Prosecco, un grande successo. Ma per alcuni è solo un vino qualsiasi in lattina

Non vorrei turbare gli angelici trionfalismi di quelli, e sono tanti, che gridano al travolgente, inarrestabile successo, una cavalcata trionfale destinata ad ulteriori sempre crescenti successi, del Prosecco nel mondo.
Però, accidenti, quando si parla di Prosecco, occorre ricordarsi che si tratta di un qualcosa che ormai è andato oltre la definizione e la considerazione di prodotto tradizionale veneto che oggi conta su ben precise denominazioni, Doc e Docg, ma è diventato, piaccia o non piaccia ai suoi diretti protagonisti, i produttori della zona storica innanzitutto, altra cosa.
Anche un sinonimo di vino dalle origini indistinte, o quantomeno vagamente italiano, facile da bere, poco costoso, disponibile in grande quantità, adatto ai giovani, proponibile senza impegno nei più diversi e disimpegnati contesti, anche nelle forme meno canoniche.
Si spiega così, con le tante imitazioni e storpiature del nome del vino che il Consorzio del Prosecco cerca di combattere, che un grosso imbottigliatore tedesco, Binderer St. Ursula Weinkellerei, che non vende Prosecco vero e proprio, arrivi a fare un uso furbesco e disinvolto del nome Prosecco, creando un vero e proprio dominio Internet Prosecco2go, relativo ad una serie di super commerciali vini proposti in lattina, che con il Prosecco non hanno nulla a che fare anche se giocano in maniera spregiudicata sull’assonanza con Prosecco o addirittura sembrerebbero dare l’idea di essere, in qualche modo, simili al Prosecco.
Vini che vengono commercializzati, chiamando inopinatamente in causa il nome Prosecco, sull’edizione tedesca del sito Amazon, 200 ml. a 1,49 euro per una “roba” indefinibile in lattina, vini che in lingua tedesca spacciati come “Secco frizzante 2go” e “veneziano sprizz 2go”, vengono presentati con testi dove ricorre la parola Prosecco, seppure solo virgolettato, “Wussten Sie, dass Prosecco ursprünglich der Name einer Rebsorte ist, die hauptsächlich im Gebiet nördlich von Venedig angebaut wird? Durch ein neues Gesetz in Italien dürfen Weinkellereien außerhalb des traditionellen Anbaugebietes ihren Perlwein nicht mehr als “Prosecco” bezeichnen. Also haben wir unseren Prosecco umbenannt in das, was er ist: Secco Frizzante 2Go. Secco steht für trocken – Frizzante steht für Prickeln – 2Go für “deluxe“ unterwegs”, o ancora “Ihr Italienurlaub 2Go! Das Getränk des Sommers ist ein typisch venezianischer Aperitif aus Prosecco und einem fruchtig, orangenbitterem Likör. Einfach auf Eis mit Zitronen- oder Orangenscheiben geniessen! Sommer, Sonne, Veneziano!”.
Vini sulla cui lattina si legge una misteriosa sigla, Sovinello, ed il nome Marca Trevigiana, e di cui si scrive su siti Internet come ad esempio Trinklaune, in articoli, ad esempio questo, articoli che ci fanno capire che il Prosecco vorrà anche, per assurda ipotesi, “sfidare” lo Champagne, ma per molti consumatori, in Germania e altrove, è anche solo un “Prosecco” o Secco frizzante in lattina, un Prosecco blu o altre cose di cui, se fossi un produttore di Prosecco, non sarei certo orgoglioso, ma preoccupato…
Ma come si fa a pretendere che non ci siano limiti agli impianti di Prosecco o Glera in terra friulana? Mistero…

 

10 commenti

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10 commenti

  1. Andrea

    febbraio 22, 2012 alle 11:46 am

    per me c’è anche gran caos intorno a questa DOC http://primobicchiere.wordpress.com/2012/02/16/doc-prosecco/

