile degna di questo nome?
Riflessioni di questo tipo mi sono venute alla mente di recente degustando uno Champagne a base Pinot noir (una quota del 75%) proveniente da una zona classificata Grand Cru per questo vitigno nobile e difficile, la Montagne de Reims.
Sto parlando dello Champagne Mailly Grand Cru Brut Réserve prodotto dalla Maison Mailly, una produzione di 500 mila bottiglie annue, grazie alle uve, anche in questo caso larghissimamente a base Pinot noir (oltre il settanta per cento) conferite da 80 vignerons soci che controllano 70 ettari distribuiti in qualcosa come 480 parcelle, definite “galipes” nel dialetto locale.
La Maison sostiene che la complessità di questo Brut riserva è assicurata dalla ricchezza dell’assemblaggio, ad un mix ragionato di vini espressione di un’unica annata abbinato ad una serie di vini di riserva disponibili in un ventaglio di dieci annate diverse, oltre ad una quota di vini affinati in piccoli fusti di rovere non nuovi, da due a quindici anni d’età. E inoltre la collocazione di larga parte dei vigneti di Pinot noir a nord assicura alla cuvée freschezza e nerbo.
Uno Champagne molto strutturato, che la Maison sorprendentemente definisce espressione perfetta dell’aperitivo, ma che a me è parso molto più adatto a preparazioni più impegnative (la Maison suggerisce légumes croquants, légèrement poêlés aux copeaux de parmesan. Le sandre sur lit de poireaux et les suprêmes de poulet, un chaource frais et la tarte aux pommes « à la mode »), che mi ha fatto pensare quanto sia difficile, come dicevo in esordio, trovare il bilanciamento giusto quando si sceglie di lavorare con quell’uva suprema e difficile che è il Pinot noir.
Bello il colore, oro intenso, perlage molto sottile e continuo, naso molto secco, diretto, con una certa quale maturità di frutto (ananas, mela e albicocca essiccata), e tanta frutta secca tostata in evidenza, e poi pan d’épices, cioccolato bianco, caramella mou, alloro, con una prevalenza delle note evolutive (in retroetichetta non era indicata l’epoca della sboccatura) su quelle più fresche e floreali.
Anche la bocca conferma questa impressione di uno Champagne gourmand intensamente vinoso, potente, giocato più sulla potenza, la struttura, che sulla finezza, dal gusto pieno, di salda tessitura, molto secco (più di quanto faccia pensare il dosaggio dichiarato di dieci grammi zucchero per litro), largo e consistente, ma che difetta decisamente, anche se la materia importante consente di abbinarlo ad una vastissima gamma di piatti, di finezza, di quel quid che rende piacevole e contagiosa la beva e che manca un po’ di dinamismo, di slancio, di freschezza.
Uno Champagne degustato non certo in un momento di grazia, che mi riprometto di degustare tra qualche tempo.
A 31,50 euro è in vendita sull’eccellente sito Internet Vendita Champagne, che propone un ricco e variegato assortimento di Champagne proposti da piccole e grandi Maison.

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Proxy

    maggio 16, 2017 alle 12:06 am

    Hey How Are You!,I check your blogs named “Champagne Mailly Grand Cru Brut réserve | Le Mille Bolle Blog” like every week.Your story-telling style is witty, keep doing what you’re doing! And you can look our website about proxy list.

Lascia un commento

Connect with Facebook