  2. Agostino

    febbraio 23, 2012 alle 12:44 am

    Sono di Modena. Il Lambrusco è già passato anni addietro dalla lattina. Ci stiamo risollevando solo ora e dopo tanta fatica…

    • Andrea

      febbraio 23, 2012 alle 10:47 am

      anche io sono di Modena, e lo ricordo bene: 8/12 Giacobazzi…

      • alberto

        luglio 24, 2014 alle 11:57 am

        In realtà l’8 e mezzo Giacobazzi era un “Vino rosso frizzante” in lattina, non era Lambrusco. Il nome del vitigno sulla lattina non compariva da nessuna parte. Lo specifico perchè in molti erroneamente credono che si trattasse di un Lambrusco.
        Per cortesia, non scrivete cose delle quali non siete sicuri, ponendo così accuse infondate…

  3. L’articolo si riferisce ad un prodotto ottenuto dalla vendemmia 2008! Oggi infatti con il riordino del “Mondo Prosecco” è vietato confezionare questa denominazione in tutta Europa.
    Confezionare vino in lattina anche con la vecchia Indicazione Geografica era comunque illegale in Italia già prima del 2009, anno in cui è avvenuto il riassetto del mondo del Prosecco con il passaggio dell’Igt a Doc ed il riconoscimento a Docg delle zone storiche di produzione.
    L’articolo mostra un’amara verità: spesso al successo di un prodotto si accompagnano fenomeni imitativi. E’ un fenomeno che riguarda la nostra denominazione assieme a molte altre di successo, conosciute per l’impegno che hanno profuso nella tutela dei loro marchi. Sono assai noti e ancora assai diffusi i casi legati al Parmigiano Reggiano, al Prosciutto di Parma o alla blasonata Champagne. Basta andare in qualsiasi enoteca americana per trovare lo Champagne di California, e sempre riguardo a questo vino i più recenti casi di imitazione risalgono al 2011 e si sono verificati in Vietman.
    Nel caso del Prosecco, il riassetto avvenuto nel 2009 con l’istituzione della Doc Prosecco e delle Docg Conegliano Valdobbiadene ed Asolo è stato effettuato proprio con l’obiettivo di tutelare maggiormente il prodotto ed avere adeguati strumenti di legge per farlo.
    Il prodotto mostrato qui è stato già segnalato alle autorità competenti italiane. La Repressione Frodi tuttavia può agire solamente all’interno dei confini nazionali. Per contrastare i casi di imitazione in Germania è intervenuto il Ministero tramite l’Ufficio intergovernativo di Bruxelles, ma l’azione è stata poco soddisfacente per tempismo ed efficacia. Ecco perché insieme agli altri consorzi del Prosecco abbiamo dato vita ad un gruppo di lavoro per agire contro questi fenomeni, con il supporto di uno studio legale italiano ed uno tedesco, e speriamo che a breve casi come questo vengano opportunamente sanzionati.
    In questo senso a livello Europeo si parla da tempo di mettere in atto l’AUTO TUTELA, termine che indica la cooperazione tra gli stati che possono intervenire direttamente per sanzionare le frodi riguardanti non solo le proprie Denominazioni, ma anche quelle degli stati membri. Una rivoluzione.
    Negli ultimi anni ci sono stati comunque dei grandi cambiamenti in Germania, dove oggi le imitazioni del Prosecco rappresentano fenomeni residuali ed abbiamo avuto modo di constatarlo anche nelle ultime edizioni del Prowein. La strada da fare per la tutela del nostro prodotto è ancora lunga ed il percorso è appena iniziato. Lo Champagne stesso, nonostante abbia un ufficio legale di cinque avvocati e rappresentanti all’estero nei principali paesi, si trova a dover fare i conti con continui fenomeni di imitazione.
    Cordiali saluti,

    Ufficio Relazioni Esterne – Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

    • Andrea

      gennaio 29, 2014 alle 1:47 pm

      Potete stare sereni che non faranno nulla l’italia non conta niente al contrario se a napoli imitassero la birra tedesca o i crauti ci crocifiggerebbero immediatamente tutti insieme.

  4. sebastiano

    febbraio 27, 2012 alle 10:15 pm

    “Ma come si fa a pretendere che non ci siano limiti agli impianti di Prosecco o Glera in terra friulana? Mistero…”. Che dire, ho vissuto l’epopea ascendente dei vini veneti e quella in discesa dei friulani. Persistere è diabolico, ma se no i ghe riva… pasiensa

  5. franco

    aprile 5, 2012 alle 5:01 pm

    Al consorzio di tutela del nostro prestigioso ed amato vino, vedo con piacere che siete degli acuti osservatori degli abusi perpetrati da tutti i produttori di vino, di tutte le parti del mondo,vedo però con dispiacere, che non vi passa nemmeno per l’anticamera del cervello, che voi stessi fate parte, anche se in forma più lieve, di questa categoria.
    Non credo che usare un nome che è di proprietà altrui sia legalmente corretto, per di più senza mai averlo nemmeno chiesto ai legittimi proprietari, e senza mai aver con questi stipulato alcun minimo accordo o contratto, Vi siete sempre e solo affidati a discuterne con persone che non avevano e non hanno titolo per farlo,offrendo in cambio solamente promesse verbali per altro mai mantenute, certo tutto questo è proseguito con questo andazzo sino ad ora anche per colpa nostra, (proprietari del nome prosecco)
    ma molto probabilmente a breve termine avrete da prendere accordi con i nostri legali rappresentanti, e forse la smetterete di arrogarvi il diritto di essere la o le zone storiche di produzione del Prosecco.Quà da noi si coltivava il Prosecco sin dai tempi di Roma antica, potete rinfrescarvi la mente andando a leggere un pochino di storia lasciata ai posteri da parte di Plinio (il vecchio,e quando,nel diciottesimo secolo, la persona che ha portato a Vostra conoscenza il nostro vitigno, quà da noi lo si coltivava già su tutto il ciglione carsico, che per i tempi di allora non era poco.In oltre, sapete benissimo che, a noi, è riconosciuta la zona di origine del vitigno,lo ha riconosciuto pure, prendendoci per il culo, l’allora(vostro) ministro dell’agricoltura Zaia, venendo a casa nostra a piantarci due barbatelle sotto un pino(e quì non faccio commenti),in segno di riconoscenza per aver dato i natali a questo vitigno.
    Mai a nessuno di voi, è mai passato per la testa che forse, per usare il nome altrui bisognerebbe chiedere l’ autorizzazione ai propietari? Forse, dopo tanta pazienza ed attese inutili, è venuto il momento di mettere in chiaro le cose, Datevi un’ occhiatina al codice civile in materia di diritto al nome, oltre a ciò fatelo pure con la legge comunitaria a riguardo, e già che ci siete: andate a leggervi la sentenza sul Tocai, così forse vi renderete conto di chi ha il diritto al nome,diritto di avere la d.o.c. la d.o.c.g. , ed il diritto alla stesura del disciplinare di produzione, al controllo della produzione etc.. etc..ed eventualmente, anzi sicuramente al diritto di Royalty.
    Con ciò, non abbiamo nessuna intenzione ne di spaventarvi ne di mettere in subbuglio il mondo del Prosecco, ma è arrivata l’ora anche per noi di portare a casa qualcosa, a Voi va sicuramente riconosciuto di aver reso grande il nostro nome, ma per questo sembra a tutti evidente che siete stati abbondantemente ripagati con il successo ed i guadagni ottenuti, senza però,aver mai versato neanche una lacrima nei nostri confronti.
    Il paese è in subbuglio su questo argomento, ci faremo sentire tra non molto. saluti da
    Franco

    • Max

      aprile 6, 2012 alle 10:27 am

      ???????? sarà pure vero che si stà abusando del nome Prosecco, ma li da voi ho l’impressione che stiate abusando del vino !!!!!!!!
      Grazie a personaggi come questo Sig. Franco i Francesi continueranno a mangiarci in testa ! Aiuto !!!!!

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